{"componentChunkName":"component---src-templates-single-post-template-js","path":"/media/piu-di-centosettantuno-milioni-di-studenti-hanno-subito-interruzioni-del-percorso-scolastico-a-causa-dei-rischi-climatici-nel-2025/","result":{"data":{"allDatoCmsNews":{"nodes":[{"slug":"non-sapevo-dove-fossero-i-miei-genitori-la-fuga-di-sonika-13-anni-alluvione-nepal","title":"\"Non sapevo dove fossero i miei genitori\": la fuga di Sonika, 13 anni, dall’alluvione in Nepal","paragraph":"<p>Sonika Nagarkoti era a casa con la sua famiglia a Bhaise, Nuwakot, il 26 agosto quando ha visto che<strong> l’alluvione stava arrivando</strong>. I suoi genitori erano nel bel mezzo del rituale per celebrare l’anniversario della morte del figlio più grande. <br><br><strong>Sonika</strong>, 13 anni, è rimasta a casa e non è andata a scuola quel giorno insieme a sua sorella di nove anni e suo fratello di tre. Poi è arrivato l’allarme. <br><br><em>“I miei genitori erano impegnati con i rituali per l’anniversario della morte quando qualcuno è venuto da noi e ci ha detto dell’inondazione. Dovevamo metterci in salvo”</em> ricorda Sonika. <br><br>Sua madre le ha messo in braccio il fratello più piccolo e un po’ di soldi. <em>“Dovevamo metterci in salvo. Quando mi sono girata, la mia casa era stata spazzata via”.</em> <br><br>Sonika ha continuato a correre, <strong>portando in braccio il fratello attraverso la giungla</strong> con le persone intorno che continuavano a gridare di raggiungere terreni più elevati.&nbsp;</p>","coverImage":{"alt":"Nepal-Sonika (13) porta in braccio il fratellino Sajan (3) in una scuola del distretto di Nuwakot, dove la famiglia ha trovato rifugio dopo essere fuggita dalle alluvioni che il 26 agosto hanno distrutto la loro casa e il loro villaggio. Quando le acque hanno colpito Bhaise, Sonika ha messo in salvo il fratello correndo verso un’area più elevata","fluid":{"base64":"data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAoHBwgHBgoICAgLCgoLDhgcDg0ZDh0VDhUVFx8ZGCIVFhUdICsjGh0oHRUWJDUlKC0vMjIyGSI4PTcwPCsxMi8BCgsLDg0OHBAQHDscFh0vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vL//AABEIAA4AGAMBIgACEQEDEQH/xAAXAAEAAwAAAAAAAAAAAAAAAAAGAAEE/8QAIhAAAQMDAwUAAAAAAAAAAAAAAgADBAEFEQYSIRRBQlFh/8QAFgEBAQEAAAAAAAAAAAAAAAAAAwIB/8QAGhEAAwADAQAAAAAAAAAAAAAAAAECERITA//aAAwDAQACEQMRAD8AV205HTGPxEDdlMaizjyV2rVkmp1HbwsMm8uHeKFUOcp9aNmkkP3jefYCtfSiMXDUshiOO0eyijnQb9Fk/9k=","aspectRatio":1.8354860639021073,"src":"https://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=3&fm=jpg","srcSet":"https://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=0.04&fm=jpg&w=5400 200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=0.08&fm=jpg&w=5400 400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=0.15&fm=jpg&w=5400 800w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=0.23&fm=jpg&w=5400 1200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=0.3&fm=jpg&w=5400 1600w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=0.45&fm=jpg&w=5400 2400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1788359006-uni1011279-edited.jpeg?auto=compress&dpr=1&fm=jpg&w=5400 5400w","sizes":"(max-width: 1920px) 300px"}},"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-12431141-it","slug":"cambiamento-climatico","name":"Cambiamento climatico","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160809-it","slug":"ambiente","name":"Ambiente"}},"publicationDate":null},{"slug":"piu-di-centosettantuno-milioni-di-studenti-hanno-subito-interruzioni-del-percorso-scolastico-a-causa-dei-rischi-climatici-nel-2025","title":"Più di centosettantuno milioni di studenti hanno subito interruzioni del percorso scolastico a causa dei rischi climatici nel 2025","paragraph":"<p>Secondo una nuova analisi pubblicata oggi dall’UNICEF, <strong>nel 2025 più di 171 milioni di studenti in tutto il mondo</strong> – ovvero 1 su 10 – di età compresa tra la scuola dell’infanzia e la scuola secondaria superiore hanno subito <strong>interruzioni del percorso scolastico a causa di rischi climatici. </strong><br><br>In Italia, nel 2025, la principale causa di interruzione dell’istruzione per 1.175.000 studenti sono state le inondazioni.