[/paesi/paese/progetti/documenti/dettaglio.htm]

Sopravvivenza e sviluppo dell'infanzia in Africa centrale e occidentale

Rotary e UNICEF in missione: diario dalla Guinea Bissau

© UNICEF/ITAL2011  Jabadà, una mamma aspetta di sottoporre il proprio bambino allo screening per la malnutrizione.© UNICEF/ITAL2011
© UNICEF/ITAL2011

Questo diario, a cura di Giovanna Li Perni, racconta il viaggio di Alberto Cecchini del Distretto Rotary 2080 e Riccardo Angelini Rota Roselli del Distretto Rotaract 2080 in Guinea Bissau per visitare i progetti dell'UNICEF per la lotta alla mortalità infantile.

1° maggio 2011 - Ci rechiamo in Guinea Bissau in quanto i rotariani e i rotaractiani di Lazio e Sardegna hanno lavorato in questo ultimo anno per mobilitare risorse da destinare ai programmi dell’UNICEF per la prevenzione della malaria, che da sola provoca un terzo delle morti di bambini guineiani.

La donazione del Rotary ha permesso l’acquisto di 6.250 zanzariere trattate con insetticida, che verranno distribuite dall’UNICEF alle famiglie e consentiranno di proteggere oltre 12.000 bambini.

Il viaggio dall’Europa alla Guinea Bissau dura appena 4 ore, ma la realtà del paese africano – il quarto al mondo con il più alto tasso di mortalità infantile - non potrebbe essere più distante da quella che lasciamo partendo dal nostro continente.

Quando arriviamo a Bissau nella notte, le luci della pista e della sala dell’aeroporto sembrano essere le uniche accese nel paese. Percorriamo in auto il tratto dall’aeroporto all’hotel, che si trova nel centro della capitale, nel buio assoluto, dal momento che l’elettricità viene erogata solo per poche ore e la stragrande maggioranza delle abitazioni private non sono dotate di generatori.

Dopo alcune ore di sonno, un sole abbagliante ci accompagna nel tragitto verso il compound dove hanno sede tutte le agenzie delle Nazioni Unite, inclusa l’UNICEF. Ad accoglierci Ian Murray, Responsabile del monitoraggio e della valutazione degli interventi, e Victor Suhfube Ngongalah, Responsabile dei programmi per la sopravvivenza dei bambini.

Ian e Victor ci fanno un quadro della condizione dell’infanzia nel paese, a partire dai dati recentemente raccolti dalla ricerca che l’UNICEF effettua periodicamente con i governi locali in tutti i paesi dove opera, per monitorare i principali indicatori.

Questa indagine ha rilevato come vi siano stati dei miglioramenti in alcuni indicatori che si riferiscono alla salute e all’istruzione dei bambini, ma ha fatto altresì emergere significative disparità tra gruppi sociali e diverse regioni del paese. In particolare, si è ridotta la mortalità infantile (158 morti prima dei 5 anni ogni 100 nati vivi), ed è aumentata la scolarità delle donne.

Al contempo, altri importanti indicatori – quali la percentuale di bambini che viene registrata all’anagrafe e il grado di accettazione culturale della pratiche di mutilazione genitale femminile – sono peggiorati. Ed è evidente che la sfida sul fronte dell’istruzione riguarda particolarmente la qualità, dal momento che sono peggiorati gli indicatori che si riferiscono alle bocciature e all’abbandono scolastico.

Victor ci spiega che questa è la stagione della raccolta del cajou, la noce che costituisce la quasi totalità dell’export e dunque dell’attivo di bilancia dei pagamenti della Guinea Bissau. L’espansione negli ultimi anni delle coltivazioni di cajou, per effetto dell’aumentata domanda mondiale, ha sì avuto un effetto positivo sulla bilancia dei pagamenti ma ha al contempo alimentato squlibri interni. Infatti, nel paese sono state progressivamente sostituite le piantagioni di riso e di cereali con le distese di alberi di cajou, con il risultato che non vi è una produzione sufficiente di per il consumo alimentare della popolazione e riso e farina devono essere importanti. Ciò si ripercuote in una crescita dei prezzi al consumo, che impoverisce le famiglie ulteriormente.

Leggi la seconda parte del diario.