[/diritti/documenti/dettaglio.htm]
AREA

DIRITTI DELL'INFANZIA

#8marzodellebambine 2016, dedica alle bambine migranti e rifugiate

7 marzo 2016 - In occasione della Giornata Internazionale della donna, che si celebra domani, l’UNICEF Italia rilancia la sua campagna #8marzodellebambine, idealmente dedicata alle bambine migranti e rifugiate che negli ultimi mesi stanno attraversando l’Europa per fuggire da guerra e violenze.

«Per la prima volta dall'inizio della crisi dei migranti e rifugiati in Europa i bambini e le donne in movimento sono maggioranza, rispetto agli adulti maschi» ricorda il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. «Ma con questo #8marzodellebambine ricordiamo anche tutte le bambine e le ragazze in pericolo alle quali ogni giorno, nel mondo, viene negata l’infanzia e i diritti fondamentali, talvolta la vita stessa. Bambine spose, violate, sfruttate.»


Bambine in pericolo: i dati della violenza di genere

Nel mondo, 700 milioni di donne si sono sposate prima di aver compiuto 18 anni, e più di una su tre si è sposata addirittura prima dei 15 anni.
 
Una ragazza su 10 sotto i 20 anni ha subito qualche forma di abuso sessuale o è stata spinta a compiere atti sessuali contro la propria volontà.

Quasi un quarto delle ragazze tra i 15 e i 19 anni (70 milioni a livello globale) dichiara di aver subito forme di violenza fisica sin dall’età di 15 anni. 
 
In Italia, il 10,6% delle donne ha subito violenze sessuali prima dei 16 anni (dato ISTAT).
 
Almeno 200 milioni di bambine e ragazze nel mondo hanno subito mutilazioni genitali44 milioni delle quali sotto i 14 anni.

In alcuni dei 30 Stati in cui le MGF sono praticate, la maggior parte delle bambine subisce questa pratica prima di aver compiuto 5 
 
Globalmente, il 57% dei giovani analfabeti (15 - 24 anni) è costituito da ragazze.

 

L'istruzione femminile, chiave dello sviluppo

«Questi dati ci parlano di una mentalità che tollera, perpetra e giustifica la violenza e dovrebbero far suonare un campanello d’allarme in ciascuno di noi, ovunque» commenta Guerrera.
 
Da quasi 70 anni l’UNICEF promuove l'istruzione delle bambine come l’investimento più potente che una nazione possa fare, perché riduce la mortalità materna e infantile e accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere.

Una bambina istruita diventerà una donna più consapevole, avrà migliori opportunità di lavoro e sarà una madri in grado di provvedere alla sana crescita dei figli, contribuendo al benessere di tutta la società.
 
«Dalla conoscenza e dall’istruzione nascono tutti gli altri benefici per la società e lo sviluppo. La partecipazione e il contributo delle donne – nei governi, nelle famiglie, nella comunità, nell’economia e nei servizi – sono un bene comune prezioso. Contribuiscono a produrre uno sviluppo più equo, famiglie più solide, servizi più efficienti e migliori condizioni di salute per l’infanzia».