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Ucraina orientale: bambini sotto le bombe e senza acqua

Volontari locali impegnati nella distribuzione di acqua potabile fornita dall'UNICEF a Debaltsevo, villaggio del distretto di Donetsk (Ucraina orientale) - ©UNICEF/UNI179967/Filippov
Volontari locali impegnati nella distribuzione di acqua potabile fornita dall'UNICEF a Debaltsevo, villaggio del distretto di Donetsk (Ucraina orientale) - ©UNICEF/UNI179967/Filippov
4 luglio 2019 – Nell'Ucraina Orientale (Donbass) l’escalation dei combattimenti sta privando dell’accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari 3,2 milioni di abitanti, fra cui 500.000 bambini

Allo stesso tempo, è in costante pericolo la vita degli operatori impegnati a riparare le infrastrutture danneggiate.

Solamente nell'ultima settimana di giugno si sono verificati ben 5 episodi che hanno colpito strutture idriche e igieniche sulla linea del fuoco che divide le aree sotto il controllo del Governo di Kiev da quelle controllate dai ribelli indipendentisti filo-russi.

Il 29 giugno mattina, schegge di ordigni esplosivi hanno danneggiato le condutture d’acqua vicino Horlivka, lungo il canale Siverski Donets-Donbass, che rifornisce di acqua oltre 3 milioni di persone su entrambi i lati della linea del fuoco. 

La sera dello stesso giorno, gli operatori della stazione idrica First Lift nel villaggio di  Vasylivka, nel distretto [autoproclamatosi repubblica indipendente] di Donetsk, sono dovuti fuggire in un rifugio antiaereo per evitare i bombardamenti.
 

Le conseguenze degli attacchi

«Ancora una volta l'UNICEF chiede l’immediata fine di bombardamenti indiscriminati contro infrastrutture civili di vitale importanza e la tutela degli addetti alle strutture idriche. Questi uomini e donne rischiano le proprie vite affinché venga assicurato ai bambini e alle loro famiglie l'accesso all'acqua potabile, un diritto umano fondamentale per tutti», afferma Laura Bill, Vice Rappresentante UNICEF in Ucraina.

Dall'inizio dell’anno i combattimenti nelle aree teatro del conflitto hanno interrotto temporaneamente o del tutto l’approvvigionamento idrico per 3,2 milioni di civili per un totale di 29 giorni, e hanno colpito ben 58 volte infrastrutture idriche e igienico-sanitarie. 

Dall'inizio del conflitto (aprile 2014) sono stati uccisi 9 operatori idrici e 26 sono rimasti feriti. Nei primi 6 mesi di quest'anno sono già state 3 le vittime in questa categoria di lavoratori di vitale importanza per la popolazione civile.

«Quando l’accesso all'acqua viene ridotto o tagliato, i bambini e le loro famiglie spesso non hanno altra scelta che ricorrere ad acqua contaminata e a servizi igienici non adeguati. Questo è particolarmente pericoloso a causa delle elevate temperature della stagione estiva in corso» prosegue Laura Bill. «Lo scorso aprile, durante una delle numerose interruzioni del servizio di distribuzione idrica, si è verificata un’epidemia di gastroenterite. Se le ostilità non cesseranno, aumenterà il numero dei bambini costretti a soffrirne le conseguenze.»
 

L'azione umanitaria del'UNICEF nella regione del Donbass

Nei primi 5 mesi di quest'anno l’UNICEF e le organizzazioni partner hanno assicurato l'accesso all'acqua potabile a circa 930.000 abitanti su entrambi i lati del fronte, con distrbuzioni di acqua tramite autocisterne, rifornendo le stazioni di pompaggio con sostanze per depurare le scorte idriche e completando riparazioni fondamentali e migliorie sui fragili sistemi idrici locali.

L’appello umanitario per Acqua e Igiene nell'Ucraina orientale, lanciato dall’UNICEF all'inizio del 2019 per un ammontare di 13,3 milioni di dollari è stato finanziato solo per il 15%.

L’appello umanitario complessivo dell’UNICEF per l'emergenza bellica in Ucraina, pari a 21 milioni di dollari, è stato finanziato solo per il 30%