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DIRITTI DELL'INFANZIA

Discriminazioni dei minori in base a orientamento e identità sessuale: la posizione dell'UNICEF

6 marzo 2015 - Nel novembre 2014 l'UNICEF ha pubblicato un documento, intitolato "Eliminating discrimination against children and parents based on sexual orientation and/or gender identity", nel quale la nostra organizzazione esprime la sua posizione in merito al diffuso fenomeno della discriminazione nei confronti dei minori per ragioni connesse all'orientamento sessuale e all'identità di genere - effettiva o presunta - loro o dei propri genitori.

Riteniamo utile spiegare in dettaglio questa posizione, ricorrendo alla formula del "domanda e risposta", per rendere più scorrevole e comprensibile il contenuto del documento anche ai "non addetti ai lavori". 

Per qualsiasi dubbio o delucidazione invitiamo gli utenti a rivolgersi all'indirizzo email info@unicef.it


 
 
 

Perché l'UNICEF ha pubblicato questo documento?

Questo documento fa parte di una serie di pubblicazioni (UNICEF Position Papers) che chiariscono di volta in volta la posizione dell'UNICEF su specifici temi. Nel 2014, ad esempio, l'UNICEF ha emanato dei Position Papers su temi come il diritto all'acqua o l'importanza della promozione dell'igiene in ambito rurale.

Il "Position Paper" sul tema delle discriminazioni connesse all'orientamento e all'identità sessuale è motivato dalla pervasività di questo tipo di discriminazioni, e dall'obbligo per l'UNICEF di promuovere la protezione di tutti i bambini e adolescenti, in linea con i principi enunciati dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e dai principali trattati in materia di diritti umani.
 

Il documento dell'UNICEF parla di "matrimoni gay"?

No. Il documento richiama l'attenzione degli Stati sulla necessità di garantire una forma di riconoscimento legale anche per le famiglie composte da persone LGBT, al preciso e unico fine di non privare i bambini di quelle coppie dei diritti e delle tutele che spettano a tutti i bambini, in virtù del principio di non discriminazione che sta alla base della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

 

Il documento dell'UNICEF parla di "adozioni per le coppie gay"?

No. Il documento non si pronuncia in alcun modo su questo punto, e la parola “adozione” non è nemmeno menzionata nel testo. 
 
 

Con questo testo l'UNICEF promuove le relazioni fra persone dello stesso sesso?

No. Questo documento non promuove né avalla in alcun modo l'attività sessuale di qualsiasi tipo tra minori o con minori. 

L'UNICEF ha una storia consolidata e indiscutibile di lotta a ogni forma di sfruttamento e abuso sessuale sui minori, che include la condanna e il contrasto di qualsiasi forma di pedofilia, avvio precoce dell'attività sessuale, matrimoni precoci, prostituzione minorile.

Le nostre attività in tal senso sono in difesa dei diritti dei bambini e delle bambine senza alcuna distinzione, e contemplano sia i contatti eterosessuali che quelli omosessuali. 
 
 

Quale titolo ha l'UNICEF per prendere posizione su questioni inerenti l’orientamento sessuale?

L'UNICEF ha ricevuto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite un mandato a tutelare i diritti di tutti i bambini, aiutarli a soddisfare i loro bisogni di base e a raggiungere il loro pieno potenziale.

Tale mandato include anche i bambini e gli adolescenti i cui genitori siano (o siano percepiti come) LGBT, e i minori che siano (o siano percepiti come) LGBT.

Nella sua azione di promozione dei diritti umani, l’UNICEF è guidata dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che ha fra i suoi principi fondamentali quello di non discriminazione.

In questa azione, l’UNICEF dedica un’attenzione particolare ai bambini e ai ragazzi che soffrono di forme particolarmente gravi di svantaggio o discriminazione. 

Numerosi studi rivelano che la mancata accettazione sociale del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere (reale o percepita) espone i minori a un elevato rischio di subire diverse forme di violenza – inclusi bullismo e abusi sessuali – anche in ambiente scolastico o nella propria famiglia e comunità. 
 
Questa condizione aumenta il rischio per il minore di cadere in depressione e persino di commettere suicidio.
 
 

Cosa chiede l'UNICEF agli Stati?

L’UNICEF chiede a tutti gli Stati di proteggere i diritti di tutti i bambini che vivono nel loro territorio, indipendentemente dall'orientamento sessuale o dall’identità di genere o da qualsiasi altra potenziale causa di discriminazione (appartenenza etnica, credo religioso, opinione politica o classe sociale).
 
 

L’UNICEF ritiene che le coppie omosessuali debbano essere legalmente riconosciute? 

UNICEF sostiene l’adozione da parte degli Stati di leggi che garantiscano alle coppie LGBT e ai loro figli il riconoscimento legale del loro status, perché queste norme contribuiscono a garantire il superiore interesse dei bambini – che è un altro dei 4 principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Questo non comporta che l’UNICEF assuma una posizione in merito alla natura matrimoniale di questo vincolo familiare. Al contrario, l’UNICEF ritiene che gli Stati possano garantire il risultato della non discriminazione dei bambini sia tramite il riconoscimento dei matrimoni fra persone omosessuali sia con altre misure, come le unioni civili (“civil partnerships”).

