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Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Obiettivo 10 - Ridurre le diseguaglianze

OBIETTIVO 2030: aumentare progressivamente la quota di ricchezza posseduta dal 40% più povero della popolazione mondiale. Intensificare aiuti e investimenti diretti nei Paesi in via di sviluppo. Promuovere politiche economiche e sociali non discriminatorie, regolamentare i flussi migratori.


La diseguaglianza economica, a livello globale, è aumentata dell'11% tra il 1990 e il 2010. Attualmente, il 10% più ricco della popolazione mondiale detiene il 40% della ricchezza, mentre il 10% più povero è stimato possedere tra il 2 e il 7% del totale.

Queste disparità si sono acuite anche all'interno dei paesi poveri: oggi il 75% delle famiglie nei Paesi in via di sviluppo vive in società che registrano un tasso di diseguaglianza economica peggiore rispetto a quello del 1990. 

Le conseguenze del divario economico si riflettono anche sulla salute dell'infanzia e delle madri: i bambini appartenenti al 20% più povero del pianeta hanno probabilità 3 volte maggiori, rispetto ai coetanei benestanti, di morire per cause che potrebbero essere prevenute. Analogamente, il rischio di morire di parto è mediamente triplo per le donne in ambito rurale rispetto a quelle che vivono in ambiente urbano.

L'ambiguità nei dati dell'aiuto allo sviluppo

Nel 2016, le risorse totali destinate allo sviluppo dei Paesi più bisognosi (fonte: OCSE) si sono attestate a 142,6 miliardi di dollari, con un aumento dell'8,9% rispetto al 2015. L'aiuto pubblico allo sviluppo è complessivamente raddoppiato rispetto al 2000, raggiungendo lo 0,32% del prodotto interno lordo globale.

A determinare questo incremento sono stati soprattutto gli stanziamenti per fare fronte alla crisi globale dei rifugiati: questa componente è salita dal 4,8% del totale degli aiuti per lo sviluppo del 2014 al 10,8% del 2016.

Dietro questo aumento nominale si cela tuttavia una sostanziale stagnazione, in termini reali, nell'aiuto umanitario ai paesi più poveri: la quota degli aiuti umanitari sul totale dell'aiuto allo sviluppo è passata dal 7% del 2000 al 10,1% di oggi, nonostante il drastico aumento dei conflitti locali e dei disastri naturali innescati dai mutamenti climatici.

Nel 2016 sono diminuiti del 3,9% gli aiuti bilaterali dei paesi ricchi verso i paesi meno sviluppati, e in generale è calato dello 0,5% l'aiuto all'Africa.

Solamente 6 Stati nel mondo (Germania, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Danimarca e Regno Unito) hanno dedicato nel 2016 lo 0,7% del PIL all'aiuto allo sviluppo, benché questa sia la soglia stabilita da molti anni per tutti i paesi del mondo.