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Esclusione sociale

Taranto, il museo MArTA apre le porte ai giovani del progetto "NEET Equity"

Un'immagine dei giovani coinvolti dal progetto
©UNICEF Italia/2020/Tiziana Magrì

14 febbraio 2020 - Il Laboratorio Urbano di Partecipazione (LUP) del progetto dell'UNICEF Italia "NEET Equity" fa tappa al MArTA, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

L'appuntamento è sabato 15 febbraio, a partire dalle h. 9,30, nella sala “Incontri” del Museo in via Cavour 10.  I ragazzi e le ragazze che stanno partecipando da mesi al progetto, la rete già aderente e la comunità locale si confronteranno e individueranno politiche attive e inclusive per la generazione spesso definita come “disimpegnata”.

Il Laboratorio sugli “Spazi di concertazione territoriale” rientra tra le azioni del progetto NEET Equity, selezionato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nell'ambito dell’Avviso “Prevenzione e contrasto al disagio giovanile” (ID 189/Avviso Disagio).

Obiettivo del progetto è migliorare la capacità di un territorio di costruire politiche attive e partecipate in favore dell'inclusione sociale dei giovani e della riattivazione dei giovani NEET - coloro cioè che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione.

A Taranto il LUP è in forma itinerante, al fine di creare connessioni identitarie e di appartenenza con i luoghi più significativi della città, 

Ogni mese, in diversi luoghi simboli della città, i giovani attivano una contro-narrazione rispetto ai luoghi comuni dominanti nel territorio ("qui non c’è futuro, bisogna andar via per trovare lavoro ecc.") proponendo un racconto e una visione alternativi e positivi. 

Taranto, scelta insieme a Carbonia (CA) e Napoli come ambito geografico del prigetto, è al 19° posto sulle 107 province italiane per il più altro indice di NEET, con un’incidenza del 33,4% sulla popolazione cittadina giovanile. 

Questo dato è emerso insieme ad altri dalla ricerca “Il silenzio dei NEET. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio” che ha visto coinvolti studenti, associazioni, amministrazione locale, università, enti del Terzo settore e altri interlocutori del territorio.

La fase del progetto avviata a marzo 2019 ha consentito di migliorare la conoscenza del fenomeno NEET con un lavoro che ha permesso di individuare i giovani “disimpegnati” e “non” che, attraverso la formazione e il volontariato sociale, saranno il motore trainante per intercettare e coinvolgere quei ragazzi e ragazze al momento inattivi su ogni fronte.

Al Laboratorio di domani parteciperanno, insieme alle ragazze e ai ragazzi aderenti al progetto, gli studenti dell'Istituto Professionale - IPS "Francesca Saverio Cabrini" e dell'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore - IISS "Archimede".