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Salute

Tre traguardi: debellata l'epidemia di Ebola in Africa occidentale

Debellata l'epidemia di Ebola in africa occidentale

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L'annuncio, dato il 14 gennaio scorso dall'OMS, è stato una vera e propria liberazione da un incubo: trascorsi 42 giorni dall'ultimo caso di contagio, anche la Liberia (come già avvenuto nei due mesi precedenti in Sierra Leone e Guinea) era dichiarata libera dall'Ebola. 

Terminava così l'epidemia in Africa occidentale, la più grave mai provocata dal virus Ebola e la prima ad avere superato i confini africani (come noto, persone contagiate di ritorno dai paesi colpiti sono state curate anche in Italia, Spagna, Stati Uniti ecc.).

L'UNICEF è stato fra i protagonisti dell'immenso sforzo necessario per contenere l'espansione dell'epidemia e poi spegnerne i focolai. Insieme alle organizzazioni partner abbiamo affiancato le autorità locali, potenziato i fragili sistemi sanitari, stabilito protocolli di intervento, formato gli operatori e rifornito di attrezzature e farmaci i centri in cui i malati venivano identificati e curati, in totale isolamento.

Si devono all'UNICEF, ad esempio, le protezioni "total body" indispensabili per chiunque entri in contatto con una persona malata, o anche solamente sospetta di infezione: Ebola è un virus estremamente contagioso, e all'inizio dell'epidemia la mancanza di protezioni adeguate aveva causato una vera e propria strage nel personale medico e infermieristico locale. All'apice dell'epidemia, nel marzo 2015, l'UNICEF distribuiva ogni mese nei paesi coinvolti ben 300.000 tute.

L'UNICEF ha anche installato 65 tende-ospedale per la cura dei pazienti in condizioni protette, e realizzato con ogni mezzo a disposizione capillari campagne di informazione e prevenzione, che hanno raggiunto e aiutato a proteggersi milioni di abitanti di Guinea, Liberia e Sierra Leone.

Oggi l'epidemia è alle spalle, ma ha lasciato un segno indelebile. Ebola ha portato via 3.508 bambini (oltre un quarto dei bambini contagiati è deceduto) ma sono circa 23.000 i bambini che a causa del virus hanno perso uno o entrambi i genitori e che quindi continueranno ad avere bisogno di assistenza e sostegno.

Gli impegni che l'UNICEF continua a portare avanti per questi bambini vanno dal sostegno psicologico e sociale, all'aiuto per il ricongiungimento familiare e l'affido, dagli interventi per la scolarizzazione a quelli per la prevenzione e il contrasto di abusi e violenze sui minori a rischio. 

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