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Meeting UNICEF, mortalità infantile: vogliamo arrivare a zero

Una piccola parentesi posticipa l’inizio della tavola rotonda: il Sindaco Matteo Renzi, appena tornato dall’India per salutare i volontari presenti  al Meeting, ci tiene a ricordare che la sua città è a fianco dell’UNICEF per dare seguito alle aspettative dei bambini.

“22.000 bambini muoiono ogni giorno: vogliamo arrivare a zero”
Questo il titolo della tavola rotonda per approfondire un dramma che miete quotidianamente migliaia di vittime tra i bambini di meno di 5 anni.

A moderare questo delicato dibattito è Tonia Cartolano giornalista di Sky Tg 24, la quale sollecita storie, esempi, racconti, esperienze ai diversi protagonisti presenti.

Marzio Babille, Rappresentante dell’ UNICEF in Ciad, medico, è il primo oratore e inizia parlando di come l’UNICEF lotta per vincere la sfida rappresentata dalla mortalità infantile e dimostra come le tecniche a basso costo utilizzate e gli strumenti per sconfiggerla fanno la differenza tra la vita e la morte.

Illustra la situazione in Ciad, in cui lavora, e in paesi dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale, 20 dei quali sono “responsabili del 75% dei decessi mondiali di bambini sotto i 5 anni”.

Polmonite e diarrea sono le prime cause di mortalità infantile, ma è con la malnutrizione che aumenta la vulnerabilità: in un bambino con diarrea che è anche malnutrito, le probabilità di non raggiungere i 5 anni raddoppiano.

"In Ciad alla fine del 2011 potremo dire di aver seguito 100.000 bambini malnutriti", spiega Babille. "I nostri interventi sono integrati e comprendono anche l’accesso all’acqua e l’educazione a pratiche igieniche adeguate."

“Guardate questo bambino”, dice Babille indicando lo schermo dove si vede lo stesso bambino fotografato in due diversi momenti: all’ingresso in un centro nutrizionale UNICEF e il giorno in cui è stato dimesso. Il miglioramento delle sue condizioni è evidente.

“Non vendiamo prodotti di bellezza, facciamo interventi di lotta alla mortalità infantile, questi sono i risultati”, commenta Babille dando la prova definitiva di come il suo lavoro insieme a quello di chi come lui lavora sul campo possa fare la differenza tra la vita e la morte.

È il momento poi di Lino Banfi: narra ciò che ha visto nei suoi viaggi in Eritrea e Angola ed emoziona la platea quando fa una dimostrazione semplice e “spettacolare” di come si usano gli strumenti che aiutano a sconfiggere la mortalità infantile: sul suo tavolino vediamo il Plumpynut, le Bustine di Sali reidrantanti, il Bracciale salvavita, Alimenti Terapeutici, Zanzariere.

Adriana Zarrelli, Responsabile Sanità e Nutrizione dell’UNICEF in Afghanistan, chiude la serie degli interventi integrando il discorso di Babille sul tema della mortalità infantile, raccontando che l’Afghanistan, insieme al Ciad, è al top della triste classifica dei paesi con il tasso più alto di mortalità infantile.

Ma in Afghanistan “i nostri interventi per garantire la salute e la sopravvivenza dei bambini sono fortemente ostacolati dalla guerra. Per arrivare a zero morti infantili, dobbiamo prima di tutto portare la pace. Proprio ieri è arrivata una notizia poco confortante: un attentato ha colpito la sede Onu di Mazar-i-Sharif. Nel paese la condizione rimane di estrema insicurezza. Ma noi non smetteremo di lavorare per la salute dei bambini.

Il Presidente UNICEF Vincenzo Spadafora, presentato con una ironica poesia da Lino Banfi, conclude la tavola rotonda. Presenta l’impegno e le strategie dell’UNICEF Italia per raccogliere risorse per i progetti di lotta alla mortalità infantile.

E in particolare annuncia la campagna di Comunicazione per il 5 x 1000: “Vogliamo Zero”. L’obiettivo è molto ambizioso, ma, a conclusione di questo coinvolgente dibattito, siamo in tanti a credere che sia davvero possibile.