{"componentChunkName":"component---src-templates-single-post-template-js","path":"/media/unicefunesco-in-afghanistan-oltre-la-meta-dei-bambini-in-eta-scolare-primaria-rimane-escluso-dall-istruzione-formale/","result":{"data":{"allDatoCmsNews":{"nodes":[{"slug":"unicefunesco-in-afghanistan-oltre-la-meta-dei-bambini-in-eta-scolare-primaria-rimane-escluso-dall-istruzione-formale","title":"UNICEF/UNESCO: in Afghanistan oltre la metà dei bambini in età scolare primaria rimane escluso dall’istruzione generale formale.","paragraph":"<p>Secondo un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente dall’UNESCO e dall’UNICEF, il 53% dei bambini in età scolare primaria in <a href=\"https://www.unicef.it/emergenze/afghanistan//\"><strong>Afghanistan</strong></a> rimane escluso dall’istruzione generale formale, nonostante la domanda di istruzione rimanga elevata.<br><br><a href=\"https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000399847\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Il Rapporto sulla situazione dell’istruzione in Afghanistan 2026 </strong></a>mette in luce la persistente esclusione delle ragazze adolescenti dall<strong>’istruzione secondaria, con oltre 2,6 milioni di ragazze a cui viene negato l’accesso a questo diritto</strong> umano dal 2021. I programmi educativi su base comunitaria, di alfabetizzazione e di sviluppo delle competenze, l’apprendimento a distanza e digitale, nonché le lezioni private, rimangono i pochi percorsi formativi a disposizione delle ragazze adolescenti e sono ben lungi dall’essere sufficienti. A ottobre 2026 erano attive circa 5.300 classi gestite dalla comunità, che servivano circa 162.000 studenti, di cui il 64% ragazze. Tuttavia, nulla può sostituire la scuola in presenza né il loro diritto umano fondamentale all’istruzione formale.<br><br>Il Rapporto documenta inoltre che la popolazione in età scolare è cresciuta da circa 10,4 milioni nel 2019 a 11,5 milioni nel 2024, esercitando una pressione crescente su scuole, insegnanti e servizi educativi già sovraccarichi. La continua esclusione delle ragazze e delle donne dall’istruzione, le emergenze ricorrenti, gli investimenti insufficienti e i ritorni su larga scala stanno ulteriormente ampliando il divario tra la domanda e la capacità del sistema di rispondere.</p>","coverImage":{"alt":"Copilot said:  Suraya, 18 anni, scrive a casa. 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I casi di malnutrizione acuta grave con complicazioni mediche sono aumentati di un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – da 6.000 nel luglio 2025 a 8.000 entro luglio 2026.<br><br>In alcune zone dell’Afghanistan meridionale, alcuni ospedali stanno ora accogliendo tre o quattro bambini gravemente malnutriti per ogni letto disponibile.<br><br><strong>Dietro questi numeri ci sono bambini molto piccoli e le loro famiglie</strong>. [...] Oggi voglio anche richiamare l’attenzione su ciò che accade prima che un bambino raggiunga un letto d’ospedale.<br>Il mese scorso, l’UNICEF ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato “Troppo poco, troppo tardi: la crisi alimentare che colpisce i bambini piccoli in Afghanistan”. Per la prima volta su questa scala in Afghanistan, l’UNICEF ha analizzato la malnutrizione infantile insieme a ciò che i bambini mangiano effettivamente nelle loro case in tutte le 34 province.<br><br>E i risultati sono profondamente preoccupanti. Le famiglie iniziano a ridurre il consumo di alimenti nutrienti. I bambini mangiano meno varietà di cibi. I pasti diventano più scarsi e sono saltati. E, alla fine, alcuni bambini soffrono la fame.&nbsp;<br><br>La metà dei bambini afghani vive in condizioni di grave povertà alimentare. Ciò significa che consumano alimenti appartenenti a soli due o meno gruppi alimentari al giorno.<br><br>Quando i bambini raggiungono i sei mesi di età e dovrebbero iniziare a ricevere alimenti complementari nutrienti insieme al latte materno, ma la realtà per molte famiglie è ben diversa. I primi alimenti di un bambino possono consistere in poco più che pane con tè o yogurt annacquato. Per un bambino in fase di crescita, questo semplicemente non basta.<br><br>La nostra analisi mostra che i bambini che vivono in famiglie in condizioni di grave insicurezza alimentare possono essere fino a sei volte più esposti al rischio di soffrire di malnutrizione durante i periodi di picco della malnutrizione. La malnutrizione acuta è una delle forme più pericolose di malnutrizione. In parole semplici, significa che un bambino diventa pericolosamente magro rispetto alla sua altezza, spesso perché non riceve cibo nutriente a sufficienza, perché è malato o per una combinazione di entrambi i fattori.