{"componentChunkName":"component---src-templates-single-post-template-js","path":"/media/unicef-e-cnel-bambini-in-carcere-con-le-madri-verso-un-sistema-di-tutela-integrato/","result":{"data":{"allDatoCmsNews":{"nodes":[{"slug":"unicef-e-cnel-bambini-in-carcere-con-le-madri-verso-un-sistema-di-tutela-integrato","title":"UNICEF e CNEL: bambini in carcere con le madri, verso un sistema di tutela integrato","paragraph":"<p>Si &egrave; svolta oggi presso il <strong>Consiglio Nazionale dell&rsquo;Economia e del Lavoro</strong>, a Villa Lubin, una giornata di lavoro promossa dall&rsquo;UNICEF Italia e dal CNEL dedicata alla <strong>condizione delle bambine e dei bambini che vivono in carcere con le loro madri</strong>, uno dei temi pi&ugrave; sensibili nell&rsquo;ambito della tutela dei diritti dell&rsquo;infanzia.<br>Secondo gli ultimi dati del Dipartimento dell&rsquo;amministrazione penitenziaria (aprile 2026), sono 20 le madri detenute con 24 bambini al seguito negli istituti penitenziari italiani.<br><br>L&rsquo;evento precede la <strong>Giornata internazionale della famiglia</strong>, che si celebra il 15 maggio 2026, e ha l&rsquo;intento di <strong>porre l&rsquo;attenzione sull&rsquo;importanza delle relazioni familiari e sulla protezione dei diritti dei bambini e delle bambine</strong> che si trovano in condizioni di particolare fragilit&agrave;.<br><br>&ldquo;<em>Trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e inclusione. &Egrave; questa la chiave di volta</em> &ndash; ha affermato il presidente del CNEL <strong>Renato Brunetta </strong>&ndash; <em>per dare reale attuazione all&rsquo;articolo 27 della Costituzione, che assegna alla pena una funzione rieducativa e impone il rispetto della dignit&agrave; della persona. Un&rsquo;indicazione chiara, una rotta da seguire, su cui abbiamo incardinato il programma &lsquo;Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere&rsquo;, realizzato dal CNEL in collaborazione con il Ministero della Giustizia. Il bilanciamento tra sicurezza e inclusione &egrave; tanto pi&ugrave; importante laddove si voglia affrontare uno degli ambiti pi&ugrave; complessi e delicati del sistema carcerario, quello dei bambini che vivono in carcere con le loro madri. Bambini a cui occorre garantire i diritti dell&rsquo;infanzia, condizioni di crescita adeguate, uno sviluppo psicologico quanto pi&ugrave; possibile armonioso e sereno. &Egrave; allora fondamentale la capacit&agrave; di attivare percorsi mirati di inclusione e reinserimento socio-lavorativo per le madri. In quest&rsquo;ottica, vi sono alcune buone pratiche di attuazione sperimentale delle case famiglia protette, fondate su modelli di collaborazione interistituzionale e sul contributo di soggetti privati e del Terzo Settore. Il nostro obiettivo &egrave; far s&igrave; che questi casi esemplari siano valorizzati e messi a sistema</em>&rdquo;.<br><br>&ldquo;<em>I bambini in carcere non hanno commesso alcun reato, ma ne subiscono le conseguenze ogni giorno. Il principio dell&rsquo;interesse superiore del minorenne &ndash; sancito dalla Convenzione ONU e riconosciuto dall&rsquo;ordinamento italiano &ndash; impone obblighi precisi allo Stato. Come UNICEF Italia ribadiamo la necessit&agrave; di un approccio integrato di tutela, che coinvolga giustizia, welfare, sanit&agrave; e terzo settore, e che privilegi misure alternative alla detenzione, ponendo al centro il benessere e lo sviluppo di bambine e bambini, senza alcuna discriminazione. Non &egrave; pi&ugrave; accettabile che esistano soltanto due Case-famiglia protette in tutto il Paese</em>&rdquo;, ha dichiarato<strong> Nicola Graziano</strong>, Presidente dell&rsquo;UNICEF Italia. &ldquo;<em>Occorre eliminare il vincolo finanziario previsto dalla legge n. 62 del 2011 e prevedere un finanziamento strutturale stabile per la realizzazione e il funzionamento delle Case-famiglia protette. &Egrave; una scelta politica che non pu&ograve; pi&ugrave; essere rinviata. Il grado di civilt&agrave; giuridica di un ordinamento si misura anche dal coraggio di applicare fino in fondo le proprie leggi e i propri principi</em>&rdquo;.</p>","coverImage":{"alt":"Nella foto da sinistra il consigliere Emilio Minunzio, coordinatore del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale, istituito presso il CNEL, il Presidente del CNEL Renato Brunetta, il Presidente UNICEF Italia Nicola Graziano e la Deputata Simonetta Matone","fluid":{"base64":"data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAoHBwgHBgoIFAgLFAoLFQ8QDg0NDh0OFg4YFxYZGBYfIhUdHysjGh0oHRUWJDUlKC0vMjIyGSI4PTcwPCsxMi8BCgsLDg0OHAoRHDscFigvLy8vLy87Oy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vL//AABEIAA4AGAMBIgACEQEDEQH/xAAYAAACAwAAAAAAAAAAAAAAAAAABgIEBf/EABwQAAEFAQEBAAAAAAAAAAAAAAEAAgMEEhEiBf/EABUBAQEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAME/8QAGREAAgMBAAAAAAAAAAAAAAAAAAIBBBQT/9oADAMBAAIRAxEAPwBnkNV1rugoywVZ5R6CXnF4eTsqsy5M2wfRU82Fgbgxs36NbfNBCWbv0ZzY5ooR6lFiux//2Q==","aspectRatio":1.7746478873239437,"src":"https://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=3&fm=jpg","srcSet":"https://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.09&fm=jpg&w=2268 200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.18&fm=jpg&w=2268 400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.36&fm=jpg&w=2268 800w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.53&fm=jpg&w=2268 1200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.71&fm=jpg&w=2268 1600w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=1&fm=jpg&w=2268 2268w","sizes":"(max-width: 1920px) 300px"}},"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-73044785-it","slug":"protezione-dell-infanzia","name":"Protezione dell'Infanzia","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160810-it","slug":"protezione-dell-infanzia","name":"Protezione dell’Infanzia"}},"publicationDate":"2026-05-14T14:38:46+02:00"},{"slug":"dichiarazione-dell-unicef-sulle-immagini-sessualizzate-di-bambini-generate-dall-intelligenza-artificiale","title":"Dichiarazione dell’UNICEF sulle immagini sessualizzate di bambini generate dall'Intelligenza Artificiale","paragraph":"<p>L'UNICEF &egrave; sempre pi&ugrave; allarmato dalle <strong>segnalazioni di un rapido aumento del volume di immagini sessualizzate generate dall'Intelligenza Artificiale </strong>che circolano, compresi casi in cui fotografie di bambini sono state manipolate e sessualizzate.<br /><br />I<strong> deepfake</strong> &ndash; immagini, video o audio generati o manipolati con l'Intelligenza Artificiale (IA) in modo da sembrare reali &ndash; vengono sempre pi&ugrave; utilizzati per produrre contenuti sessualizzati che coinvolgono bambini, anche attraverso la &ldquo;nudificazione&rdquo;, dove gli strumenti di IA vengono utilizzati per spogliare o alterare gli abiti nelle foto per creare immagini falsificate di nudo o sessualizzate.<br /><br />Nuove evidenze confermano la portata di questa minaccia in rapida crescita: in uno studio condotto da <strong>UNICEF</strong>, <strong>ECPAT</strong> e <strong>INTERPOL</strong>* in 11 paesi, almeno 1,2 milioni di bambini hanno rivelato che le loro immagini sono state manipolate in deepfake sessualmente espliciti nell'ultimo anno. In alcuni paesi, ci&ograve; rappresenta 1 bambino su 25, l'equivalente di un bambino in una classe tipica.<br /><br /><span>I bambini stessi sono profondamente consapevoli di questo rischio. In alcuni dei paesi oggetto dello studio, fino a due terzi dei bambini hanno dichiarato di temere che l'intelligenza artificiale possa essere utilizzata per creare false immagini o video a sfondo sessuale. I livelli di preoccupazione variano notevolmente da un paese all'altro, sottolineando l'urgente necessit&agrave; di misure pi&ugrave; incisive di sensibilizzazione, prevenzione e protezione.<br /><br />Dobbiamo essere chiari. <strong>Le immagini sessualizzate di bambini generate o manipolate utilizzando strumenti di IA sono materiale che costituisce abuso sessuale su minorenni (CSAM)</strong>. L'abuso tramite deepfake &egrave; un abuso, e non c'&egrave; nulla di falso nel danno che provoca.</span></p>","coverImage":null,"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-73044785-it","slug":"protezione-dell-infanzia","name":"Protezione dell'Infanzia","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160810-it","slug":"protezione-dell-infanzia","name":"Protezione dell’Infanzia"}},"publicationDate":"2026-02-04T16:29:34+01:00"},{"slug":"rep-dem-congo-la-violenza-sessuale-contro-i-bambini-e-radicata-e-in-aumento","title":"Rep. Dem. Congo: la violenza sessuale contro i bambini è “radicata” e in aumento nel paese. Esce oggi un nuovo rapporto","paragraph":"<p>Secondo <a href=\"https://www.unicef.org/media/177741/file\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un nuovo rapporto dell'UNICEF</a> pubblicato oggi, la violenza sessuale contro i bambini &egrave; endemica, sistemica e in aumento in tutta la Repubblica Democratica del Congo (RDC). Sebbene<strong> il conflitto</strong> rimanga <strong>una delle cause principali</strong>, il rapporto mostra che i casi documentati nelle comunit&agrave; di tutte le province sono in forte aumento dal 2022.<br /><br />Come indicato nel rapporto, i dati a livello nazionale raccolti dai fornitori di servizi di protezione e assistenza alle vittime di violenza di genere indicano che <strong>nei primi nove mesi del 2025</strong> sono stati registrati oltre<strong> 35.000 casi di violenza sessuale contro i bambini</strong>, evidenziando una crisi che continua a peggiorare. Nel 2024 sono stati registrati quasi 45.000 casi contro bambini, pari a quasi il 40% di tutti i casi di violenza sessuale segnalati, tre volte di pi&ugrave; rispetto al 2022.<br /><br />Queste cifre indicano un fenomeno persistente e diffuso, con un numero reale di vittime probabilmente molto pi&ugrave; elevato a causa della <strong>mancata segnalazione</strong>, poich&eacute; la paura, lo stigma, l'insicurezza e l'accesso limitato ai servizi impediscono a molti sopravvissuti di denunciare o cercare aiuto. <br /><br /><em>&ldquo;Gli operatori sociali descrivono madri che camminano per ore per raggiungere le cliniche con le figlie che non riescono pi&ugrave; a camminare dopo aver subito violenza. Le famiglie dicono che la paura dello stigma e delle ritorsioni spesso impedisce loro di denunciare gli abusi&rdquo;</em>, ha dichiarato<strong> Catherine Russell</strong>, Direttrice Generale dell&rsquo;UNICEF. <em>&ldquo;Storie come queste si ripetono in tutte le province, mettendo in luce una crisi radicata causata dall&rsquo;insicurezza, dalla disuguaglianza e dalla debolezza dei sistemi di supporto&rdquo;.</em></p>\n<p>La maggior parte dei casi si concentra nel <strong>Nord Kivu, nel Sud Kivu e nell'Ituri</strong>, dove i conflitti, gli sfollamenti e l'indebolimento dei sistemi di protezione determinano un rischio estremo. Tuttavia, un numero significativo di casi &egrave; stato documentato anche a<strong> Kinshasa e nel Kasai</strong>, dove la povert&agrave;, l'insicurezza alimentare e l'abbandono scolastico aumentano la vulnerabilit&agrave; delle ragazze allo sfruttamento e ai matrimoni precoci.</p>","coverImage":{"alt":"Mavele*, 17 anni, cammina con il suo bambino in un villaggio nel territorio di Djugu, provincia di Ituri, Repubblica Democratica del Congo, il 26 novembre 2025.  Mavele vendeva patate cotte dopo la scuola per guadagnare un piccolo reddito.  \"Quella sera ero sola. Un gruppo di uomini mi ha chiesto di seguirli per raccogliere i soldi delle patate che avevano mangiato. Mi hanno portata in un luogo nascosto e mi hanno violentata. Sono rimasta incinta e ora ho un bambino.\"  Dopo aver cercato supporto da maman Annie, un'assistente sociale di comunità, Mavele è stata indirizzata allo spazio Child-Friendly supportato dall'UNICEF, dove ha partecipato a un gruppo di supporto con altre vittime di violenza sessuale.","fluid":{"base64":"data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAoHBwgHBgoICBMNDg8TDhUNDQsZGhUNFhEYFxwZGBYVIiEaHysjHR0oHRUiJDUlKC0vMjIyGSI4PTcwPCsxMi8BCgsLDg0OHBAKFS8cFhw7Ly8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vL//AABEIABAAGAMBIgACEQEDEQH/xAAYAAACAwAAAAAAAAAAAAAAAAADBgAEBf/EAB0QAAEEAgMAAAAAAAAAAAAAAAEAAgMEERMFISP/xAAVAQEBAAAAAAAAAAAAAAAAAAADAP/EABgRAAMBAQAAAAAAAAAAAAAAAAABEQMC/9oADAMBAAIRAxEAPwBdo8h6YR3W8WgVRgr65kUlu9BinCZvVuYbG4AqJfneGP6UQ9N0j//Z","aspectRatio":1.5,"src":"https://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=3&fm=jpg","srcSet":"https://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=0.07&fm=jpg&w=3240 200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=0.13&fm=jpg&w=3240 400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=0.25&fm=jpg&w=3240 800w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=0.38&fm=jpg&w=3240 1200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=0.5&fm=jpg&w=3240 1600w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=0.75&fm=jpg&w=3240 2400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1767083894-uni920408.jpg?auto=compress&dpr=1&fm=jpg&w=3240 3240w","sizes":"(max-width: 1920px) 300px"}},"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-73044785-it","slug":"protezione-dell-infanzia","name":"Protezione dell'Infanzia","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160810-it","slug":"protezione-dell-infanzia","name":"Protezione dell’Infanzia"}},"publicationDate":"2025-12-30T09:56:48+01:00"}]},"datoCmsNewsArchive":{"slug":"media"},"datoCmsNews":{"id":"DatoCmsNews-F0cEYvyIRA-ES7gEMpTrcw-it","slug":"unicef-e-cnel-bambini-in-carcere-con-le-madri-verso-un-sistema-di-tutela-integrato","title":"UNICEF e CNEL: bambini in carcere con le madri, verso un sistema di tutela integrato","paragraph":"<p>Si &egrave; svolta oggi presso il <strong>Consiglio Nazionale dell&rsquo;Economia e del Lavoro</strong>, a Villa Lubin, una giornata di lavoro promossa dall&rsquo;UNICEF Italia e dal CNEL dedicata alla <strong>condizione delle bambine e dei bambini che vivono in carcere con le loro madri</strong>, uno dei temi pi&ugrave; sensibili nell&rsquo;ambito della tutela dei diritti dell&rsquo;infanzia.<br>Secondo gli ultimi dati del Dipartimento dell&rsquo;amministrazione penitenziaria (aprile 2026), sono 20 le madri detenute con 24 bambini al seguito negli istituti penitenziari italiani.<br><br>L&rsquo;evento precede la <strong>Giornata internazionale della famiglia</strong>, che si celebra il 15 maggio 2026, e ha l&rsquo;intento di <strong>porre l&rsquo;attenzione sull&rsquo;importanza delle relazioni familiari e sulla protezione dei diritti dei bambini e delle bambine</strong> che si trovano in condizioni di particolare fragilit&agrave;.<br><br>&ldquo;<em>Trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e inclusione. &Egrave; questa la chiave di volta</em> &ndash; ha affermato il presidente del CNEL <strong>Renato Brunetta </strong>&ndash; <em>per dare reale attuazione all&rsquo;articolo 27 della Costituzione, che assegna alla pena una funzione rieducativa e impone il rispetto della dignit&agrave; della persona. 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In quest&rsquo;ottica, vi sono alcune buone pratiche di attuazione sperimentale delle case famiglia protette, fondate su modelli di collaborazione interistituzionale e sul contributo di soggetti privati e del Terzo Settore. Il nostro obiettivo &egrave; far s&igrave; che questi casi esemplari siano valorizzati e messi a sistema</em>&rdquo;.<br><br>&ldquo;<em>I bambini in carcere non hanno commesso alcun reato, ma ne subiscono le conseguenze ogni giorno. Il principio dell&rsquo;interesse superiore del minorenne &ndash; sancito dalla Convenzione ONU e riconosciuto dall&rsquo;ordinamento italiano &ndash; impone obblighi precisi allo Stato. Come UNICEF Italia ribadiamo la necessit&agrave; di un approccio integrato di tutela, che coinvolga giustizia, welfare, sanit&agrave; e terzo settore, e che privilegi misure alternative alla detenzione, ponendo al centro il benessere e lo sviluppo di bambine e bambini, senza alcuna discriminazione. 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Brunetta</strong> e del Presidente di UNICEF Italia <strong>Nicola Graziano</strong>, i lavori si sono articolati in tre sessioni tematiche:</p>\n<ul>\n<li><strong>l&rsquo;attuale quadro normativo e la tutela superiore del minorenne</strong>, con interventi di magistrati ed esperti del diritto minorile;</li>\n<li><strong>crescere in carcere</strong>: l&rsquo;impatto sullo sviluppo psicofisico dei bambini e delle bambine, con contributi di medici, psicologi e pedagogisti;</li>\n<li><strong>oltre il carcere</strong>: esperienze alternative alla detenzione, che presenter&agrave; le esperienze delle Case-famiglia protette attive a Roma e Milano e le prospettive di estensione sul territorio nazionale.</li>\n</ul>\n<p><br>La giornata &egrave; stata moderata dalla consigliera CNEL <strong>Enrica Morlicchio</strong> e si &egrave; conclusa con gli interventi del consigliere <strong>Emilio Minunzio</strong>, coordinatore del Segretariato permanente per l&rsquo;inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libert&agrave; personale, istituito presso il CNEL, e di<strong> Laura Baldassarre</strong>, responsabile Advocacy istituzionale UNICEF Italia.<br><br>L&rsquo;iniziativa, organizzata nell&rsquo;ambito del Protocollo d&rsquo;intesa CNEL&ndash;UNICEF Italia siglato nel dicembre 2023, &egrave; stata un&rsquo;occasione di confronto tra istituzioni, magistratura, mondo accademico e societ&agrave; civile per delineare un sistema di tutela integrato, capace di garantire ai minorenni coinvolti il pieno rispetto del loro diritto a crescere in un ambiente adeguato e sicuro.<br><br>L&rsquo;UNICEF Italia sul tema sta realizzando un cortometraggio patrocinato dal Ministero della Giustizia con richiesta di finanziamento alla Regione Campania, che sar&agrave; lanciato nei prossimi mesi.