<br><br>Il rapporto “<strong><em>Learning Interrupted: Global Snapshot of Climate-Related School Disruptions in 2025</em></strong>” (“Interruzione dell’apprendimento: panoramica globale delle interruzioni scolastiche legate al clima nel 2025”) analizza i dati provenienti da 106 paesi o territori e rileva che <a href=\"https://www.unicef.it/media/quasi-la-meta-dei-bambini-del-mondo-11-miliardi-e-esposta-ad-almeno-tre-pericoli-climatico-concomitanti-nuovo-rapporto-sui-rischi-climatici-per-infanzia-2026/\"><strong>i rischi climatici,</strong></a> tra cui tempeste, inondazioni, ondate di calore, siccità e incendi boschivi, <strong>hanno portato alla sospensione delle lezioni, al danneggiamento delle scuole,</strong> al passaggio alla didattica a distanza, alla riduzione del tempo di istruzione, alla diminuzione della frequenza scolastica e all’aumento del rischio di abbandono scolastico per milioni di studenti in tutto il mondo.<br><br>“<em>Per milioni di bambini, i rischi climatici non si limitano a interrompere le lezioni, ma distruggono le scuole, costringono le famiglie ad abbandonare le proprie case e allontanano definitivamente dalle aule i bambini più vulnerabili, in particolare le bambine</em>”, ha dichiarato <strong>Catherine Russell, </strong>Direttrice Generale dell’UNICEF.</p>","coverImage":{"alt":"Edvin, 13 anni, osserva la sua aula distrutta dalla tempesta tropicale Jude nel distretto di Fort-Dauphin, nella regione di Anosy. Studente della scuola secondaria di Lanirano, Edvin è tra i tanti bambini colpiti dalla tempesta che, nel marzo 2025, ha investito il Grande Sud del Madagascar, causando vittime, sfollamenti e gravi danni alle infrastrutture scolastiche.","fluid":{"base64":"data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAoHBwgHBgoICAgTFRYVDhgNDRUNGBoNFhEYFxMZGBYTFhUaKCsjGh0oHRUWJDUlKC0vMjIyGSI4PTcwPCsxMi8BCgsLAg0OHBAKHDscFh0vLy8vLy87Ly8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vL//AABEIAA4AGAMBIgACEQEDEQH/xAAZAAABBQAAAAAAAAAAAAAAAAADAAECBAX/xAAcEAACAgIDAAAAAAAAAAAAAAAAAgEFAzESEyH/xAAVAQEBAAAAAAAAAAAAAAAAAAADAv/EABgRAAMBAQAAAAAAAAAAAAAAAAABBRQT/9oADAMBAAIRAxEAPwDRa7x8AiXKdUlSKjFx2Jq1ETyQlYpsPPARDJcKrTIgbVuOY2ME61IvjCP/2Q==","aspectRatio":1.7777777777777777,"src":"https://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=3&fm=jpg","srcSet":"https://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.07&fm=jpg&w=3200 200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.13&fm=jpg&w=3200 400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.25&fm=jpg&w=3200 800w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.38&fm=jpg&w=3200 1200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.5&fm=jpg&w=3200 1600w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.75&fm=jpg&w=3200 2400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1789027916-uni779465-2x.jpg?auto=compress&dpr=1&fm=jpg&w=3200 3200w","sizes":"(max-width: 1920px) 300px"}},"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-12431141-it","slug":"cambiamento-climatico","name":"Cambiamento climatico","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160809-it","slug":"ambiente","name":"Ambiente"}},"publicationDate":"2026-09-10T10:15:30+02:00"},{"slug":"clima-el-nino-minaccia-162-milioni-di-bambini-o-oltre-due-terzi-dell-africa-orientale-e-meridionale","title":"Clima: El Niño minaccia 162 milioni di bambini – o oltre due terzi - dell’Africa Orientale e Meridionale","paragraph":"<p>Secondo l’UNICEF, più di 162 milioni di bambini, oltre<strong> due terzi di tutti i bambini dell’Africa Orientale e Meridionale, vivono in aree esposte all’impatto del fenomeno El Niño del 2026/2027,</strong> che si sta intensificando. La siccità sempre più grave, il caldo estremo e le inondazioni minacciano l’alimentazione, la salute, l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, l’istruzione e la sicurezza dei bambini. Le previsioni indicano un lasso di tempo limitato ma cruciale per intervenire prima che si manifestino le conseguenze più gravi.