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Minorenni di origine straniera

Seconde generazioni e differenza di genere, un convegno di associazioni e Garante infanzia

©AGIA
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16 aprile 2019 – È stato presentato oggi il documento di studio e proposta "L’inclusione e la partecipazione delle nuove generazioni di origine immigrata. Focus sulla condizione femminile" curato da un gruppo di lavoro attivato in seno alla Consulta delle Associazioni dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) e composto da membri designati nell'ambito della Consulta nonché da esperti nominati dalla stessa Autorità garante, con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti di Firenze.

Del gruppo di lavoro ha fatto parte anche il Comitato Italiano per l’UNICEF, con un impegno focalizzato nella condivisione delle "buone pratiche" realizzate in Gran Bretagna e in altri paesi europei.

Il documento, oltre ad offrire una panoramica della situazione in Italia - riportando dati e specificità territoriali - illustra le buone prassi esistenti a livello nazionale ed europeo in termini di inclusione delle nuove generazioni di origine straniera e dà la possibilità di ascoltare le testimonianze dirette di queste ultime e dell’associazionismo, raccolte col metodo dei focus group e delle interviste.

In particolare, attraverso i focus group e le interviste sono stati approfonditi i seguenti ambiti:
  • le relazioni con i coetanei
  • le relazioni con la famiglia di origine (anche in riferimento a stili di vita e comportamenti quotidiani)
  • l’educazione e la libertà sessuale, la scelta del partner e i matrimoni combinati o forzati
  • il rapporto con la religione
  • il confronto interculturale sui modelli di genere.

Dalle interviste è emersa la necessità di avere a disposizione maggiori strumenti per la realizzazione di un’opera di mediazione con le famiglie e di confronto interculturale, in particolare sulle questioni di genere, quali:
  • sportelli informativi (per dare informazioni sul percorso per l’ottenimento della cittadinanza, mettersi in rete con altri coetanei, partecipare e organizzare eventi culturali)
  • attività rivolte all'integrazione delle famiglie che prendano in considerazione anche l’aspetto della scelta matrimoniale e dei matrimoni misti
  • attività di integrazione per i bambini e le bambine delle nuove generazioni con i propri coetanei in modo da sviluppare amicizie e relazioni sin da piccoli
  • attività di conoscenza delle realtà di appartenenza che contribuiscano a evitare letture semplificate e stereotipate dei Paesi di origine.

Come si evince dal titolo della pubblicazione, un approfondimento è dedicato alla questione del genere e alla rilevanza che essa presenta in relazione alle problematiche affrontate dalle "seconde generazioni".

Il documento individua alcune azioni che possono contribuire all'inclusione delle nuove generazioni di origine immigrata, in particolare di genere femminile, come, ad esempio:
  • il supporto specifico alla fase adolescenziale
  • l’investimento nella mediazione culturale
  • il sostegno e l’“educazione” sulle tematiche di prevenzione e sessualità (a partire dalle stesse famiglie di origine)
  • l’adeguata formazione degli operatori socio-sanitari per trattare tematiche medico sanitarie attinenti la sessualità e la procreazione
  • l’attivazione di una presa in carico complessiva, che coinvolga anche le famiglie di origine, per risolvere le problematiche socio-assistenziali e la ricerca di un’autonomia lavorativa.

Il documento riporta infine una serie di raccomandazioni rivolte a interlocutori istituzionali e ad altri attori competenti (Governo, Regioni, Associazione Nazionale Comuni Italiani - ANCI, Servizi sociali, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti).