Progetto: Ridurre la malnutrizione materna e infantile in 30 distretti
aggiornamenti
5 gennaio 2012
Nel 2010-2011 i sostenitori italiani dell'UNICEF hanno donato 1.209.000 euro per il progetto di riduzione della malnutrizione materna e infantile in Madagascar: i fondi hanno finanziato attività che hanno contribuito a curare migliaia di bambini gravemente malnutriti (
continua)
7 aprile 2011
Al villaggio di Ankylimanitsy (Madagascar) i bambini sono felici per la nuova scuola in costruzione, sarà pronta tra tre settimane e avrà posto per tutti gli studenti.
Sarà una “Scuola amica dei bambini”, come tutte le scuole costruite dall’UNICEF, avrà latrine, acqua e spazi per giocare.
Madame Mamenorova, che fino a qualche mese fa gestiva da sola 166 studenti, ci dice che i suoi bambini amano andare a scuola e ascoltano attenti ogni sua lezione, anche se nella vecchia scuola che visitiamo la maggior parte di loro è seduta a terra.
7 aprile 2011
Su un letto, insieme alla sua mamma c’è un bimbo molto sofferente. Si chiama Sambotsitinia, ha 2 anni e mezzo.
La mamma Kazomesda ha 21 anni e quattro figli, non è sposata e ha avuto i bambini da uomini diversi.
7 aprile 2011
L’11 febbraio del 2011 il ciclone Bingiza ha colpito il Madagascar. Gli effetti più devastanti li ha avuti nella parte sud orientale dove più di 1.200 persone sono state evacuate e hanno perso tutto, tranne la vita. Anzi qualcuno ha proprio cominciato la sua vita.
10 marzo 2011
Obiettivo del progetto è rafforzare gli interventi nutrizionali e sanitari per prevenire e curare la malnutrizione tra i bambini sotto i 5 anni e le donne nelle aree più a rischio (circa il 25% della popolazione malgascia). L’UNICEF concentra gli interventi in 30 distretti urbani e rurali particolarmente vulnerabili a causa delle avverse condizioni climatiche e dell’impatto della crisi economica.
15 settembre 2010
Questa photogallery mostra l'azione dell'UNICEF nell'ambito del progetto in Madagascar per prevenire e curare la malnutrizione tra i bambini sotto i 5 anni e le donne nelle aree più a rischio del paese.