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Bambini sperduti

UNICEF-UNHCR-IOM, appello per i 13 minori a bordo della Sea-Watch 3

Un'immagine della
Un'immagine della "Sea-Watch 3" alle prese con il mare grosso al largo di Siracusa
26 gennaio 2019 - L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’UNICEF esprimono grave preoccupazione per la situazione dei 47 migranti e rifugiati soccorsi lo scorso sabato dalla nave “Sea-Watch 3”, ai quali non è stato ancora garantito un porto di approdo sicuro.

La nave si trova adesso in acque italiane – di fronte alla costa orientale della Sicilia – dove ha potuto cercare riparo dalle difficili condizioni meteorologiche che stanno interessando il Mare Mediterraneo in questi giorni.

La situazione a bordo è critica in quanto, non essendoci abbastanza posto all'interno dell’imbarcazione, alcune delle persone sono obbligate a restare all'esterno, sul ponte.

Questa situazione non può essere protratta a lungo, soprattutto in un periodo come quello invernale, con basse temperature e mare mosso.

Preoccupa in particolare la situazione dei 13 minorenni non accompagnati che si trovano sulla nave e per i quali è d’obbligo attivare quanto prima misure di protezione e tutela adeguate, in linea con le convenzioni internazionali.

Dall'inizio dell’anno sono morte quasi 200 persone nel Mediterraneo, di cui almeno 130 nelle acque che separano la Libia dall'Europa: la priorità assoluta resta quella di salvare vite umane e garantire un porto di sbarco sicuro e un’assistenza adeguata a persone che hanno già rischiato la vita a bordo di imbarcazioni fatiscenti. 

È quindi urgente che ai migranti e rifugiati sulla “Sea-Watch3” sia garantito immediatamente lo sbarco nel porto più vicino.

Allo stesso tempo, è necessario che, fino a quando la Libia non sarà considerata un porto sicuro, tutti gli Stati europei dimostrino finalmente senso di responsabilità e di solidarietà per i migranti e rifugiati che rischiano di morire in mare e che quindi l’attuale approccio “nave per nave” venga superato e sia sostituito da un meccanismo di sbarco sicuro e ordinato nel Mediterraneo Centrale.