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Basilicata

La festa della donna al tempo del coronavirus: UNICEF e Associazione “Donne 99” di Tito in ascolto delle emozioni

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9 marzo 2020 - In occasione della Festa della Donna voglio raccontare questa mia esperienza perchè ha dato tanto alle donne che hanno partecipato e a me stesso e credo possa indicare una via per aiutare tutti a stare meglio nell'ascolto delle emozioni, delle ansie e delle paure che viviamo quotidianamente..

Nel mese di febbraio ho ripreso i miei incontri di educazione emotiva che il comitato provinciale per l'UNICEF di Potenza propone nelle scuole della provincia da circa due anni insieme alle "ragazze” dell’Associazione “Donne 99” di Tito. La forza dell’Associazione è nel profondo legame che unisce le socie, che sono capaci di sostenersi, aiutarsi, farsi compagnia con corsi, incontrando autori di romanzi, saggi e poesie, organizzando feste a tema e compiendo grandi opere di solidarietà. 

Con l'UNICEF di Potenza, hanno creato pigotte, ceduto orchidee, organizzato feste dei nonni, celebrato con i ragazzi della scuola di Tito la nostra Costituzione Repubblicana, raccolto somme importanti per assicurare vaccinazioni, presidi medici, cibo, istruzione ai bambini più poveri nel mondo.

Raccontare è il mio modo di ringraziarle di cuore.

Di lunedì nella biblioteca comunale di Tito ci siamo ritrovati alle 17,00 in due incontri. Sedute in cerchio, armate di una penna e di un piccolo foglio di carta, hanno risposto alle mie domande. Le risposte anonime sono state raccolte in una scatola e dopo essere state mescolate con cura, sono state lette ad alta voce nel silenzio della sala. Ciascuna si è specchiata nelle risposte delle compagne, ha condiviso, accettato o rifiutato quanto ascoltato. E poi sfogo a liberi pensieri: “ Anch’io avrei voluto scrivere che…, anche a me è successo. I miei figli invece….anche mio marito si comporta così.” E ciascuna dopo la lettura, l’ascolto e le riflessioni fatte guardandosi negli occhi nel cerchio delle emozioni, confessa di sentirsi più leggera, di aver capito meglio se stessa, di essersi ritrovata con le altre.

La prima delle domande è stata “Sono in ansia se..quando”. Sono in ansia tutte le 24 ore..per qualsiasi cosa..per tutte le cose che devo affrontare…quando non riesco a risolvere un problema…..quando penso di non poter terminare il lavoro che avevo previsto. Sono in ansia per i figli, per il loro futuro, quando sono lontani da casa ….per le malattie… Sono in ansia quando non mi sento bene…quando vedo che le persone a me care non sono serene, o non capiscono il mio affetto sincero. Sono in ansia perchè non riesco a dire sempre sempre quello penso e provo in situazioni negative.

La paura di non farcela, di non essere all’altezza, di non fare tutto quello che si pensa debba essere fatto la ritroviamo nelle risposte alla seconda domanda : “Ho paura se..quando “. Ho paura dell’infelicità… delle malattie dei figli, del marito (“ a me fanno paura queste brutte malattie che ci sono oggi” ), di non vedere i figli “sistemati”, di dormire da sola…del buio…della solitudine, di invecchiare, perdere la memoria, della morte. E anche… ho paura di non poter essere felice con tutti….di parlare troppo.

“Se siamo capaci di dare un nome, scrivere, dire ad alta voce le nostre ansie e paure cominciamo a vincerle, a farcene una ragione e sentire che anche gli altri, le amiche hanno le nostre stesse ansie e paure ci aiuta a non sentirci “ difettose… sbagliate…” E’ questa la consapevolezza che rimane al termine del primo incontro in tutte le donne che mi ringraziano.

Nel secondo incontro chiedo alle partecipanti di raccontare “ Il dolore più grande” e “il rimpianto perfetto”. Il mio dolore più grande è la sofferenza e la morte dei genitori…di mia mamma, delle persone care, non andare d’accordo con le figlie, i figli, qualcuno di famiglia, quando non stanno bene, quando divorziano.Volevo una vita fatta di cose che non ho mai avuto. Mi sembra che gli anni passano nella sofferenza. Voglio essere considerata…ho fame di amore... Volevo fare il giro del mondo in barca… volevo fare la cantante.. prendere la patente. Il mio “ rimpianto perfetto” è "Avere vissuto sempre con la paura di non essere adeguata, paura che mi ha fatto perdere tante occasioni, relazioni, viaggi, esperienze..ho il rimpianto di aver perso tanti anni senza averli goduti. Non mi sono realizzata nel lavoro…Volevo studiare, prendere una laurea…fare la dottoressa… Il mio più grande rimpianto è di non aver saputo dire ai miei genitori..”Vi voglio bene” perchè il tipo di educazione ricevuta me lo ha impedito.

E dopo la lettura ad alta voce e il giro di riflessioni, considerazioni la tensione si allenta. Riconoscersi, ritrovarsi alleggerisce l'animo e il sorriso ricompare sul volti. Ciascuna sente il bisogno di ringraziare le amiche che ha ritrovato nella sua stessa sofferenza.

Il coronavirus ha interrotto temporaneamente i nostri incontri. 
Li riprenderemo a breve. Ci attendono queste domande “Quando ti capita di sorridere, ridere ? Cosa ti mette allegria ? Sono felice se…quando…"

Perchè ciascuno di voi non risponde a queste domande? 
Riflettere, guardarsi dentro e sorridere in questi tempi di coronavirus non può che farci bene.


   Tags:  unicef potenza