Emergenze

Bambini migranti

Senza casa, senza famiglia, senza radici: pur sempre bambini

Milioni di bambini sono in movimento. Alcuni sono stati costretti ad abbandonare la propria casa in fuga da un conflitto, a causa della povertà o dei cambiamenti climatici. Altri hanno lasciato la propria terra e i loro cari nella speranza di trovare una vita migliore. Troppi, incontrano pericoli, o restano vittime di detenzione solo perché migranti, di privazioni e discriminazioni lungo il loro viaggio.

Non deve essere necessariamente così. La sofferenza e l’emarginazione dei bambini rifugiati e migranti e non è solo inaccettabile, ma anche prevenibile . Un bambino è un bambino, non importa perché abbia lasciato la propria casa, da dove venga, dove si trovi al momento o come ci sia arrivato. Ogni bambino merita protezione, cure, servizi e tutto il supporto possibile per poter crescere e prosperare.  

Eppure, troppo spesso i bambini rifugiati, migranti o sfollati all’interno dei loro stessi paesi devono affrontare numerose sfide durante il viaggio, così come giunti a destinazione: hanno poche opzioni, o nessuna, di muoversi lungo un percorso sicuro e regolare, sia da soli che con le proprie famiglie. Violenza, abusi, sfruttamento e discriminazioni sono solo alcuni di questi pericoli. Restano senza un’educazione appropriata e cure mediche idonee e non riescono a sentirsi a casa nelle comunità di arrivo: può essere molto difficile imparare una nuova lingua e integrarsi in una nuova cultura. Queste difficoltà hanno effetti fisici e psicologici a lungo termine e impediscono ai bambini in movimento di sfruttare il loro pieno potenziale.  

Nel 2018

31milioni

I bambini sfollati a livello globale

1su 8

Dei migranti a livello globale è un bambino

3,7milioni

Bambini rifugiati non accedono a scuola

Il diffondersi del  COVID-19 ha  aggravato una situazione già precaria : anche senza la pandemia, migranti, rifugiati e sfollati all’interno dei loro Paesi devono confrontarsi regolarmente con minacce alla propria sicurezza e il loro benessere. Ma le condizioni spesso anguste in cui vivono molti di loro con accesso limitato all'acqua pulita, ai servizi igienico-sanitari e all'igiene, il vivere in luoghi spesso sovraffollati senza il minimo distanziamento di sicurezza li rendono particolarmente vulnerabili agli impatti immediati e secondari del COVID-19 ma anche di altre malattie infettive potenzialmente mortali.
A complicare tutto questo, la  disinformazione sulla diffusione del  virus  esacerba la xenofobia e la discriminazione che i bambini rifugiati, migranti e sfollati e le loro famiglie spesso già affrontano.  

Ad un anno dall’inizio della pandemia, in 59 paesi con dati disponibili, i rifugiati e i richiedenti asilo non potevano accedere ai servizi di protezione sociale per il COVID-19  a causa della chiusura delle frontiere o e della crescente xenofobia ed emarginazione.

Grecia, migranti siriani approdano all'isola di Lesbo

Siria, la crisi dei rifugiati più grave del mondo

La crisi dei rifugiati siriani nei paesi limitrofi la Siria resta la più grave crisi al mondo in termini di popolazioni costrette ad abbandonare il loro paese, con più di 5,6 milioni di persone registrate come rifugiati in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto, tra cui 2,5 milioni di bambini. Oltre 18,8 milioni le persone bisognose di assistenza, se con i rifugiati si considerano quelle delle comunità che li ospitano nei vari Paesi, di cui oltre la metà necessità di assistenza idrica e igienico-sanitaria e 7 milioni di bambini di sostegno per l'istruzione. 

Nonostante gli sforzi dei governi ospitanti per fornire ai rifugiati un accesso ai servizi pubblici, la loro condizione resta estremamente vulnerabile ed è aggravata dalla mancanza di opportunità di sostentamento, dalle crescenti diseguaglianze e dalle scarse risorse a disposizione delle istituzioni. In alcune aree, le popolazioni di rifugiati subiscono pressioni crescenti, che mettono a rischio la già fragile coesione sociale. Tra i rifugiati, donne e bambini, i minori non accompagnati da adulti e separati dai genitori e persone con disabilità sono tra i gruppi particolarmente a rischio.

Dopo 10 anni di guerra in Siria, i paesi vicini ospitano l’83% di tutti i rifugiati siriani sparsi per il mondo, con  il numero di bambini rifugiati che si è decuplicato rispetto al 2012. L’UNICEF opera interventi d’emergenza in Siria sia nei paesi limitrofi per i rifugiati siriani con risultati diretti ad alleviare le sofferenze di un decennio di conflitto.

