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Basilicata

La scuola media di Picerno sceglie da che parte stare

  I ragazzi e i docenti nell’auditorium
I ragazzi e i docenti nell’auditorium

12 febbraio 2019 - Lunedì 11 febbraio 2019, in qualità di Presidente del Comitato Provinciale Unicef di Potenza, ho vissuto una mattinata ricca di emozioni con le prime e seconde medie di Picerno. Come sempre, la professoressa Francesca Corso, volontaria Unicef, ha preparato l’evento con cura certosina. La mattinata è cominciata in prima C per continuare “Non perdiamoci di vista”, la proposta educativa Unicef di educazione emotiva per prevenire il bullismo e il cyberbullismo. Per la prima volta ho realizzato il laboratorio “Essere gentili con se stessi”.

Partendo dalla frase del Dalai Lama “Non potremo mai ottenere la pace nel mondo fino a quando non faremo la pace con noi stessi” ho stimolato i ragazzi a riflettere sul rapporto con se stessi: in cosa si piacciono e cosa invece non li soddisfa. E Christian, Danilo e molti altri hanno cominciato a raccontare il loro disagio perchè “Non è ciò che sei che ti blocca, bensì quello che pensi di non essere.” Subito dopo abbiamo visto un video su Nick Vujicic (vi consiglio di cercarlo su youtube, vi farà bene vederlo). Nick è nato senza braccia e senza gambe, ma questa malformazione non gli ha impedito di credere in se stesso. A dieci anni ha tentato il suicidio perchè bullizzato dai compagni. Ma ha capito che doveva imparare ad essere gentile con se stesso e oggi gioca a calcio, fa immersioni, pesca, canottaggio. Si è sposato e ha quattro figli. Gira il mondo come motivatore e non si stanca di ripetere che dobbiamo essere grati, sorridere, sognare e non mollare mai. La gentilezza può aiutarci ad essere più sicuri, ad impostare obiettivi. Dobbiamo credere in noi stessi, renderci conto che non siamo perfetti, mai mollare, fare degli errori e dire ho sbagliato e ricominciare.

Alle 9,30 siamo scesi nell’auditorium e le professoresse Filomena Tripaldi e Maria Antonietta Santangelo con il professor Mario Carbone hanno preparato la canzone rap “Non è un film”, una danza, un dialogo ”in fondo al mare” tra quattro giovani ragazzi che sono morti mentre cercavano di venire in Italia. E ancora l’intervista ad Aboubacar Langone Soumahoro, classe 2000, proveniente dalla Costa d’Avorio, centrocampista e astro nascente del Picerno che quest’anno è in serie D. Aboubacar è stato adottato dalla famiglia di Marina Natina, docente della scuola dell’infanzia, che ha portato ai ragazzi la sua commovente testimonianza.

Tutto questo ha preceduto la proiezione di “SottoPelle”, il docufilm Unicef di Giuseppe Russo con il racconto in prima persona degli immigrati ospiti del Centro Sprar di Tito, gestito dalla cooperativa “La Mimosa” e del Centro ARCI di Rionero. Con grande partecipazione i ragazzi hanno assistito alla proiezione e durante il dibattito hanno raccontato le loro emozioni, dando senso ai versi di “Non è un film” che avevano cantato.

“Noi siamo pronti a lamentarci/per la puzza della varia umanità/che ci occorre, ci soccorre, ci sostenta/ questo non è un film ma vedrai che lo diventa/tu stai attento e tienti pronto che al momento di girare/ i buoni vincono sempre,/scegli da che parte stare/dalla parte del mare."

E se il Festival di Sanremo lo vince Mahmood, figlio di un egiziano e di una sarda, cittadino italiano, sono convinto che dobbiamo continuare a combattere la paura, a seminare speranza per questi nostri ragazzi che hanno diritto ad un mondo senza paura e senza odio.




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