AIDS, l'emergenza non è mai finita: nel mondo, un adolescente contrae l'HIV ogni 100 secondi

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24/11/2020

Secondo un nuovo rapporto dell’UNICEF ogni 100 secondi circa - in media 880 al giorno, 320.000 all'anno - (dato 2019) un bambino o un giovane sotto i 20 anni viene contagiato dall'HIV.  Attualmente, il numero totale di bambini e giovani nel mondo che convivono con l’HIV si attesta a 2,8 milioni.

Il rapporto Reimagining a Resilient HIV Response for Children, Adolescents and Pregnant Women Living with HIV [Re-immaginare una risposta di resilienza all'HIV per bambini, adolescenti e donne incinte] ricorda che bambini e ragazzi continuano a essere lasciati indietro nella lotta contro l’HIV-AIDS.   Gli interventi di prevenzione e cura per bambini e adolescenti sono quelli che registrano i livelli più bassi, fra i segmenti demografici colpiti dall'HIV-AIDS.

Nel 2019, poco più della metà dei bambini sieropositivi nel mondo ha avuto accesso ai farmaci antiretrovirali [l'unica terapia salvavita esistente, in assenza di un vaccino] un tasso decisamente più basso rispetto a tasso di copertura terapeutica delle madri (85%) e in generale degli adulti (62%).
 
Lo scorso anno sono morti per AIDS circa 110.000 bambini.   Secondo il rapporto, nonostante i progressi nella lotta all'HIV-AIDS registrati negli ultimi anni, persistono profonde disparità regionali.   La copertura della terapia antiretrovirale pediatrica più alta si registra in Medio Oriente e Nord Africa (81%), seguita da Asia meridionale (76%), Africa orientale e meridionale (58%), Estremo Oriente e Pacifico (50%), America Latina e Caraibi (46%) e infine Africa Occidentale e Centrale (32%).

Altri dati rilevanti inclusi nel rapporto:

  • Nella fascia di età tra 0 e 9 anni (HIV pediatrico, causato quasi esclusivamente dalla trasmissione madre-figlio alla nascita) sono stati contagiati dall’HIV 150.000 bambini nel 2019, portando il numero totale a 1,1 milioni
  • Nella fascia di età tra 10 e 19 anni, sono 170.000 gli adolescenti che hanno contratto il virus nello stesso anno, portando il totale a 1,7 milioni
  • Tra gli adolescenti, le ragazze sono colpite in modo sproporzionato: 130.000 rispetto a 44.000 coetanei maschi
  • Sui 110.000 decessi per AIDS tra bambini e adolescenti nel 2019, 79.000 decessi sono avvenuti nella fascia di età 0-9 anni e 34.000 in quella 10-19
  • L’accesso delle madri alle terapie antiretrovirali per prevenire la trasmissione del virus al nascituro è salita all’85%, mentre l'accesso alla diagnosi nella prima infanzia è al 60%
  • Il numero di donne incinte che convivono con l’HIV nel 2019 è stato pari a 1,3 milioni. Si stima che siano stati 82.000 i bambini contagiati dal virus durante la gravidanza o il parto, e 68.000 quelli che hanno contratto l'HIV durante la fase dell'allattamento [NB: questo ultimo dato si riferisce solo alla fase della crescita, e non associa in alcun modo la pratica dell'allattamento al contagio].

    «Anche se il mondo lotta contro una pandemia globale, centinaia di migliaia di bambini continuano a subire i danni dell’epidemia di HIV,» ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale dell’UNICEF.   «Non esiste ancora un vaccino contro l’HIV. I bambini vengono ancora contagiati a tassi allarmanti e muoiono ancora per AIDS. Questo accadeva ancora prima che la pandemia di COVID-19 interrompesse le cure e i servizi di prevenzione vitali contro l’HIV, mettendo ancora più vite a rischio.»

    La crisi di COVID-19 ha ulteriormente ampliato le disuguaglianze di accesso ai servizi salvavita contro l’HIV per i bambini, gli adolescenti e le donne in stato di gravidanza, ovunque.   In un recente sondaggio dell’UNICEF su 29 paesi prioritari per l’HIV, in un terzo la copertura dei servizi per bambini, adolescenti e donne che convivono e sono vulnerabili all’HIV è diminuita del 10% o più rispetto ai dati comparati a prima della pandemia. 

    I dati di UNAIDS sull’interruzione dei servizi per l’HIV, citati nel rapporto, illustrano ulteriormente l’impatto dell’interruzione delle misure di controllo necessarie, della catena di approvvigionamento degli aiuti, della mancanza di dispositivi di protezione individuale e del reimpiego degli operatori sanitari di servizi per l’HIV.

    Tra aprile e maggio, in coincidenza dei lockdown parziali o totali, le cure pediatriche contro l’HIV e i test della carica virale per i bambini in alcuni paesi sono diminuiti tra il 50% e il 70% e gli inizi di nuove cure sono diminuiti del 25-50%.

    Analogamente, anche il parto in strutture sanitarie e le cure per le madri sono diminuiti del 20-60%, i test dell’HIV per le madri e l'avvio alle cure antiretrovirali sono diminuiti del 25-50% e i test per i neonati sono diminuiti di circa il 10%.

    Anche se l’allentamento delle misure di controllo e gli interventi strategici su bambini e donne in stato di gravidanza hanno portato con successo a una ripresa dei servizi negli ultimi mesi, rimangono ancora molte sfide e il mondo è ancora lontano dal raggiungere gli obiettivi pediatrici globali 2020 per l’HIV.   Il rapporto chiede a tutti i governi di proteggere, sostenere e accelerare i progressi nella lotta contro l’HIV nei bambini attraverso servizi sanitari essenziali e rafforzando i sistemi sanitari.
Documenti disponibili

2020 World AIDS Day Reportpdf / 5.81 Mb

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