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chi siamo

Il nostro rendiconto

Il bilancio del Comitato Italiano per l'UNICEF si compone delle entrate istituzionali in favore della totalità dei programmi e dei progetti per l'infanzia condotti dall'UNICEF nel mondo, e di contributi finalizzati a coprire costi sostenuti dall'UNICEF Italia per le attività di sensibilizzazione e di raccolta fondi nel nostro Paese.

Sintesi del 2019: entrate

Nel 2019 il volume totale delle risorse raccolte è stato di 65,7 milioni di euro, in crescita (+3,6%) rispetto ai 63,4 milioni dell'anno precedente. 

La strategia di crescita si basa sullo sviluppo dei programmi finalizzati a massimizzare il contributo del donatore nel medio-lungo periodo (Donazione regolare e Lasciti testamentari) e sul coinvolgimento in modo innovativo dei donatori ad alto potenziale (Major Donor) e delle aziende.

I proventi da erogazioni liberali (donazioni una tantum) hanno subito, nel loro complesso, un incremento di 1,7 milioni di euro (+4%) rispetto all'esercizio precedente. 

Si conferma in particolare la centralità del programma di donazione regolare "Amico dell'UNICEF" che rappresenta il 43% del volume complessivo delle donazioni. 

Risultati in crescita sono stati registrati anche dal programma dei Lasciti solidali, con un incremento del 5,6% rispetto al precedente esercizio.

La raccolta fondi presso le aziende ha visto un leggero decremento rispetto al 2019 con un totale raccolto di 2,9 milioni di euro, mentre sono aumentati i proventi derivanti dalle iniziative realizzate dai volontari UNICEF sul territorio nazionale (3,1 milioni di euro).

Per quanto riguarda il 5 per mille sono stati 165.000 i contribuenti italiani che hanno deciso di destinare questa quota dell'IRPEF ai programmi dell’UNICEF per i bambini, per un ammontare pari a 5,5 milioni di euro. 

Sintesi del 2019: uscite

La crescita di 2,3 milioni di euro nelle entrate non sarebbe mai stata possibile senza un’importante programma di investimenti – finalizzati principalmente alla raccolta di ulteriori fondi – i cui ritorni positivi sono attesi anche negli anni a venire.

Nel 2019 gli oneri del Comitato Italiano per l'UNICEF sono essenzialmente rimasti stabili rispetto allo scorso esercizio, pari a 28,2 milioni di euro. 

Il risultato complessivo è un trasferimento netto di fondi all'UNICEF Internazionale che è ammontato nel 2019 a 37,6 milioni di euro, in linea con l'analoga somma dell'anno precedente. 

I dati economici sono contenuti in maggiore dettaglio nel Bilancio di Esercizio 2019 del Comitato Italiano per l'UNICEF, che è stato certificato dalla società di revisione Deloitte & Touche SpA.

Come usiamo il tuo euro

60% - Programmi per i bambini in Italia e nel mondo: è la quota preponderante dei fondi raccolti e rappresenta le somme che vanno a sostenere le attività statutarie della nostra organizzazione.
Esse comprendono sia i fondi direttamente trasferiti all'UNICEF Internazionale a sostegno dei programmi per l'infanzia nei Paesi in via di sviluppo (37,6 milioni di euro nel 2019) sia quelli impiegati per le attività di promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (1,6 milioni di euro).

35% - Investimenti per raccogliere altri fondi: è la quota delle risorse a disposizione che è stata reinvestita per raccogliere nuove donazioni per i bambini.
Include tutti gli investimenti per produrre e promuovere le attività e le campagne destinate ad acquisire nuovi sostenitori, rendicontare i risultati raggiunti ai donatori esistenti o realizzare eventi di raccolta fondi sul territorio, come l'Orchidea UNICEF, la Pigotta o la Festa dei Nonni. 

Questa somma, che risente molto di fattori esterni quali la sfavorevole congiuntura economica nazionale e internazionale o il crescente "affollamento" nel panorama italiano delle Onlus, è stata nel 2019 pari a 23,3 milioni di euro, in aumento rispetto all'anno precedente.

Detto in altri termini, attualmente dobbiamo investire circa 35 centesimi per raccogliere un euro aggiuntivo.

5% - Spese di gestione. Come ogni altra organizzazione privata che non riceve finanziamenti governativi, anche l’UNICEF Italia  deve dedurre i costi di gestione dalle entrate generali.

Con questa voce si indicano tutte le spese che non sono direttamente finalizzate a raccogliere nuove donazioni o a realizzare attività per l'infanzia in Italia. Ne fanno parte quindi le spese gestionali, amministrative e di altra natura.

Nel 2019 tale quota è stata pari a 3,5 milioni di euro, in flessione (-7%) rispetto all'anno precedente, ed è stata pari al 5,3% del totale delle risorse di bilancio.