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Progetto "Acqua per i bambini nomadi"

Ciad: risultati del progetto ''Acqua per i bambini nomadi''

Risultati conseguiti (2008 - 2011)

Migliorare l'accesso all'acqua e ai servizi igienici in un paese come il Ciad, poverissimo e praticamente privo di infrastrutture, è un'impresa che richiede enormi sforzi logistici e organizzativi. Se alle carenze strutturali si sommano eventi sfavorevoli come la gravissima siccità che affligge la regione del Sahel e i conflitti armati che stanno lacerando i confinanti Sudan (Darfur) e Repubblica Centrafricana, dando luogo a flussi di rifugiati che premono sulle già scarsissime risorse locali, la situazione si complica davvero.

Tuttavia, l'UNICEF è riuscito in questi anni a far segnare significativi progressi nel settore idrico-igienico grazie al progetto "Acqua per i bambini nomadi", aperto dal 2007 al 2011 anche alle donazioni dei sostenitori italiani.

Nel periodo 2007-2011, grazie al sostegno dei donatori italiani – tra cui le aziende Ferrarelle ed Energizer - l’UNICEF Italia ha raccolto 1.938.887 euro, trasferiti all’UNICEF Ciad per il progetto, diretto a raggiungere i bambini e le donne più vulnerabili attraverso la trivellazione di pozzi presso scuole, centri sanitari e nutrizionali.  

 

Principali risultati ottenuti 

Parte dei fondi ricevuti sono stati utilizzati per interventi di emergenza, in particolare:

  • per garantire acqua potabile ai profughi dal Darfur e dalla Repubblica Centrafricana
  • per la risposta umanitaria alle inondazioni e all'epidemia di colera nel 2010
  • per soccorrere circa 60.000 persone nella regione ciadiana del Sahel. 

Inoltre, le donazioni ricevute sono state impiegate anche per interventi di sviluppo sostenibile, creando fonti idriche in villaggi remoti e sulle rotte percorse da popolazioni nomadi:

  • costruiti 294 pozzi a trivellazione manuale
  • installate oltre 6.500 latrine in 260 villaggi
  • installati 256 gabinetti in scuole e strutture sanitarie.
  • In parallelo, sono state sviluppate le competenze di 43 microimprese locali incaricate di gestire la trivellazione manuale. 

Attraverso specifiche campagne di sensibilizzazione sono stati diffusi messaggi sulle pratiche igienico-sanitarie, che hanno coinvolto circa 200.000 abitanti con nozioni di educazione all'igiene.

Il migliorato accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici di base, e la promozione delle migliori pratiche igieniche, hanno avuto un impatto positivo per la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini e delle donne.

Scarica la versione completa del Report di progetto "Acqua per i bambini nomadi" nel Ciad (2008-2011)

Guarda la photogallery su alcune attività di questo progetto realizzate nel 2008-2011



 
 
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