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Allattamento e neonati prematuri: la testimonianza di Caterina

© UNICEF

19 giugno 2018 - Sono una mamma di un bimbo di 11 anni nato naturalmente a termine e di una bimba di quasi 3 anni nata prematura alla 32° settimana. presso l'Ospedale "Beauregard" di Aosta.

Un parto pre-termine è un’esperienza forte e molto difficile. Mia figlia pesava 1,5 kg e ha subito immediatamente una rianimazione cardio-polmonare completa di circa 4 minuti: 4 minuti eterni, lunghi come secoli, in cui si rischia di impazzire. 

Grazie all'intervento tempestivo della pediatra di turno (la dottoressa Bertone), dell’ostetrica intervenuta nel cambio turno (Corinne) e a tutto il personale presente Celeste non ha riportato alcun danno fisico o cerebrale.

È stato un momento difficile, difficilissimo, ho potuto rivedere mia figlia solo 2 ore dopo e non ho potuto attaccarla al seno, in quel momento era più importante l’ossigeno.

Avendo già allattato mio figlio mi è stato chiesto dalla dottoressa Vielmi se, qualora avessi avuto molto latte, fossi stata disponibile a donarlo per i bimbi prematuri. 

Ho accettato immediatamente ma il latte non è arrivato subito, ed ho dovuto districarmi tra pensieri e preoccupazioni, ostetriche alle volte un po’ troppo pressanti ed i miei “angeli” - mio marito, mio figlio, la mia famiglia, l’ostetrica che fisicamente mi ha aiutato a far nascere Celeste e che ha valorizzato la prima goccia di colostro, giuro, era solo una goccia, il ginecologo presente in sala parto (il dott. Mosca che, per altro, aveva già fatto nascere mio figlio quasi 9 anni prima), i medici e le infermiere pediatriche della patologia Neonatale e le OSS della ginecologia, sempre disponibile ad aiutarmi, quando ero allettata e quando avevo la necessità di mangiare ad orari diversi per poter passare più tempo con la mia bimba in patologia.

Ricordo quell'ostetrica dirmi: il tuo corpo non era pronto, dagli tempo e vedrai quanto latte arriverà, e quanto colostro!

Aveva ragione! Nel giro di 48 ore, recuperata un minimo di serenità e speranza il colostro è arrivato... e poi il latte, tanto latte!

Non è stato tutto facile. Spesso, quando la mia bimba dormiva beatamente, io mi dovevo alzare per tirarmi il latte. Mi sono comprata un tiralatte elettrico per essere più rapida, e questo mi ha permesso di non perdere il latte e di poter allattare al seno mia figlia non appena le sue forze glielo hanno permesso.

Ho donato 25 litri di latte all’Ospedale Beauregard ed altrettanti a una delle mie amiche più care, che non aveva latte e già non era riuscita ad allattare la sua prima bimba.

Tra l’altro la serenità di poter dare latte materno al suo bimbo ha fatto sì che, a distanza di mesi, continuando a stimolare il seno, anche alla mia amica arrivasse il latte così anche il suo bimbo ha preso quasi esclusivamente latte materno per circa 6 mesi.

Io ho allattato mia figlia fino a 14 mesi, il mio latte era molto ricco e già a 9 mesi Celeste è stata dichiarata ex prematura per la crescita ed a 18 mesi ex prematura da un punto di vista neuro-psichiatrico.

Conosco la sensazione di impotenza che si prova davanti a un figlio minuscolo, la tristezza di tornare a dormire nelle camere di ostetricia senza la propria bimba e l’angoscia del rientro a casa senza la culla, come se avessi abbandonato tua figlia.

La possibilità di donare il latte mi ha dato forza, mi ha fatta sentire utile e, qualche volta addirittura “super” ed è stato indispensabile per superare il momento più difficile della mia vita.

Io sono una nutrizionista, lavoro da sola e quindi ho potuto permettermi, in virtù di questa esperienza personale, di mettere una comoda poltrona nel mio ambulatorio per offrire un posto confortevole alle mie pazienti dove poter allattare i loro bimbi in tranquillità ed ho dotato il mio bagno di un fasciatoio per il cambio del pannolino.

Ancora grazie di cuore a tutti.

Caterina Ciancamerla