Gentile amico,
le notizie che arrivano in queste ore da Kinshasa sono allarmanti e si aggravano di ora in ora.
Sono oltre 250.000 le persone sfollate nel corso degli ultimi 4 giorni a causa dei violenti scontri nel Nord Kivu, con i ribelli dell’ex generale ribelle Laurent Nkunda fermi a 5 km da Goma, il principale centro urbano del Nord Kivu, dopo il cessate il fuoco dichiarato unilateralmente durante la giornata di ieri.
Mentre l’esercito regolare sta abbandonando la città, non senza compiere saccheggi e abusi contro i civili, il panico si è ormai diffuso tra le centinaia di migliaia di sfollati in fuga dalla guerra.
L'UNICEF ha stoccato nell'est del Congo scorte di utensili familiari e generi di primo soccorso, tra cui coperte e teli impermeabili per allestire ripari d'emergenza.
Prima del precipitare della situazione negli ultimissimi giorni, l'UNICEF, in collaborazione con le ONG partner, aveva fornito assistenza a oltre 50.000 sfollati dalla guerra.
In queste ore, l'UNICEF è a Goma e sta lavorando per portare aiuti alla popolazione.
«Nel Nord Kivu migliaia di persone sono sfollate per la seconda, terza o perfino quarta volta» ha dichiarato Julien Harris, responsabile UNICEF per le operazioni sul campo nell'Est del Congo. «Per donne e bambini le conseguenze sono devastanti. In tali condizioni, sono alti i rischi di epidemie di colera, di morbillo e l'aumento dei casi di malnutrizione tra i bambini. Se non ci sarà una sospensione dei combattimenti, la vita dei bambini e delle loro famiglie sarà in grave pericolo».
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Grazie,
Vincenzo Spadafora
Presidente
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