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5 azioni per la parità di genere nella risposta al COVID-19

Un workshop UNICEF con ragazze italiane e migranti, dicembre 2019 - ©UNICEF/2020/G.Sammartino
©UNICEF/2020/G.Sammartino
6 aprile 2020 - Insieme alle altre agenzie delle Nazioni Unite, ai governi nazionali e regionali, alle articolazioni della società civile e del settore privato, l’UNICEF è impegnato per garantire che l'uguaglianza di genere sia al centro di tutta la sua azione di risposta alla pandemia di COVID-19

In quest'ottica abbiamo identificato cinque azioni prioritarie, finalizzate a gestire e contenere le conseguenze sanitarie, sociali ed economiche di questa crisi in una prospettiva di rispetto delle differenze di genere.

Per maggiori dettagli scarica il rapporto in italiano


1) Supporto per i caregiver

Le donne sono in prima linea in tutte le emergenze di salute pubblica come infermiere, ostetriche, operatrici sanitarie di comunità. Tuttavia, il loro ruolo è spesso trascurato e sottopagato.
 
Inoltre, donne e ragazze tendono a farsi carico della maggior parte delle cure necessarie per i familiari malati, delle faccende domestiche e delle responsabilità connesse alla cura dei figli.
 
Donne e minorenni, soprattutto nelle famiglie monoparentali migranti o destinatarie di rimesse da parte di congiunti emigrati all'estero, si troveranno in condizioni di massima vulnerabilità.
 
Insieme, dobbiamo fornire un sostegno adeguato, che comprenda l'assistenza per la cura dei bambini, accesso ai servizi sanitari e altre forme di supporto e protezione sociale per coloro che operano in prima linea.
 
Saranno prioritari i programmi di assistenza monetaria per le donne e le ragazze impegnate come caregiver, al fine di mitigare l'impatto dell'epidemia e di rafforzare la resilienza per affrontare ulteriori cambiamenti.
 
È fondamentale, assieme ai nostri partner del settore pubblico e privato, sostenere politiche a favore delle famiglie che tutelino i lavoratori dipendenti, riducano lo stress e favoriscano il benessere dei bambini e delle famiglie.
 
 

2) Contenimento dell'aumento della violenza di genere 

Per diverse ragioni (dalla convivenza forzata imposta dalle misure di contenimento allo stress psicologico alla precarietà economica e lavorativa) la violenza di genere è destinata ad aumentare durante la fase di risposta all'epidemia da coronavirus.
 
L'UNICEF suggerisce di fronteggiare questa evenienza formando il personale di primo intervento sui modi per gestire l’emersione della violenza (può aiutare in questo senso la nostra Guida tascabile sulla violenza di genere che include anche una app), avendo la cura di includere uno specifico approccio per le adolescenti.
 
Inoltre, prepareremo gli operatori sanitari ad assumersi responsabilità relative alla gestione dei casi di VG. Devono essere sempre rese disponibili le informazioni relative alle linee telefoniche di emergenza dedicate alle vittime della violenza di genere e ai meccanismi di supporto esistenti.
 

3) Mantenere i servizi sanitari e scolastici di base

Dalle esperienze delle grandi crisi sanitarie degli ultimi anni, come Ebola e Zika, emerge che gli sforzi per contenere le epidemie spesso interrompono i servizi educativi e dirottano le risorse dai servizi sanitari di base, inclusi quelli per la salute riproduttiva, la salute materno-infantile e la gestione clinica della violenza sessuale.
 
Le donne, le adolescenti e i minorenni che convivono con l'HIV/AIDS sono particolarmente vulnerabili: la loro indispensabile continuità terapeutica può essere gravemente compromessa durante l'epidemia, aumentando potenzialmente morbilità, mortalità e trasmissione dell'HIV.
 
Insieme, dobbiamo garantire la continuità e la qualità dei servizi educativi e sanitari di base, incluse le strutture alternative e non formali, mantenendo al tempo stesso il nostro sostegno a lungo termine a sistemi educativi e sanitari forti che siano in grado di soddisfare le esigenze olistiche delle donne, delle bambine e dei bambini durante tutto il continuum di età.

4) Proteggere con le nuove tecnologie le reti di donne e ragazze 

Mentre le scuole passano all'apprendimento a distanza, grazie alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie digitali partecipative, devono essere mantenute anche le importanti strutture di supporto sociale per e tra ragazze (tra coetanei o con la presenza di mentori).

Direttamente o attraverso piattaforme digitali, queste fondamentali reti sociali e comunitarie dovrebbero anche essere impegnate nell'assicurare la partecipazione di ragazze e donne a tutti i processi decisionali e la condivisione delle comunicazioni chiave, come i numeri di emergenza per le vittime di violenza di genere e gli altri servizi e meccanismi di supporto.
 
Le nostre piattaforme digitali, come U-Report, possono essere uno strumento per fornire un dialogo verso soluzioni e riflessioni comuni.
 
Dobbiamo rendere attive le partnership con queste reti per raggiungere piena qualità e portata del nostro programma.

 

5) Dati di qualità sull'impatto di genere dell'epidemia 

Se non chiediamo, non sapremo e quindi non potremo fare. Nulla di ciò che facciamo è neutrale.
 
La disaggregazione dei dati relativi a sesso, età e disabilità, così come altri indicatori chiave, devono essere considerati prioritari in tutte le raccolte di dati, le analisi e i rapporti.
 
Questo include indagini che analizzino la curva di impatto del COVID-19 e i conseguenti risultati a livello sociale, economico e sulla salute pubblica.


 
 
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"Rapporto UNICEF "Cinque azioni per la parità di genere nella risposta al COVID-19""

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