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Esclusione sociale

Diritti dei minori in Italia, definire i livelli essenziali per evitare iniquità

Da sin.: Federica Aguiari (UNICEF Italia), Liviana Marelli (
Da sin.: Federica Aguiari (UNICEF Italia), Liviana Marelli ("Batti il Cinque!"), Vincenzo Spadafora (Garante infanzia), min. M. Elena Boschi, prof. Andrea Morrone - ©Garante Infanzia/2015
Il 30 marzo 2015 è stato presentato il risultato di un intenso lavoro del Tavolo di confronto sui "Livelli essenziali delle prestazioni" (LEP) concernenti i diritti civili e sociali dei minorenni promosso dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora, su impulso della rete “Batti il cinque!”.

Frutto del lavoro, il documento “Verso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni per i bambini e gli adolescenti” che ha raccolto i contributi di numerosi esperti, di enti di ricerca e delle associazioni della rete “Batti il Cinque!” di cui l’UNICEF Italia fa parte insieme ad AGESCI, Arciragazzi, Cgil, CNCA, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali, Save the Children Italia.

L’incontro si è svolto a Roma presso la sede del Garante infanzia; se ne è discusso con il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, il docente di diritto costituzionale Andrea Morrone e Liviana Marelli, coordinatrice della rete “Batti il cinque!” 

«Dobbiamo riportare tutti i bambini a un nastro di partenza comune, affinché abbiano gli stessi diritti in tutta Italia. Questa sarebbe la riforma delle riforme» ha dichiaro Spadafora.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come in Italia manchi una strategia politica che definisca le modalità per garantire su tutto il territorio nazionale, pari prestazioni a tutti i soggetti da 0 a 18 anni, come stabilito in materia di diritti civili dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Disparità di servizi e prestazioni sono alla base di situazioni di iniquità.

©Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza/2015/Hobbs

©Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza/2015/Hobbs

In questo contesto la proposta si propone di sollecitare il legislatore a fare ordine per garantire pari accesso ai diritti su tutto il territorio nazionale, un compito assegnato all’Authority dalla sua stessa legge istitutiva (art. 3). Evitare cioè parcellizzazioni di competenze e prevedere “azioni di sistema”, ragionare sulla definizione dei LEP e impegnarsi a garantirli, perché non è accettabile che un bambino nato in una regione “dimenticata” o in una famiglia in difficoltà non possa vedere riconosciuto il diritto di crescere sano e sviluppare le proprie potenzialità.

I LEP sono sanciti dalla Costituzione italiana (art. 117 comma m) rivisitato nell’ambito della riforma del Titolo V della Costituzione, che definisce le competenze legislative di Stato e Regioni. I LEP si traducono essenzialmente nel diritto di tutti i cittadini all’assistenza sanitaria e sociale, all’istruzione, alle prestazioni previdenziali per i lavoratori ecc. 

Alla luce di questa riforma costituzionale è necessaria una ridefinizione dei “livelli essenziali” per i minorenni: sebbene, infatti, l’Italia sia stato uno dei primi paesi europei a firmare e ratificare la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, c’è ancora molto da fare per dare concretezza ai diritti dei minori nelle politiche sociali, nelle statistiche nazionali e nei bilanci statali.

La collaborazione dell’UNICEF con le istituzioni nazionali e locali sottolinea da sempre l’importanza di includere i bambini e gli adolescenti nelle strategie istituzionali, nei Piani Nazionali per l’Infanzia e nelle analisi, tanto più in un contesto di forte recessione economica che ha visto l’emergere progressivo di nuove sacche di povertà e di una progressiva “sofferenza” dei sistemi sanitari, educativi e di protezione sociale.


 
 
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