<br><br>Il Segretariato permanente per l&rsquo;inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libert&agrave; personale, costituito al CNEL, ha il fine di promuovere la cooperazione interistituzionale e concorrere, attraverso il coinvolgimento sistematico delle parti sociali, delle forze economiche e delle organizzazioni del Terzo settore, alla realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo e l&rsquo;inclusione delle persone sottoposte a provvedimenti dell&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria limitativi o privativi della libert&agrave; personale. L&rsquo;attivit&agrave; del Segretariato, in particolar modo, si svolge nel quadro del programma &ldquo;<strong><em>Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere</em></strong>&rdquo;, promosso e realizzato dal CNEL d&rsquo;intesa con il Ministero della Giustizia.</p>","contentAccordion":"","colorTheme":"titolo-nero","marginTop":"default","marginBottom":"default"}],"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-73044785-it","name":"Protezione dell'Infanzia","slug":"protezione-dell-infanzia","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160810-it","name":"Protezione dell’Infanzia","slug":"protezione-dell-infanzia"}},"format":{"name":"Comunicati stampa","slug":"comunicati-stampa","id":"DatoCmsFormatNews-5156417-it"},"model":{"apiKey":"news","name":"News"},"coverImage":{"alt":"Nella foto da sinistra il consigliere Emilio Minunzio, coordinatore del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale, istituito presso il CNEL, il Presidente del CNEL Renato Brunetta, il Presidente UNICEF Italia Nicola Graziano e la Deputata Simonetta Matone","fluid":{"base64":"data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAoHBwgHBgoIFAgLFAoLFQ8QDg0NDh0OFg4YFxYZGBYfIhUdHysjGh0oHRUWJDUlKC0vMjIyGSI4PTcwPCsxMi8BCgsLDg0OHAoRHDscFigvLy8vLy87Oy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vL//AABEIAA4AGAMBIgACEQEDEQH/xAAYAAACAwAAAAAAAAAAAAAAAAAABgIEBf/EABwQAAEFAQEBAAAAAAAAAAAAAAEAAgMEEhEiBf/EABUBAQEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAME/8QAGREAAgMBAAAAAAAAAAAAAAAAAAIBBBQT/9oADAMBAAIRAxEAPwBnkNV1rugoywVZ5R6CXnF4eTsqsy5M2wfRU82Fgbgxs36NbfNBCWbv0ZzY5ooR6lFiux//2Q==","aspectRatio":1.7746478873239437,"src":"https://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=3&fm=jpg","srcSet":"https://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.09&fm=jpg&w=2268 200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.18&fm=jpg&w=2268 400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.36&fm=jpg&w=2268 800w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.53&fm=jpg&w=2268 1200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=0.71&fm=jpg&w=2268 1600w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1778762833-unicef-cnel-foto-1-2x-2x.jpg?auto=compress&dpr=1&fm=jpg&w=2268 2268w","sizes":"(max-width: 1920px) 100vw, 100vw"}},"coverImageMobile":null,"documents":[],"newsRelated":[],"widgetCard":{"id":"DatoCmsWidgetCard-12919869-it","title":"ISCRIVITI","description":"Se sei un giornalista","colorTheme":"azzurro","email":"","phone":"","iconImageModularContent":[{"__typename":"DatoCmsIcon","id":"DatoCmsIcon-12919868-it","iconType":"email"}],"buttonModularContent":[{"labelButton":{"value":"Compila il form"},"url":"https://unicef.it/form-media-giornalisti"}]}}},"pageContext":{"slug":"unicef-e-cnel-bambini-in-carcere-con-le-madri-verso-un-sistema-di-tutela-integrato","topicSlug":"protezione-dell-infanzia","id":"DatoCmsNews-F0cEYvyIRA-ES7gEMpTrcw-it","pathname":"/media/unicef-e-cnel-bambini-in-carcere-con-le-madri-verso-un-sistema-di-tutela-integrato","canonical":"https://www.unicef.it/media/unicef-e-cnel-bambini-in-carcere-con-le-madri-verso-un-sistema-di-tutela-integrato/"}},"staticQueryHashes":["2289165570","3301097801","3711801676"]}