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Bambini sperduti

Rapporto "Un bambino è un bambino" - Scheda dati

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Dati generali

A livello globale i bambini rifugiati e migranti che si sono spostati da soli hanno raggiunto un numero record, quasi quintuplicato dal 2010; tra il 2015 e il 2016 sono stati registrati almeno 300.000 bambini non accompagnati e separati in circa 80 paesi, rispetto ai 66.000 tra il 2010 e il 2011.

Nel 2015, 31 milioni di bambini vivevano in un paese diverso da quello di nascita; mentre gran parte di loro si è spostata in modo regolare per trasferirsi insieme alle proprie famiglie in un paese diverso, questo numero include anche 10 milioni di bambini rifugiati e 1 milione di richiedenti asilo fuggiti da conflitti armati, violenze e persecuzioni.

Nel 2016, oltre 1,2 milioni di persone hanno fatto richiesta di asilo in 32 paesi europei – oltre il triplo rispetto al 2013; per i bambini, questa tendenza è stata ancora più marcata. Il loro numero è quasi quadruplicato rispetto al 2013 e quasi decuplicato rispetto al 2008; il numero di bambini fra i richiedenti asilo è aumentato, passando da 1 su 5 nel 2008 a 1 su 3 nel 2016.

Tra il 2015 e il 2016, in 80 paesi, 200.000 bambini non accompagnati hanno fatto richiesta di asilo.

Tra il 2015 e il 2016, 170.000 bambini non accompagnati hanno fatto richiesta di asilo in Europa.

Il 92% di tutti i bambini arrivati in Italia via mare nel 2016 erano non accompagnati e separati.

Il numero complessivo di rifugiati – bambini e adulti sotto il mandato dell’UNHCR – è aumentato da 10,4 milioni alla fine del 2011 a 16,5 milioni alla fine del 2016.

Mentre nel 2005 circa 1 bambino su 350 era rifugiato, nel 2015 la proporzione è aumentata a circa 1 su 200. La metà dei rifugiati nel mondo erano bambini.

Tratta e traffico

A livello globale circa il 28% delle vittime di tratta sono bambini.

La tratta è un grave rischio per i bambini in fuga, di circa 1.600 bambini migranti fra i 14 e i 17 anni arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo Centrale nella seconda metà del 2016, tre quarti hanno riportato esperienze che suggeriscono che potrebbero essere stati vittime di tratta o sfruttati in altro modo.

I risultati di un’indagine condotta a inizio 2017 indicano che la situazione potrebbe peggiorare, visto che il 91% degli intervistati ha riportato esperienze simili.

Le vittime di tratta vengono sfruttate in molti modi; in generale, le forme più comunemente registrate di sfruttamento sono: sfruttamento sessuale (54%) e lavori forzati (38%).

Fra il 2012 e il 2014 sono state identificate più di 60.000 vittime di tratta in oltre 100 paesi e territori. Innumerevoli altre non vengono scoperte.

In Africa Sub Sahariana e in America Centrale e nei Caraibi sono stati riscontrati i tassi più alti di bambini fra le vittime di tratta accertate, rispettivamente il 64 % e il 62%.

Circa il 20% dei responsabili di traffico è legato a organizzazioni per la tratta di esseri umani. 

Nel 2016 l’Europol ha stimato che il 90% dei migranti irregolari entrati in Europa nel 2015 si è fatto aiutare durante il viaggio, nella maggior parte dei casi da reti operanti nel traffico di migranti.

Il business derivato dalle reti per il traffico di migranti per facilitare il raggiungimento o lo spostamento all’interno dell’Unione europea ha generato nel 2015 4,7-5,7 miliardi di euro.

Le tariffe dei trafficanti variano enormemente, in base al paese d’origine e alla rotta utilizzata per arrivare in Europa; una famiglia di 5 persone proveniente dall’Afghanistan potrebbe pagare 8.000-11.000 euro, mentre una famiglia di 8 persone dalla Siria potrebbe pagare anche 58.000 euro.

Detenzione

Il numero di bambini nel mondo attualmente in detenzione a causa del loro status di migranti non è conosciuto, ma oltre 100 paesi detengono notoriamente i bambini per motivazioni connesse alle migrazioni.

Tra il 2015 e il 2016, 100.000 bambini non accompagnati sono stati arrestati al confine Stati UnitiMessico.

Decessi

A livello globale, l’OIM ha registrato oltre 21.000 migranti deceduti dal 2014; il numero preciso di bambini fra loro non è noto.

La rotta del Mediterraneo Centrale è una delle più letali al mondo, con 4.579 deceduti registrati – fra i quali si stimano 700 bambini – su 180.000 arrivi nel 2016; questo significa che 1 persona su 40 che ha provato l’attraversamento è morta nel tentativo.

Alcuni migranti sono morti per asfissia per avere inalato i fumi della benzina o per essere stati ammassati in spazi sovraffollati e chiusi, come sotto i ponti delle navi: altri sono annegati in barche spinte oltre i limiti della loro idoneità alla navigazione – come nel caso di tre quarti delle morti registrate nel Mar Mediterraneo.


   Tags:  minori migranti