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Ciclone Idai, un milione di bambini bisognosi di aiuti umanitari

Il piccolo Anderson in braccio a papà Felice Antonio: sono centinaia le famiglie che hanno trovato riparo nella palestra della scuola
Il piccolo Anderson in braccio a papà Felice Antonio: sono centinaia le famiglie che hanno trovato riparo nella palestra della scuola "Samora Machel" a Buzi (Mozambico) dopo le alluvioni - ©UNICEF/UN0291173/De Wet-AFP Services
23 marzo 2019 1,8 milioni di persone - fra cui 900.000 bambini - sono state colpite dal ciclone Idai che negli ultimi giorni ha devastato l'Africa meridionale

L’UNICEF sta ampliando la sua azione per aiutare i bambini e le famiglie colpite in Malawi, Mozambico e Zimbabwe, che versano condizioni estremamente difficili a seguito delle piogge torrenziali  e delle catastrofiche inondazioni. A riferirlo è stato oggi Christophe Boulierac, portavoce dell'UNICEF a Ginevra.

Dona ora per i bambini colpiti dal ciclone Idai


Ieri il Direttore esecutivo dell’UNICEF Henrietta Fore si è recata in missione in Mozambico, dove ha incontrato bambini e le famiglie nella città di Beira

La Fore ha definito "disperate" le condizioni sul campo: «La situazione permane critica. Mancano elettricità e  acqua corrente. Centinaia di migliaia di bambini hanno immediato bisogno di aiuto. La priorità adesso è dare loro un riparo, cibo, acqua, istruzione e protezione.»

Il rappresentante dell’UNICEF in Mozambico, l'italiano Marco Luigi Corsi, si è recato nelle aree colpite e ha raccontato che le inondazioni sono state così intense che in alcune aree gli abitanti non hanno neppure potuto trovare luoghi sufficientemente alti in cui rifugiarsi, e sono state costrette a rimanere per molte ore sui tetti delle abitazioni o arrampicati sugli alberi. 

Mentre proseguono le operazioni di soccorso, è urgente il bisogno di cibo, acqua potabile e ripari. Migliaia di persone si stanno riunendo in accampamenti improvvisati. Molti di questi campi informali sono in condizioni gravemente degradate, e sicuramente non sono ambienti adeguati per ospitare bambini così vulnerabili.

«Temiamo per la sicurezza e il benessere di donne e bambini che sono ancora in attesa di essere soccorsi o si trovano stipati in rifugi temporanei, a rischio di violenze e abusi» ha ribadito la direttrice dell'UNICEF Fore. «siamo preoccupati anche per i bambini che a causa del ciclone sono rimasti orfani o si sono separati dai genitori nel caos che ne è seguito.»

Anche in Malawi migliaia di famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case allagate, e ora hanno bisogno di aiuti di base come cibo, acqua e servizi igienici.
 
Le inondazioni hanno inoltre interrotto il percorso scolastico di migliaia di bambini. Gli operatori UNICEF sul campo hanno riferito che molte famiglie si sono rifugiate in scuole, chiese e edifici pubblici. Spesso i bambini dormono all'interno delle aule scolastiche.

In Zimbabwe, secondo gli ultimi dati, sono 250.000 gli abitanti (circa metà dei quali bambini) che necessitano di assistenza umanitaria.

Queste cifre probabilmente aumenteranno, in quanto molte aree restano tuttora inaccessibili.  In alcuni degli 8 distretti colpiti in Mozambico, come quelli di Chimanimani e Chipinge, si registrano gravi danni alle strade e ai ponti e si stima che occorreranno almeno due settimane per ripristinare le vie di comunicazione.
 

L'azione dell'UNICEF per i bambini 

In Mozambico l’UNICEF sta collaborando il World Food Programme per la distribuzione di alimenti alle famiglie ospitate nelle tendopoli informali. Stiamo inoltre distribuendo prodotti per potabilizzare l’acqua nelle aree colpite. 

Senza acqua sicura e servizi igienici adeguati, i bambini sono esposti a elevati rischi di contrarre malattie infettive come diarrea, tifo, colera, oltre a diventare particolarmente vulnerabili alla malnutrizione.

L’UNICEF e le organizzazioni partner stanno allestendo diversi "Child-Friendly Space" (Spazi a misura di bambino), ambienti protetti in cui garantire attività di protezione e supporto psicologico a bambini e adolescenti.
 
Molte scuole e ospedali sono stati distrutti, lesionati o adibiti a rifugi. Una volta che sarà data risposta ai bisogni immediati, sarà fondamentale per i bambini poter riprendere il prima possibile le attività scolastiche, garantendo così un senso di normalità in un momento di caos estremo.

In Malawi, gli aiuti UNICEF in corso di distribuzione includono migliaia di confezioni di sali per la reidratazione orale, antibiotici e centinaia di zanzariere trattate con insetticida. I partner dell’UNICEF, comprese le autorità distrettuali, Medici Senza Frontiere, Croce Rossa, United Purpose e World Vision, stanno offrendo supporto nella distribuzione degli aiuti.

In Malawi l'UNICEF sta formando degli insegnanti volontari per la ripresa delle attività scolastiche.
 
Stiamo inoltre aiutando le autorità locali a valutare la situazione sul terreno con l'impiego di droni. Le foto e i video acquisiti dai droni in volo sopra le aree colpite sono utilizzate per valutare i danni delle inondazioni e pianificare la risposta umanitaria.

Nelle aree colpite dello Zimbabwe l’UNICEF sta distribuendo aiuti alimentari e sanitari, kit igienici, taniche per la conservazione dell'acqua, saponi e prodotti per potabilizzare l’acqua, oltre

Per fare fronte alle immediate necessità nei tre Stati colpiti dal ciclone Idai l’UNICEF ha lanciato un appello umanitario alla comunità internazionale per circa 30 milioni di dollari