Emergenze

Beirut

Beirut, l’esplosione ha aggravato una situazione già precaria

Le forti immagini che raccontano la terribile esplosione avvenuta a Beirut il 4 agosto 2020 hanno fatto il giro del mondo.

La situazione è particolarmente critica per le circa 300.000 persone - tra cui circa 100.000 bambini, le cui case sono state danneggiate o distrutte dall'esplosione. Mentre le infrastrutture idriche pubbliche hanno fortunatamente subito solo danni minori e rimangono per lo più funzionanti, le esplosioni hanno aggravato una situazione già precaria in termini di accesso all'acqua sicura e ai servizi igienico-sanitari nell’area di Beirut e dintorni, con un numero significativo di serbatoi d'acqua e di impianti idrici danneggiati. Si stima che circa 130 edifici nell'area colpita siano stati completamente scollegati dalla rete idrica principale e che i sistemi idrici di oltre 500 edifici occupati siano stati incidentati.

Poiché i casi di COVID-19 continuano ad aumentare, è più che mai necessario garantire che i bambini e le famiglie le cui vite sono state sconvolte dall'esplosione abbiano accesso all'acqua sicura.

L’intervento dell’UNICEF

L’UNICEF è intervenuto immediatamente sul posto per rispondere ai primi bisogni della popolazione coordinandosi con le autorità e i vari partner. I nostri operatori, alcuni dei quali colpiti in prima persona dalle esplosioni, stanno fornendo acqua potabile e medicinali.

Tra le prime azioni messe in campo abbiamo ricollegato oltre 100 edifici al sistema idrico pubblico e installato 570 serbatoi d'acqua nelle abitazioni danneggiate su un fabbisogno stimato di 3.300 serbatoi da sostituire. Per assistere i bambini e le famiglie colpiti dall’esplosione, l'UNICEF ha distribuito più di 4.340 kit igienici e 620 kit per bambini e ha assicurato il trasporto dell'acqua a 20 famiglie e a tre centri della Croce Rossa libanese.

L’UNICEF sta inoltre lavora per garantire formazione e risorse ad altre migliaia di giovani in tutto il Libano affinché partecipino alla ricostruzione del loro paese, tra cui per esempio la formazione sulle riparazioni e la manutenzione delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie fondamentali.

Il Libano

A livello globale, il Libano accoglie il più alto numero di rifugiati pro capite: 1,5 milioni di persone, di cui circa la metà sono bambini e adolescenti con meno di 18 anni.

Quasi la metà della popolazione libanese, palestinese e siriana colpita dalla povertà in Libano è composta da bambini e adolescenti. Con il protrarsi della crisi siriana, circa 1,4 milioni tra bambini e adolescenti risultano a rischio, e in estremo bisogno di protezione e servizi d’assistenza essenziali: lavoro minorile, matrimoni precoci, abbandono scolastico sono solo alcune delle pratiche estreme cui ricorrono molte famiglie in difficoltà.

Per restituire ai bambini siriani rifugiatisi in Libano un’infanzia che rischia di andare perduta, l’UNICEF sostiene programmi d’emergenza per sanità e nutrizione, per l’acqua e l’igiene, per la protezione dell’infanzia e per l’istruzione, anche attraverso interventi che garantiscano, insieme alle attività di scuola ordinarie e di istruzione informale, misure di protezione sociale basate anche su sussidi in denaro e programmi di formazione per gli adolescenti.

L'UNICEF sostiene le istituzioni del Libano per l’assistenza alle popolazioni rifugiate e alle comunità d’accoglienza, e per rafforzare i sistemi locali destinati allo sviluppo delle capacità di bambini, giovani e adolescenti, al fine di offrire loro opportunità di sviluppo, di integrazione e anche di lavoro.

Salva i bambini con 9 euro al mese: 800900083

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