In un paese già sconvolto dal recente assassinio del suo presidente, il 7 luglio, il terremoto di magnitudo 7,2 dello scorso 14 agosto ha sprofondato Haiti in una delle crisi umanitarie più complesse degli ultimi anni.

L’emergenza per il grave sisma che ha colpito i dipartimenti sud-occidentali di Sud, Grand'Anse e Nippes è stata ulteriormente aggravata delle forti piogge torrenziali provocate dalla depressione tropicale Grace, che si è abbattuta sul paese il successivo 16 agosto.

Il terremoto viene ad esacerbare una situazione umanitaria già difficile, caratterizzata da un’instabilità politica e da una crisi socioeconomica persistenti, da una grave insicurezza alimentare e dall’aumento della malnutrizione, nonché dalle attività di bande criminali, dallo sfollamento di popolazioni e flussi migratori haitiano-dominicani, con la Nuova Normalità del COVID-19 che non fa che aggravare i vari elementi di crisi.

La crisi in numeri

2,1milioni

Bambini bisognosi di assistenza umanitaria

1234mila

Bambini a rischio di malnutrizione acuta grave

3,3milioni

Persone senza accesso ad acqua e servizi igienici

Già prima del terremoto, i bambini di Haiti soffrivano della crisi cronica e per gli effetti secondari del COVID-19. Oggi, con l’emergenza causata dal sisma nel mezzo della stagione ciclonica, i bisogni umanitari dei bambini haitiani sono più acuti che mai, con intere famiglie che hanno perso tutto, comprese le case, le scuole, l'accesso all'acqua e alle strutture sanitarie.

Più di 4,4 milioni di persone necessitano urgente assistenza umanitaria: oltre 2,1 milioni sono bambini sotto i 18 anni. Molte di queste vite dipendono dagli aiuti d’emergenza che riusciremo a fornire, e quanto velocemente.

Bisogni umanitari in costante crescita

Più di 2.200 persone hanno perso la vita per il terremoto. Oltre 12.200 sono rimaste ferite. Almeno 130.000  le case andate distrutte, lasciando migliaia di persone senzatetto, in urgente bisogno di assistenza. Una situazione non solo aggravata dai rischi del COVID-19, ma anche da un’ondata di violenza tra bande criminali che, da sola, ha causato oltre 19.000 sfollati, e di cui risentono oltre 1,5 milioni di persone.

In un’emergenza complessa, in cui gli effetti di disastri naturali si sommano a violenze e povertà croniche nel quadro della Nuova Normalità del COVID-19, i bisogni umanitari della popolazione, ed in particolare dei bambini più vulnerabili, risultano in costante e drammatica crescita.
In tale contesto, le priorità dell’UNICEF è dare immediata risposta ai bisogni più urgenti. 
Nell’Appello d’Emergenza dell’UNICEF aggiornato dopo il terremoto, oltre 122,2 milioni di dollari risultano urgentemente necessari per potenziare ed estendere i programmi umanitari ad Haiti , prima della fine dell’anno.

Dobbiamo sostenere il sistema sanitario nei 3 dipartimenti colpiti dal terremoto, mantenendo l'accesso ai servizi medici e nutrizionali salvavita, incluso per la salute materna e infantile. Dobbiamo proteggere le migliaia di sfollati e senza tetto che dormono all'aperto, dai rischi legati al COVID-19, da infezioni respiratorie acute e da malattie veicolate dall’acqua, per i danni ai servizi idrici e igienico sanitari.

Istruzione e Protezione

Abbiamo la priorità di sostenere il ritorno all’istruzione dei bambini, installando dove necessario centri temporanei per l’apprendimento: 100.000 bambini hanno perso le scuole distrutte dal terremoto, 3 milioni già non potevano frequentarla, a causa del COVID-19, della povertà ed insicurezza.

Insieme al diritto all’istruzione, il ritorno a scuola è fondamentale per proteggere i bambini e fornire loro assistenza psicosociale, lenendone i traumi causati dal terremoto, dalle sue distruzioni, dalla perdita di cari ed amici, e da una situazione che appare in costante peggioramento.

L’azione dell’UNICEF

Il personale dell'UNICEF dell’ufficio sul campo distaccato di Les Cayes, nel dipartimento Sud, ha immediatamente risposto all’emergenza, fornendo i primi rapporti  con l'analisi dei danni e una prima stima delle vittime, consentendo una rapida mobilitazione della risposta all’emergenza.

Per la risposta all’emergenza, stiamo operando per la continuità dei servizi essenziali, inclusi quelli per l’acqua e i  servizi igienico-sanitari, l’istruzione, la salute e nutrizione infantile, la protezione di bambini e minori da violenze, abusi e sfruttamento.

Tra i nostri obiettivi immediati, da raggiungere prima della fine dell’anno, vi è proteggere oltre 176.100 bambini sotto i 5 anni contro la Malnutrizione Acuta Grave, che implica seri pericoli d vita, fornire a più di 251.280 tra bambini e donne assistenza medica in strutture supportate dall'UNICEF, sostenere l’accesso di più di 692.760 persone ad acqua sicura da bere, per cucinare e l’igiene personale, inclusa la regolare pulizia delle mani, fondamentale anche contro il COVID-19.

Una giovane madre assiste sua figlia, tra i feriti dell'ultimo terremoto, presso l'ospedale "Communautaire de Référence" di Port-Salut, Haiti

Gli obiettivi immediati

Tra i nostri interventi di protezione, l’obiettivo è assistere almeno 57.900 tra bambini e persone che li hanno in cura con servizi di salute mentale e supporto psicosociale, e più di 1,5 milioni di persone vulnerabili con accesso a canali sicuri per segnalare sfruttamento e abusi sessuali.

Per il diritto all’istruzione, sosterremo almeno 580.100 bambini per l’accesso alla scuola, ordinaria o informale, e con materiale didattico per studiare. Per un’immediata assistenza ai più vulnerabili, 20.000 famiglie saranno raggiunte con sussidi d’emergenza in denaro utilizzabili per molteplici bisogni.

Come immediata risposta al terremoto, abbiamo consegnato forniture mediche essenziali ai principali ospedali del sud del paese, sufficienti per assistere 30.000 persone per almeno due mesi, ed acqua pulita e aiuti igienico-sanitari a oltre 108.000 donne e bambini vittime di un’emergenza drammatica.

Documenti disponibili

Emergenza Haiti. L'Azione dell'UNICEFpdf / 1.17 Mb

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