<br><br>Senza cure tempestive, la situazione può diventare mortale. La malnutrizione in Afghanistan non è semplicemente una questione di mancanza di cibo. Un bambino già malnutrito che poi sviluppa una grave diarrea o un’infezione respiratoria può peggiorare molto rapidamente. E un bambino che si ammala ripetutamente è, a sua volta, molto più esposto al rischio di malnutrizione.<br><br>Quest’anno, questi problemi di lunga data sono aggravati da diverse pressioni aggiuntive. L’Afghanistan ha subito anni consecutivi di siccità, seguiti da piogge torrenziali distruttive e inondazioni improvvise. E con il super El Niño di quest’anno, si prevede che questi shock legati al clima si intensifichino.<br><br>Allo stesso tempo, l’instabilità regionale sta compromettendo il commercio transfrontaliero e i mezzi di sussistenza. Sei milioni di persone, di cui più della metà sono bambini, che sono tornate in Afghanistan dal 2023 stanno esercitando un’ulteriore pressione sui posti di lavoro e sulle risorse delle famiglie, nonché sui servizi sanitari e nutrizionali essenziali, già al limite delle loro capacità. A Nangahar ho incontrato queste famiglie di rimpatriati i cui bambini erano in cura per malnutrizione presso l’ospedale regionale. Tutto questo sta accadendo in un Paese in cui le famiglie hanno scarse opportunità di guadagnarsi da vivere.<br><br>Nel sud dell’Afghanistan, alcuni ospedali stanno attualmente accogliendo tre o quattro bambini gravemente malnutriti per ogni letto disponibile. E anche quando riusciamo a curare un bambino, la storia potrebbe non finire qui. Le cure salvano vite. Ma le cure da sole non bastano.<br><br>Quando i bambini sopravvissuti vengono rimandati in famiglie che non possono ancora permettersi cibo nutriente, che non dispongono di acqua potabile o che non hanno accesso ai servizi sanitari di base, si verificano spesso ricadute.<br><br><strong>Ecco perché i nuovi dati dell’UNICEF sono importanti</strong>. Ci offrono l’opportunità di individuare i segnali di allarme in anticipo e di intervenire prima che un bambino raggiunga lo stadio di malnutrizione grave. Dobbiamo garantire un’alimentazione adeguata alle donne durante la gravidanza. Dobbiamo sostenere l’allattamento al seno. E quando un bambino raggiunge i sei mesi, dobbiamo aiutare le famiglie a fornirgli gli alimenti vari e nutrienti di cui ha bisogno per crescere. Abbiamo inoltre bisogno che i servizi sanitari, l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari, i servizi di vaccinazione e la protezione sociale operino in sinergia a sostegno delle stesse famiglie vulnerabili.<br>L’UNICEF e i nostri partner stanno lavorando proprio in questa direzione, anche attraverso la nostra Iniziativa ‘First Foods’, con particolare attenzione ai bambini di età compresa tra i 6 e i 23 mesi. Ma qui ci troviamo di fronte a una pericolosa contraddizione.<br><br>Proprio nel momento in cui i bisogni aumentano, <strong>i servizi a disposizione dei bambini vengono ridotti a causa dei tagli ai finanziamenti</strong>. Quest’anno, rispetto al 2025, hanno chiuso più di 100 centri che curavano bambini colpiti da malnutrizione grave a causa della carenza di risorse. Anche centinaia di altri centri che fornivano sostegno nutrizionale ai bambini e alle donne incinte e in allattamento malnutrite hanno perso i finanziamenti. E oggi, la risposta del settore nutrizionale in Afghanistan deve far fronte a un deficit di finanziamento del 57%.<br><br>Per l’UNICEF, la situazione è ancora più grave. Il nostro programma nutrizionale in Afghanistan richiede circa 180 milioni di dollari quest’anno. Finora, è stato finanziato solo al 22%. E questo mentre il numero di bambini che hanno bisogno del nostro aiuto è in aumento.<br><br>Quindi, il messaggio che voglio lasciarvi oggi è semplice: possiamo vedere questa crisi arrivare. La vediamo in ciò che mangiano i bambini. La vediamo nel numero crescente di bambini molto piccoli che soffrono di malnutrizione. La vediamo nei reparti ospedalieri sovraffollati, dove ci sono tre o quattro bambini malati per ogni letto disponibile [..].&nbsp;<br>Vedere arrivare una crisi significa anche che abbiamo l’opportunità di impedire che peggiori ulteriormente. Non dovremmo aspettare che un bambino sia pericolosamente magro e giaccia in un letto d’ospedale prima di intervenire. Per questo, l’UNICEF e i nostri partner hanno urgente bisogno di finanziamenti significativamente più flessibili e sostenibili.<br><br>Perché quando si tratta di malnutrizione, agire tempestivamente non solo salva vite umane, ma è anche di gran lunga più conveniente dal punto di vista economico rispetto all’attendere che un bambino sia gravemente malnutrito e necessiti di cure salvavita.<br><br>Sappiamo cosa sta accadendo. Sappiamo quali bambini sono maggiormente a rischio. E sappiamo come impedire che questa crisi peggiori ulteriormente. