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Bambini sperduti

#actofhumanity: storie ingiuste e gesti solidali dedicati ai bambini in fuga nel mondo

Un volontario della ONG Action Aid soccorre Zariah, 5 anni, appena sbarcata sull'isola di Lesbo. Sia Zariah che il suo soccorritore provengono dall'Afghanistan - ©UNICEF/UNI197251/Gilbertson VII
Un volontario della ONG Action Aid soccorre Zariah, 5 anni, appena sbarcata sull'isola di Lesbo. Sia Zariah che il suo soccorritore provengono dall'Afghanistan - ©UNICEF/UNI197251/Gilbertson VII
30 marzo 2016 - L’UNICEF lancia una serie di storie animate per contribuire a costruire una percezione positiva verso i milioni di bambini e ragazzi coinvolti in migrazioni e sfollamenti in tutto il mondo.

Le tre animazioni, intitolate "Storie ingiuste – Storie di fughe dei bambini dai conflitti" descrivono l’orrore che causa le loro fughe. I filmati seguono lo stile narrativo delle fiabe e sono accompagnati da un e-book interattivo.

"Storie ingiuste" è parte dell’iniziativa #actofhumanity, che sottolinea come ogni bambino è, prima di tutto, un bambino -  a prescindere da dove provenga e quale sia il suo status giuridico -, è titolare di diritti e merita una equa possibilità.

«In qualunque angolo del mondo avvenga, quando un bambino migrante o rifugiato raggiunge la sua destinazione, per lui inizia un nuovo viaggio. Non è solo la conclusione della sua fuga» sottolinea Paloma Escudero, a capo della Comunicazione dell’UNICEF.

«Ogni giorno, in ogni parte del mondo, ci sono persone che aiutano questi bambini con piccoli atti di umanità. Questi gesti raramente fanno notizia, ma fanno davvero la differenza per i bambini migranti e rifugiati. L’UNICEF vuole mettere in evidenza questi atti di umanità per ispirare altre persone e indicare la strada da percorrere in futuro».

La storia “Ivine e il cuscino” racconta la storia vera di una ragazza di 14 anni che dopo la pericolosa fuga dalla Siria arriva in un campo rifugiati della Germania, dove si trova ad affrontare nuove sfide.

“Malak e la barca”, racconta invece il viaggio di una bimba siriana di 7 anni su un barcone pericolante attraverso il mare Mediterraneo. La terza animazione narra la storia di Mustafa, che dopo essere fuggito dalla propria casa si domanda chi gli sia rimasto come amico.
 
«Le storie di questi tre bambini non sono delle rarità. A livello globale sono circa 65 milioni i bambini e ragazzi in movimento, che fuggono da conflitti, povertà e dagli effetti sull'ambiente dei mutamenti climatici. Bambini e ragazzi che cercano una vita più sicura e un posto da chiamare casa» prosegue la Escudero.
 
Attraverso quest'iniziativa l’UNICEF vuole coinvolgere le persone attraverso attività sui social media e produrre ulteriori animazioni. La richiesta dell’UNICEF è semplice: mostrare un atto di umanità verso i bambini e i ragazzi migranti e rifugiati utilizzando l'hashtag #actofhumanity per condividere queste storie e ispirarne di nuove.