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Monitoraggio della Convenzione

Diritto alla partecipazione dei minori, infinito presente (Padova, ottobre 2012)

Un'immagine della plenaria - ©UNICEF Italia/2011
Un'immagine della plenaria - ©UNICEF Italia/2011
È l'Università di Padova la cornice prescelta dalle organizzazioni che fanno parte del Coordinamento PIDIDA - Per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza,  per incontrarsi tra loro e con delegazioni di giovanssimi intorno a un tema di perenne attualità: il diritto dei minori (o spesso la sua negazione) all'ascolto e alla partecipazione.
 
Sancito dall’articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, esso è anche uno tra i meno garantiti, come afferma Laura Baldassarre, responsabile dell'advocacy istituzionale dell'UNICEF Italia aprendo la plenaria degli Stati Generali della partecipazione: «Non possiamo limitarci a belle o buone pratiche che poi rimangono semplici fiori all’occhiello delle diverse associazioni»,
 
Accanto a lei sono presenti anche Alfredo Zannini (Presidente del Comitato  Regionale per l’UNICEF del Veneto), Vincenzo Pace (Direttore del Dipartimento di Sociologia, Università di Padova), Marco Mascia (Direttore Centro Diritti Umani, Università degli Studi di Padova), Irene Priolo (Presidente dell'associazione CAMINA) e Raul Russo (Delegato ANCI al Welfare e alle Politiche Sociali).
 
Il dibattito si concentra sulla carenza di standard, di quei “livelli essenziali delle prestazioni in relazione ai diritti civili e sociali che devono essere garantiti” come ricorda Yuri Pertichini di Arciragazzi. E, ribadisce Christoph Baker dell'UNICEF Italia, «un livello essenziale da raggiungere sarebbe far capire agli adulti che devono rinunciare al potere».
 
Nei gruppi di lavoro tematici tocca ai ragazzi far sentire la propria voce - si parla appunto di partecipazione! - e qui le discussioni affrontano temi concretissimi: la scarsità di spazi per il gioco, l'insicurezza nelle città, la fatiscenza delle strutture scolastiche, le difficoltà a essere ascoltati dai propri genitori e dagli insegnanti, la generale incapacità degli adulti a accettare idee provenienti dai ragazzi e divergenti dalle loro.
 
Le proposte spaziano da un "centro di ascolto per mamme” (dove esse possano trovare informazioni rassicuranti sulle attività che i propri figli svolgono durante il tempo libero) a soluzioni per faciltare la partecipazione di alunni e studenti in ambito scolastico. I ragazzi hanno aspettative elevate, e vogliono uscire dal convegno con idee concrete.
 
Nella seconda giornata di lavori i ragazzi concludono l’elaborazione del documento contenente le loro richieste, e attuano immediatamente una forma di partecipazione e ascolto originale: scendere in strada per condividere le loro proposte e chiedere opinioni in merito agli adulti di passaggio. Armi a disposizione: una videocamera, un cartellone con su scritto “Istruzioni per l’ascolto” e tanta faccia tosta.
 
Alla fine dei lavori il dibattito si fa corale, tra ragazzi e adulti, intorno al documento elaborato dai primi. A chiudere i lavori sono Aurea Dissegna, Pubblico Tutore dei minori del Veneto e Adriana Ciampa, Dirigente Divisione III - Politiche per l'infanzia e l'adolescenza, Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
 
Partecipazione, "infinito presente": il percorso continua.,.

(di Valentina Sias)


 
 
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"Scarica il documento dei ragazzi al meeting di Padova"

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