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Violenza sui minorenni

Tutele giudiziarie ancora fuori portata, per i minori in Est Europa

Copertina del rapporto UNICEF
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3 giugno 2015 – Secondo un nuovo rapporto lanciato oggi dall’UNICEF, la maggior parte dei bambini vittime di violenza in Europa centro-orientale e in Asia centrale sentono di non avere alcuna possibilità di denunciare alle autorità giudiziarie le violazioni dei propri diritti. 

Il rapporto "Children’s Equitable Access to Justice in Central and Eastern Europe and Central Asia" evidenzia le enormi barriere che i minorenni incontrano nel cercare soluzioni eque all'ingiustizia e alle discriminazioni che subiscono nella loro vita quotidiana.

Il rapporto sottolinea allo stesso tempo i notevoli progressi registrati, negli Stati presi in esame, nell'amministrazione giudiziaria. I governi stanno sensibilmente modificando le procedure nei tribunali e nelle stazioni di polizia in modo da tutelare meglio i diritti dei bambini, in linea con gli standard internazionali.

Sempre più spesso viene fornito ai minori coinvolti nei processi giudiziari il necessario supporto legale, sociale o psicologico. Attraverso associazioni per i diritti dei bambini o strutture legali, i minori e le loro famiglie possono ottenere informazioni sui ricorsi, consulenze legali e sociali, essere indirizzati ad avvocati, medici, psicologi o ad altri servizi utili. In alcuni casi, possono ricevere direttamente assistenza legale per avviare un processo. 

«Ovunque attorno a noi, ogni giorno, i bambini sono vittime di violenze e abusi, e soltanto una parte di loro ha accesso a un sistema giuridico equo, in grado di prendere decisioni nel loro superiore interesse», riferisce Susan Bissel, Responsabile globale UNICEF per i programmi di protezione dell'infanzia, intervenendo alla presentazione del rapporto.

«Il diritto di accedere alla giustizia sembra ancora inconcepibile, nella mentalità di molti, quando si tratta di bambini. Noi chiediamo ai governi e agli altri partner di includere specificamente i diritti e le necessità dei minori nelle riforme della giustizia, a tutti i livelli.»
 
Il dibattito nel corso del quale è stato presentato il rapporto è stato organizzato dall'UNICEF (Ufficio regionale per l'Europa centro-orientale e Asia centrale) e dall’Agenzia dell'Unione Europea per i Diritti Fondamentali in collaborazione con l’Intergruppo del Parlamento Europeo per i Diritti dell’infanzia.
 
 

Quelle violazioni "invisibili" dei diritti dei bambini

Nella regione in esame, vi sono diverse forme di violazione dei diritti dei bambini che non vengono registrate o affrontate in tribunale. Ad esempio:
  • la negazione ai minori con disabilità di frequentare a scuola o la loro separazione forzata dalle famiglie
  • l'accesso scarso o nullo al sistema sanitario, ai documenti di identità e ai benefici del welfare per i minori di etnia Rom o per i bambini appartenenti a famiglie povere nelle aree rurali
  • la negligenza nel rispetto del superiore interesse del minore nelle questioni relative al suo affidamento nei procedimenti di divorzio
 
Decisioni giuridiche o amministrative su queste e altre violazioni di diritti possono costituire un precedente utile per altri bambini, e avere un impatto di enorme importanza sulle loro vite.

Il rapporto evidenzia come convenzioni sociali e culturali ben radicate hanno reso quasi inconcepibile, per i minori di questi paesi, aprirsi con un adulto estraneo all’ambiente familiare per parlare di violazioni subite in casa, a scuola o nella propria comunità, e come sia ancor meno ipotizzabile l'idea di sporgere un reclamo attraverso il sistema giudiziario, per timore di subire ritorsioni personali o familiari

Il rapporto UNICEF è focalizzato su Albania, Georgia, Kirghizistan e Montenegro, ed è stato condotto con il supporto dell’International Development Low Organization (IDLO), un'organizzazione inter-governativa specializzata nella promozione della cultura del diritto. 


 
 
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