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DIRITTI DELL'INFANZIA

Legalità e lotta alle mafie, messaggio del Presidente UNICEF Francesco Samengo

23 maggio 2020 - Oggi, nella ricorrenza del 28° anniversario delle stragi di Capaci e via d’Amelio nelle quali furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme ad altri 9 uomini e donne in servizio, tutta l'Italia si mobilita con l'iniziativa #PalermoChiamaItalia per la difesa della legalità e il contrasto alle mafie,

Di seguito presentiamo, in testo e video, il messaggio del Presidente dell'UNICEF Italia Francesco Samengo.
 
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Cari amici e amiche, cari bambini e bambine, ragazze e ragazzi, 
essere con tutti voi virtualmente uniti è oggi una grandissima emozione.
 
Nessuno dimentica lo squarcio dilaniante, il dolore e lo sgomento di quelle giornate, il 23 maggio e il 19 luglio del 1992. Ecco perché per noi è un grande onore come UNICEF Italia aderire alle celebrazioni per il 28° Anniversario delle Stragi di Capaci e via d’Amelio, promosse dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, che ringraziamo di cuore. 
 
Una iniziativa a cui non potevamo mancare per ribadire la lotta alle mafie, l’impegno contro la criminalità organizzata che deve anche concretizzarsi in iniziative culturali come quella che stiamo condividendo. In questa giornata commemorativa dall’alto valore istituzionale ed educativo si rinnova la memoria di donne e uomini coraggiosi, ieri come oggi, esempi di vita per la nostra quotidianità.
 
Come esempi sono stati e continuano ad esserlo i familiari delle vittime, come Maria Falcone, che diffondono esperienza e coraggio profondamente convinti che l’educazione alla legalità, tesa a valorizzare il ruolo della scuola nella comunità civile debba passare per la memoria storica di quanto accaduto, per la conoscenza dei diritti umani e della Costituzione Italiana. 
 
Giovanni Falcone era convinto di questo e lo ricordano le sue indimenticabili parole, "gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini".
 
In questa Giornata tanto dolorosa quanto ricca di rinnovata speranza -in cui ricordiamo il sacrificio di uomini e donne dello Stato mi piace ritornare alle loro parole piena di umanità e di impegno.
 
Così diceva Paolo Borsellino: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. La lotta alla mafia deve essere anzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire il fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
 
Quella che si sta attuando oggi, sia pure in modalità virtuale, è una vera e propria ‘staffetta generazionale di impegno’, quel camminare sulle gambe degli altri che ci coinvolge tutti come società civile e che ci impone eticamente, con parole ed azioni, ‘da che parte stare’. 
 
L’impegno, l’esperienza altruista sul campo ed i buoni ricordi, quale miglior forma di educazione, la riscontriamo in tanti ragazzi impegnati nel sociale, a tutela dell’ambiente, o al rispetto delle uguaglianze.
 
Mi pregio di ricordare che proprio recentemente, il nostro Presidente della Repubblica -Sergio Mattarella- ha nominato 25 giovani Alfieri della Repubblica per la loro dedizione ai più bisognosi e tra questi anche la nostra volontaria Virginia. 
 
Il lascito di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne della scorta, passa per un sentimento interiore e profondo di legalità che si fonda sul riconoscimento dell’altro e della Comunità e sulla lealtà ed adesione ai valori come la libertà, la responsabilità e la fiducia.    
 
Oggi, soprattutto in questo momento storico, questo tema è collegato al coraggio di tanti, non eroi, ma persone che con eguale profondità e senso del dovere hanno scelto di curare vite umane a costo della propria vita. 
 
È il coraggio di ogni giorno ed è lo spirito di servizio che dobbiamo offrire ai nostri ragazzi quale esempio concreto a fondamento della loro futura esistenza.
 
E saranno loro, consapevoli della storia e dei nostri errori, a camminare coraggiosamente in avanti, come Falcone e Borsellino avrebbero voluto.    
 
Grazie. 



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