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MAS: Malnutrizione acuta e severa ( o: mai arrendersi e sperare) - 1

Questo bambino viene pesato su una bilancia fornita dall'UNICEF. ©Saira Cutrone
Questo bambino viene pesato su una bilancia fornita dall'UNICEF. ©Saira Cutrone

L'autrice di questa storia dal campo, Bianca Nicolini, ha partecipato a un programma di volontariato breve in Ciad, insieme ad altre tre giovani volontarie dell'UNICEF Italia (Valentina Salvi, Saira Cutrone e Anna Babini). Per tre mesi (agosto-ottobre 2010) le volontarie hanno collaborato con l'UNICEF Ciad nei programmi di lotta alla malnutrizione infantile.

 

La lunga strada per la lotta alla malnutrizione

Questa è la storia di Mariam, una giovane ragazza del Ciad che, come la maggioranza delle ragazze in questo paese africano, si è sposata giovanissima (a 13 anni) ed è rimasta incinta pochi mesi dopo il matrimonio.

Oggi Mariam ha 15 anni ed è madre di un bimbo di 8 mesi, Ahmat Abakar. Suo marito, Issa Abakar, lavora tutto il giorno nei campi. Lei lo aiuta spesso nel suo lavoro, come può.

La famiglia vive in un piccolo villaggio di capanne, Kari, uno dei tanti che si trovano nel distretto di Mongo (nella regione centrale del Guera).

La terra che circonda Kari assume un colore verde intenso durante la stagione delle piogge (da luglio a ottobre), per poi riprendere gradualmente il suo naturale color marrone-rossastro al ritorno della stagione secca.

Oltre il verde, si estendono le affascinanti montagne del Guera. All’orizzonte, la famosa Reine du Guera (una montagna la cui conformazione ricorda il profilo di una donna con la corona in testa) veglia su tutta la valle.

Kari dista circa 80 Km. dal capoluogo Mongo, e 30 dal villaggio in cui si trova l'ambulatorio più vicino, a Djoukoulikouli’.

Queste distanze, in un paese in cui anche le migliori strade nazionali sono dissestate, piene di buche e spesso interrotte o inondate, rappresentano ostacoli insormontabili per persone che sono abituate a muoversi a piedi.

Qui la moto è un lusso per pochi, la jeep per pochissimi. Spesso inoltre, anche i mezzi più potenti sono costretti ad arrendersi di fronte allacqua o al fango.

Da queste parti l’acqua scarseggia per tutto l’anno. La stagione delle piogge è quindi attesa come un dono prezioso concesso da Allah.

Ma quando la natura è troppo generosa, l’effetto delle potenti piogge è più dannoso che benefico: i  raccolti vengono danneggiati, molte strutture (tra cui le scuole) vengono giù e i piccoli fiumiciattoli (gli Wadi in lingua locale), che normalmente sono utilizzati per irrigare i campi, si ingrossano tanto da diventare veri e propri fiumi in piena.

Quando un wadi attraversa una strada, il passaggio può essere interrotto per giorni o settimane, lasciando isolati vari villaggi.

Kari ne cosituisce un esempio: durante la stagione delle piogge infatti rimane spesso isolato perchè il wadi che lo divide da Djoukoulikouli’ è troppo grande per consentirne l’attraversamento.

Leggi la seconda parte della storia