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Congo, 80.000 bambini tornati nel paese hanno bisogno di assistenza

Kananga, regione di Kasaï, Repubblica Democratica del Congo. Alla Saint Martyr Health Clinic si sta svolgendo lo screening per prevenire la malnutrizione - © UNICEF/UN0157537/Tremeau
Kananga, regione di Kasaï, Repubblica Democratica del Congo. Alla Saint Martyr Health Clinic si sta svolgendo lo screening per prevenire la malnutrizione - © UNICEF/UN0157537/Tremeau
31 ottobre 2018 – Secondo l’UNICEF almeno 80.000 bambini tornati recentemente dall’Angola in Repubblica Democratica del Congo hanno bisogno di assistenza umanitaria.
 
Dal primo ottobre, più di 300.000 cittadini congolesi sono tornati dall’Angola, acuendo la preoccupazione dei partner umanitari di un’ulteriore crisi in un paese che sta già affrontando diversi conflitti e un’epidemia di Ebola.
 
«Migliaia di bambini stanno percorrendo ampie distanze, esposti a intemperie, fame, insicurezza e rischio di violenza,» ha dichiarato Gianfranco Rotigliano, Rappresentante UNICEF in Repubblica Democratica del Congo.
 
«Questi bambini hanno limitato accesso ad acqua sicura e assistenza sanitaria e non ricevono istruzione. Siamo molto preoccupati per le condizioni loro e delle famiglie.»
 
A peggiorare il ritorno dei bambini e delle famiglie, un brusco aumento del prezzo dei generi alimentari di base in alcune aree, che potrebbe portare ad un aumento dei casi di malnutrizione tra i bambini.
 
Nelle ultime settimane la maggior parte degli arrivi sono avvenuti nella provincia del Kasai, nonostante molti bambini e le loro famiglie siano tornati nelle provincie circostanti, comprese Kasai Centrale e Kwango.
 
In diversi punti lungo il confine con l’Angola, i servizi nazionali per le migrazioni sono sotto pressione a causa del gran numero di persone che stanno tornando in Repubblica Democratica del Congo.
 
Molti restano concentrati in piccole città al confine. Le autorità temono la recrudescenza di epidemie, date le condizioni di stretta vicinanza in cui vivono attualmente le persone tornate nel paese.
 
L’UNICEF e i suoi partner hanno condotto un’indagine sui bisogni umanitari a Kamako, nella Provincia del Kasai, dove si trova la maggior parte di coloro ritornati, e si sta preparando a supportare i bambini e le loro famiglie attraverso:
 
  • l’installazione di punti per l’acqua sicura da bere e per la pulizia delle mani e rifugi di emergenza in 27 siti per accogliere la popolazione nel Kasai;
  • la distribuzione di 227.000 zanzariere per prevenire la malaria;
  • il trattamento dei casi di malnutrizione acuta grave tra i bambini sotto i 5 anni;
  • vaccinazioni preventive contro il morbillo per i bambini tra i 6 e i 59 mesi;
  • la costruzione di spazi per l’apprendimento per i bambini in età scolare;
  • l’identificazione e la riunificazione dei bambini non accompagnati.
Per aiutare i bambini e le famiglie tornati nel paese, l’UNICEF ha lanciato un appello per 3 milioni di dollari per una risposta immediata nelle prossime settimane.
 
Altri 6 milioni di dollari saranno necessari per supportare il reinsediamento della popolazione tornata alle proprie case o nelle aree ospitanti.