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Protezione dell'infanzia

Nuovo rapporto UNICEF-Università di Harvard sui bambini nei processi di riconciliazione post-bellica

Un bambino della Liberia durante una sessione del processo nazionale di riconciliazione (settembre 2008)
Un bambino della Liberia durante una sessione del processo nazionale di riconciliazione (settembre 2008)

Presentata oggi la pubblicazione “Bambini e giustizia di transizione: verità, responsabilità e riconciliazione”, l’arcivescovo Desmond Tutu condanna le violenze contro i bambini

Lo sfruttamento sistematico e l'abuso dei bambini nei conflitti in tutto il mondo è continuato, senza sosta, nel corso degli ultimi 20 anni, ha detto oggi l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu.

Le gravi violazioni che persistono nei confronti delle bambine e dei ragazzi comprendono omicidi, stupri, aggressioni, schiavitù sessuale e arruolamento forzato.

Intervenendo in occasione del lancio della pubblicazione UNICEF-Università di Harvard intitolato “Children and Transitional Justice: Truth-telling, Accountability and Reconciliation" (Bambini e giustizia di transizione: verità, responsabilità e riconciliazione), il premio Nobel per la pace 1984 ha ricordato che "il ciclo apparentemente senza fine di violenze e conflitti che sta trasformando i bambini in strumenti di guerra deve essere fermato".

Qui puoi leggere e scaricare il rapporto (in inglese)

Mentre è essenziale perseguire chi è responsabile di tali crimini, l'Arcivescovo ha ricordato che ogni passaggio dalla guerra alla pace deve dare ai bambini la possibilità di esprimersi e di partecipare alla costruzione di un futuro di pace duraturo.

L’ambizione e l’obiettivo della giustizia di transizione sono quelli di consentire alle società che sono state lacerate da conflitti e violenze di recuperare e di responsabilizzare i singoli individui - vittime, testimoni e autori – a raccontare le proprie esperienze e a concordare insieme misure di giustizia per il futuro.

«La morte e la sofferenza dei bambini in situazioni di conflitto e di instabilità dimostra che il mondo non è riuscito a dare priorità ai diritti e al benessere dell’infanzia», ha detto Tutu. «I processi della giustizia di transizione sono un’opportunità per rimettere le cose a posto, il loro successo o fallimento dipende in larga misura su come i bambini ne vengono coinvolti.»

Il rapporto analizza le esperienze pratiche al fine di determinare come l’insieme dei tribunali internazionali, delle commissioni per la verità e dei processi tradizionali possa essere applicato sia per migliorare la responsabilità nell'applicazione delle sanzioni e delle pene contro i criminali, sia per tutelare i diritti dei bambini coinvolti.

La pubblicazione mostra anche che una commissione d'inchiesta può avere un impatto duraturo, quando, terminato il suo lavoro, la gente riesce a notare una differenza tangibile nella propria vita.

Istruzione, formazione professionale e ricostruzione delle scuole sono tutti stati indicati dai bambini come mezzi per recuperare gli anni perduti.

La pubblicazione - scritta da esperti di diritto internazionale e dei diritti umani- comprende un'analisi giuridica e casi di studio sul coinvolgimento dei bambini nelle commissioni per la verità di Sudafrica, Sierra Leone e Liberia; i tentativi di usare l’azione penale e i procedimenti giudiziari per il riconoscimento delle responsabilità per i crimini commessi dal LRA in Uganda; nonché una rassegna delle nuove tecniche, riguardanti l'analisi genetica per l’identificazione e il ricongiungimento familiare dei bambini scomparsi in Argentina e in El Salvador.

Bambini e giustizia di transizione: verità, responsabilità e riconciliazione” dimostra che è di fondamentale importanza coinvolgere ragazzi e ragazze nei processi di transizione post-bellica.



 
 
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"Children and Transitional Justice (testo in inglese)"

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