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Politiche per l'infanzia

Rapporto UNICEF 2014 - Progressi e disparità

Presentiamo in questa pagina una serie di dati statistici di particolare rilievo per avere una fotografia aggiornata sulla situazione globale dei bambini. I dati fanno riferimento al Rapporto UNICEF 2014 "La Condizione dell'infanzia nel mondo - Ogni bambino conta"   

 

Salute

  • Nel 2012, 6,6 milioni di bambini sotto i 5 anni – 18.000 ogni giorno – sono morti per cause che si sarebbero potute facilmente prevenire o curare. La maggior parte di questi bambini viveva in città o paesi in cui, a causa della povertà o della posizione geografica, non esistono sufficienti servizi di base.
  • Circa 90 milioni di bambini sarebbero morti prima dei 5 anni se il tasso di mortalità infantile fosse rimasto ai livelli del 1990. In gran parte, questo numero di vite salvate dipende dai progressi compiuti nel campo delle vaccinazioni, della salute, dell’accesso all’acqua e ai servizi igienico sanitari.
  • I bambini più poveri del mondo hanno tre probabilità in meno rispetto a quelli più ricchi di essere assistiti da un operatore qualificato alla nascita.
  • L’insufficiente assistenza durante la gravidanza e durante il parto è una delle cause maggiormente responsabili delle circa 300.000 morti materne che si registrano ogni anno, e di circa 3 milioni di decessi neonatali nel primo mese di vita.
  • Dal 1990, il miglioramento della nutrizione ha ridotto del 37% il ritardo nella crescita (malnutrizione cronica).
  • Polmonite e diarrea sono le principali malattie killer dei bambini. Si stima che dei 6,6 milioni di morti infantili sotto i 5 anni, il 17% siano dovute a polmonite e il 9% alla diarrea.

Acqua e igiene

  • Sono più di 1.400 i bambini che muoiono ogni giorno, in media, a causa di malattie diarroiche dovute a ad acqua contaminata, carenza di servizi igienici e scarsa igiene personale.
  • Dal 1990, nel mondo, oltre 2,1 miliardi di persone hanno accesso all'acqua potabile. Tale progresso non ha però riguardato tutti coloro che vivono nelle aree rurali: essi rappresentano meno della metà della popolazione mondiale, ma sono l’83% della popolazione ancora priva di accesso all’acqua potabile.
  • Sebbene la diarrea possa essere curata efficacemente e senza grandi costi con i sali per la reidratazione orale, i bambini delle famiglie più ricche che si ammalano di diarrea hanno 4 probabilità in più di ricevere cure rispetto ai bambini più poveri.

 

Vaccinazioni e HIV-AIDS

  • Dal 1990 circa 1,9 miliardi di persone hanno avuto accesso a servizi igienici adeguati.
  • Ogni anno le vaccinazioni di routine salvano da 2 a 3 milioni di bambini. Nel 2011, circa l’83% di tutti i bambini è stato vaccinato contro malattie immuno-prevenibili.
  • Il numero di bambini sotto i 5 anni morti a causa del morbillo è diminuito da 482.000 nel 2000 a 86.000 nel 2012, grazie a una grandissima copertura vaccinale che ha aumentato il numero di bambini vaccinati dal 16% nel 1980 all’84% nel 2012.
  • I giovani tra i 15 e i 24 anni rappresentano circa il 39% dei nuovi adulti con infezione da HIV. I giovani hanno il diritto di conoscere come proteggersi.

 

Protezione dell'infanzia

  • Nel mondo 230 milioni di bambini sotto i cinque anni – 1 su 3 – non sono mai stati registrati anagraficamente. Ufficialmente, sono bambini che non esistono.
  • A livello globale, nel 2012, soltanto il 60% di tutti i neonati è stato registrato alla nascita. Il tasso varia significativamente a seconda della regione, con livelli più bassi in Asia meridionale e in Africa Subsahariana.
  • Il 15% dei bambini svolge un lavoro che viola il diritto alla protezione da sfruttamento economico, all’istruzione e al gioco.
  • 11% delle giovani donne si sono sposate prima di aver compiuto 15 anni, con gravi conseguenze per la salute, l’istruzione e la tutela dei diritti.

 

Istruzione

  • Nonostante decenni di intenso impegno, ancora 57 milioni di bambini nel mondo non frequentano la scuola primaria.
  • A livello mondiale, solo il 64% dei maschi e il 61% delle femmine nella fascia di età corrispondente sono iscritti alla scuola secondaria. Nei paesi meno sviluppati, questa percentuale scende rispettivamente al 36% e al 30%, 
  • Oggi molte più ragazze che in passato frequentano la scuola, ma nel 2011 ancora circa 31 milioni di bambine in età scolare risultavano analfabete.

Disparità: alcuni esempi

  • Nella Repubblica Democratica del Congo, le indagini campione a indicatori multipli dell’UNICEF (MICS) 2010 hanno rilevato che solo il 28% delle nascite era stato registrato. I piani di azione elaborati e realizzati con il coinvolgimento della comunità hanno portato ad un aumento della registrazione anagrafica: in un distretto, è passata dal 6% nel giugno 2012 al 41% nel dicembre 2012. Le donne in gravidanza hanno inoltre beneficiato nel 58% dei casi di almeno quattro visite prenatali rispetto al 16% dei sei mesi precedenti.
  • In Serbia, i dati delle MICS4 hanno mostrato un lento aumento delle iscrizioni in età prescolare, ma hanno rivelato lacune all'interno del paese. Altre domande aggiunte al questionario MICS hanno contribuito a determinare le ragioni specifiche per cui i bambini non frequentano la scuola materna, permettendo all'UNICEF di aumentare la consapevolezza dei genitori sull'importanza di stimoli nella prima infanzia e per sostenere una gamma più diversificata di opzioni nell'istruzione prescolare.
  • In Niger il 39% delle famiglie rurali ha accesso all’acqua potabile rispetto al 100% delle famiglie urbane.
  • Il 4% dei tanzaniani più poveri sono registrati alla nascita, rispetto al 56% dei più ricchi.
  • In Ciad, per ogni 100 ragazzi che frequentano la scuola secondaria, le ragazze sono 44.
  • In Burkina Faso, il 76% delle ragazze e delle donne tra i 15 e i 49 anni hanno subito mutilazioni genitali, ma solo il 9% è a favore della pratica.

 

Mortalità infantile

I 10 paesi con i più alti tassi di mortalità tra 0 e 5 anni (numero di decessi avvenuti per ogni mille nati vivi), dati 2012:

  • Sierra Leone  182
  • Angola   164
  • Ciad   150
  • Somalia   147
  • Repubblica Democratica del Congo 146
  • Repubblica Centrafricana 129
  • Guinea Bissau  129
  • Mali   128
  • Nigeria   124
  • Niger   114

L’Italia ha un tasso di mortalità di 4 per mille, e si posiziona al 174° posto nella graduatoria globale, a pari merito con altri 14 Stati industrializzati.