<br><br>“<em>La minaccia rappresentata da El Niño sta aumentando e i rischi per i bambini sono già chiari</em>”, ha dichiarato <strong>Etleva Kadilli</strong>, Direttrice Regionale UNICEF per l’Africa Orientale e Meridionale. “<em>Nella regione, i bambini stanno affrontando insicurezza alimentare e idrica, servizi sanitari sovraccarichi e interruzioni del percorso scolastico. Inoltre, gravi shock climatici rischiano di spingere i bambini e i sistemi da cui dipendono al limite estremo</em>”.<br><br>Le valutazioni dell’UNICEF evidenziano rischi urgenti e sovrapposti per i bambini in <strong>Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Madagascar, Malawi, Mozambico, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Uganda, Zambia e Zimbabwe.</strong> Ad esempio, in Somalia, secondo lo scenario più grave, le inondazioni potrebbero colpire direttamente fino a 2,5 milioni di persone, causando sfollamenti e compromettendo l’accesso dei bambini al cibo, all’assistenza sanitaria, all’acqua potabile e all’istruzione; in Etiopia, decine di migliaia di bambini rischiano di essere colpiti, in particolare nelle aree già colpiti da grave insicurezza alimentare e vulnerabilità; e nel Sud Sudan, la siccità, il caldo estremo e le inondazioni localizzate minacciano di aggravare l’insicurezza alimentare e la malnutrizione, aumentare i focolai di malattie e aggravare i rischi di carestia e di sfollamenti su larga scala.</p>","coverImage":{"alt":"Mathiei Makuol, 13 anni, raccoglie acqua contaminata dalle inondazioni nel villaggio di Panyagor, nella contea di Twic East, Stato di Jonglei, in Sud Sudan. 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Le inondazioni hanno colpito almeno 70 milioni di studenti, mentre le ondate di calore hanno interrotto le attività scolastiche di circa 50 milioni di bambini.<br><br>\"<em>La mia scuola si trova proprio accanto a un torrente e, quando c’è un’alluvione, l’acqua sale e invade l’edificio\"</em>, ha raccontato <strong>Taudibura Garo</strong>, sedicenne della <strong>Papua Nuova Guinea</strong>, dove si prevede che il fenomeno El Niño aumenti il rischio di eventi meteorologici estremi nei prossimi mesi. \"<em>Di solito l’acqua ci arriva alle ginocchia e allaga i bagni alla turca; a quel punto non è più salutare per noi restare a scuola e perdiamo le lezioni che dovremmo seguire\"</em>.<br><br>Sebbene gli studenti di tutte le fasce di reddito abbiano subito le conseguenze di queste interruzioni, tre quarti degli studenti colpiti vivono in paesi a basso reddito e a reddito medio-basso, dove i sistemi educativi spesso non dispongono delle risorse necessarie per salvaguardare l’apprendimento durante le emergenze legate al clima.</p>","contentAccordion":"","colorTheme":"titolo-nero","marginTop":"default","marginBottom":"default"},{"__typename":"DatoCmsParagraph","id":"DatoCmsParagraph-bsCsqpkDQ9GezsCeAZu1jg-it","model":{"apiKey":"paragraph"},"subtitle":"Dal Pakistan alla Spagna, il clima estremo mette in crisi la scuola","content":"<p>In <strong>Pakistan</strong>, ad esempio – uno dei paesi più colpiti secondo l’analisi –<strong> le gravi inondazioni monsoniche di agosto hanno ritardato il rientro a scuola di oltre 28 milioni di studenti,</strong> rendendolo uno dei più grandi episodi di interruzione dell’istruzione legati al clima registrati nel 2025. In Egitto, invece, una potente tempesta di Khamsin (vento e polvere) ha provocato la sospensione delle lezioni a livello nazionale per un giorno ad aprile, interessando anch’essa oltre 28 milioni di studenti.<br><br>Secondo i dati, 40 paesi hanno subito diverse ondate di interruzioni scolastiche legate al clima nel corso dell’anno. Il Madagascar, ad esempio, ha dovuto affrontare ondate di siccità, cicloni tropicali e inondazioni che hanno colpito 280.000 studenti durante l’anno. In<strong> Spagna, oltre 500.000 studenti della Comunità Valenciana sono stati colpiti dalle tempeste di marzo</strong>, seguite dal ciclone post-tropicale Gabrielle a settembre. Per migliaia di studenti nel resto del Paese, il caldo estremo ha interrotto le lezioni a maggio e giugno, mentre la tempesta Alice ha influito sulla frequenza scolastica a ottobre.