L’UNICEF ritiene che il riconoscimento giuridico dei legami tra genitori LGBT e figli, e fra i genitori LGBT stessi, sia un elemento decisivo nella lotta alla discriminazione dei minori che comunque vivono in queste situazioni familiari. 

Senza tale riconoscimento, viene menomata la possibilità per le coppie LGBT di assumere decisioni di estrema importanza per la vita e per il benessere dei loro figli bambini, come quelle in ambito sanitario, educativo, fiscale e sociale. 

In assenza di riconoscimento giuridico, in caso di separazione di una coppia LGBT i figli non beneficiano delle garanzie che la legge riconosce in caso di divorzio, e vengono a mancare le basi per definire i termini della custodia, della prestazione degli alimenti e della regolamentazione del contatto tra figli e genitori. 

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Glossario

 

Orientamento sessuale

L'orientamento sessuale si riferisce all'attrazione fisica, sentimentale e/o emotiva che una persona nutre nei confronti di altri.

La maggior parte degli esseri umani possiede un orientamento sessuale, che forma parte integrante della propria identità. Le persone omosessuale sono attratte da individui del proprio stesso sesso, mentre quelle eterosessuali lo sono da individui di sesso diverso. Le persone bisessuali provano attrazione verso individui del proprio e dell'altro sesso.

L'orientamento sessuale non è connesso all'identità di genere.

 

Identità di genere

L'identità di genere riflette un profondo senso di appartenenza al proprio genere, esprime cioè il modo in cui un individuo identifica se stesso come maschio o come femmina, come nessuno specificamente di essi, o come una combinazione di entrambi. L'identità di genere è di norma coerente con il genere attribuito alla nascita, sulla base della presenza di determinati caratteri genitali. 

Le persone transessuali (transgender) vivono un'incoerenza tra la propria percezione di genere e il sesso loro attribuito alla nascita. In alcuni casi, il modo di presentarsi delle persone transessuali, i loro  atteggiamenti e altre caratteristiche esteriori, li pongono in conflitto con le aspettative sociali di un comportamento considerato "normale" da un punto di vista del genere.


Intersessualità

Una persona si definisce intersessuale se è nata con un'anatomia sessuale, organi riproduttivi e/o corredo cromosomico che non sono definibili in modo univoco come maschili o femminili. Una simile condizione può apparire sin dalla nascita oppure palesarsi nel corso della vita. 

Un individuo intersessuale può identificarsi come maschio, femmina o come nessuno dei due. L'intersessualità non ha a che vedere con l'orientamento sessuale o con l'identità di genere: le persone intersessuali sperimentano la medesima gamma di orientamenti sessuali o di identità di genere delle persone non intersessuali.

La posizione dell'UNICEF espressa in questo documento si applica anche alle persone intersessuali. Va infatti rilevato che queste persone sono spesso soggette a violazioni dei diritti umani che vanno oltre l'ambito del suddetto documento, come ad esempio interventi chirurgici non necessari in età infantile, che provocano sterilità, in assenza di un consenso informato sia dei soggetti che di chi esercita la loro tutela.

 

LGBT

LGBT è un acronimo in lingua inglese che sta per "lesbiche, gay, bisessuali e transgender". Va detto che l'etichetta LGBT a volte è considerata riduttiva, in quanto non copre l'intero spettro degli orientamenti sessuali e delle identità di genere minoritarie, né lo status dell'intersessualità.

Nell'economia di questo documento, l'UNICEF utilizza l'acronimo LGBT come abbreviazione per riferirsi a tutti i minori e genitori che manifestano in modo principale o comunque significativo l'attrazione per persone dello stesso sesso, identità di genere non conformi e/o intersessualità.

Le persone LGBT non necessariamente identificano se stessi o si presentano agli altri in quanto LGBT. Alcune di esse preferiscono identificarsi secondo denominazioni culturalmente connotate, come ad esempio il "Terzo genere" (Asia meridionale) o i "Doppi spiriti" - termine adottato da alcune popolazioni native nord-americane.

Altri ancora preferiscono semplicemente non dichiarare apertamente la loro appartenenza a causa delle discriminazioni - che in alcuni casi si traducono anche in sanzioni penali - diffuse in molti paesi e società contro le persone LGBT. 

Bambini e giovanissimi di norma non hanno una visione chiara della propria sessualità o identità di genere, sebbene ne abbiano in qualche misura la percezione.

Secondo la maggior parte degli studi demografici fra gli adulti, si stima che tra l'1 e il 4% della popolazione provi attrazione, in modo dominante o parziale, verso persone dello stesso sesso o abbia un'identità sessuale non tradizionale, mentre la percentuale di popolazione che nel corso di una vita sperimenta relazioni intime con persone dello stesso sesso è certamente superiore. 

Ciò nonostante, la riservatezza e i timori correlati alla sfera dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere rendono arduo raccogliere dati più precisi in merito.





 
 
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""Eliminating discrimination against children and parents based on sexual orientation and/or gender identity""

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