Venezuela, un paese difficile per i bambini

In Venezuela, a pagare le conseguenze del continuo aggravarsi della crisi politica ed economica sono soprattutto i bambini. Le frequenti interruzioni nell’erogazione di energia elettrica, la scarsità dei mezzi di trasporto per la mancanza di carburante e di pezzi di ricambio per i veicoli e una crescente insicurezza hanno pregiudicato la capacità di molti venezuelani di soddisfare i propri bisogni essenziali. Per i bambini, è diventato sempre più difficile accedere a cibo e acqua e frequentare regolarmente la scuola. Le malattie prevenibili tramite vaccinazione, come morbillo e difterite, si sono diffuse nuovamente, mentre si registra anche un aumento dei casi di tubercolosi, HIV e malaria.

Circa 6,8 milioni di persone soffrono di denutrizione, con un aumento dell’incidenza dei casi di denutrizione dal 6,4% del 2012–2014 al 21,2% del 2016–2018. Almeno 4,3 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile e il 14% della popolazione riceve approvvigionamenti idrici solo ogni 15 giorni. Circa 1,3 milioni di bambini hanno bisogno di protezione e 2,2 milioni di accesso all'istruzione.

I rifugiati Rohingya

Dopo la fuga di massa di centinaia di migliaia di persone dalle violenze in Myanmar, oltre 900.000, di cui 730.000 dall’agosto del 2017, i bambini e le famiglie di etnia Rohingya rifugiatesi nel distretto di Cox’s Bazar, in Bangladesh, stanno affrontando condizioni di vita estremamente precarie e nuove minacce, prima tra tutte quella del COVID-19.  

Il distretto di Cox’s Bazar ospita oltre 910.000 rifugiati: il 60% di questi sono bambini. Vivono in condizioni indicibili: dormono sul terreno fangoso e trascorrono le loro giornate a recuperare l'acqua, in gran parte contaminata, o ad aspettare in fila l’assistenza di cui hanno disperato bisogno. La situazione di vulnerabilità generale e le tensioni sociali all’interno delle comunità ospitanti sono ulteriore motivo di preoccupazione.  

L'azione dell'UNICEF: il Global Refugee compact

UNICEF lavora in tutto il mondo per assicurare ai bambini migranti e rifugiati che i loro diritti siano garantiti. Forniamo aiuti umanitari salvavita nei campi profughi. Realizziamo spazi a misura di bambino, ovvero luoghi sicuri dove i bambini in movimento possono giocare, dove le madri possano riposare e nutrire i loro piccoli, dove le famiglie separate possano riunirsi. Sosteniamo i governi nazionali e locali a mettere in atto leggi, politiche, sistemi e servizi che siano inclusivi per tutti i bambini e che si adattino alle esigenze specifiche dei bambini migranti e sfollati, aiutandoli a prosperare. 

UNICEF inoltre raccoglie, analizza e diffonde dati ed evidenze sulla situazione e esperienze personali di bambini e giovani adolescenti in movimento. Aiutiamo le famiglie a riunirsi. Lavoriamo per porre fine alla detenzione dei bambini immigrati e aiutare i governi a mettere in atto soluzioni alternative basate sulla comunità e sulla famiglia. Lavoriamo con i governi, il settore privato e la società civile. Diamo potere ai bambini e ai giovani in movimento con soluzioni all'avanguardia, collaborando con loro e facendo sentire la loro voce. 

Il  Global  Refugee  Compact è un trattato internazionale che pone le basi per una risposta più forte, più prevedibile e più equa alle grandi crisi dei rifugiati. Il Patto, adottato nel 2018, offre alla Comunità Internazionale e ai paesi ospitanti una tabella di marcia per includere meglio i rifugiati nei sistemi nazionali, nelle società e nelle economie, per consentire loro di contribuire alle loro nuove comunità e di garantire il proprio futuro. 

I quattro obiettivi principali del Patto sono: allentare le pressioni sui paesi ospitanti; aumentare l'autosufficienza dei rifugiati; ampliare l'accesso al reinsediamento e ad altre soluzioni; e sostenere le condizioni nei paesi di origine affinché i rifugiati tornino in sicurezza e dignità. L'UNICEF è fortemente impegnata nel Global Compact on Refugees e sta lavorando per contribuire a raggiungere i suoi obiettivi. Abbiamo documentato le buone pratiche del nostro lavoro in tutto il mondo a sostegno dei bambini e dei giovani rifugiati, così come quelle delle comunità ospitanti. 

Pagina aggiornata il 16 aprile 2021.

Documenti disponibili

Action for Refugee Children (in inglese)pdf / 7.50 Mb

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Rifugiati e Migranti in Italia e Europa. Aggiornamento 34pdf / 4.14 Mb

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Appello Rifugiati e Migranti in Europapdf / 299 kb

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Appello Rifugiati Sirianipdf / 345 kb

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Appello Libiapdf / 353 kb

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Appello Rifugiati Rohingyapdf / 335 kb

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Appello Venezuelapdf / 309 kb

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Appello RD Congopdf / 415 kb

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Appello Sud Sudanpdf / 312 kb

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