<br><br>Le perdite di apprendimento e l’aumento dei tassi di abbandono scolastico possono ridurre la produttività della forza lavoro, rallentare la crescita economica e rendere più difficile per i paesi ridurre la povertà. Il rapporto rileva che l’inazione potrebbe comportare una perdita potenziale di almeno 200 miliardi di dollari USA in guadagni nel corso della vita per gli studenti che nel 2025 hanno subito interruzioni scolastiche legate al clima.</p>","contentAccordion":"","colorTheme":"titolo-nero","marginTop":"default","marginBottom":"default"},{"__typename":"DatoCmsParagraph","id":"DatoCmsParagraph-K7O_vreTS42fuc0DacKHEw-it","model":{"apiKey":"paragraph"},"subtitle":"Scuole resilienti per proteggere il futuro dei bambini","content":"<p><strong>Le ragazze corrono un rischio maggiore di abbandonare la scuola</strong> quando i pericoli climatici causano interruzioni o chiusure scolastiche. I danni alle scuole e alle strutture igienico-sanitarie, gli sfollamenti e la perdita di reddito familiare possono far ricadere sulle ragazze ulteriori responsabilità relative alla cura della famiglia e alla raccolta dell’acqua. Queste pressioni possono anche aumentare il rischio di matrimoni precoci, rendendo più difficile per le ragazze tornare in classe quando le scuole riapriranno.<br><br>Allo stesso tempo, il rapporto mette in evidenza soluzioni concrete che stanno già contribuendo a proteggere l’apprendimento dai rischi climatici, tra cui l’integrazione della resilienza climatica nella pianificazione nazionale dell’istruzione, il rafforzamento delle infrastrutture scolastiche, la garanzia della continuità didattica durante e dopo le interruzioni e l’inserimento dell’educazione al clima nei programmi scolastici per dotare bambini e giovani delle competenze necessarie per adattarsi a un mondo in cambiamento. Basandosi su questi approcci collaudati, l’UNICEF invita i Governi e i partner a intensificare gli sforzi e a proteggere l’istruzione dagli impatti più gravi dei rischi climatici attraverso:</p>\n<ul>\n<li><strong>Rafforzare la resilienza climatica dei sistemi educativi</strong> per garantire la continuità dell’apprendimento durante le emergenze.</li>\n<li><strong>Aumentare i finanziamenti nazionali e internazionali</strong> a favore della resilienza dell’istruzione.</li>\n<li>Investire in infrastrutture educative resilienti al clima per proteggere studenti e docenti.</li>\n<li><strong>Fornire a bambini e giovani le conoscenze e le competenze necessarie </strong>per sviluppare la resilienza e promuovere l’azione per il clima.</li>\n<li><strong>Rafforzare i sistemi di dati sul clima e sull’istruzione</strong> per anticipare, affrontare e superare meglio le interruzioni.</li>\n</ul>\n<p><br>\"<em>I rischi climatici minacciano la vita e il futuro dei bambini\"</em>, ha dichiarato <strong>Russell.</strong> \"<em>Per proteggere l’istruzione dei bambini di oggi e delle generazioni future, dobbiamo investire in scuole e sistemi educativi progettati per resistere agli shock climatici\".</em></p>","contentAccordion":"","colorTheme":"titolo-nero","marginTop":"default","marginBottom":"default"}],"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-12431141-it","name":"Cambiamento climatico","slug":"cambiamento-climatico","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160809-it","name":"Ambiente","slug":"ambiente"}},"format":{"name":"Comunicati stampa","slug":"comunicati-stampa","id":"DatoCmsFormatNews-5156417-it"},"model":{"apiKey":"news","name":"News"},"coverImage":{"alt":"Edvin, 13 anni, osserva la sua aula distrutta dalla tempesta tropicale Jude nel distretto di Fort-Dauphin, nella regione di Anosy. 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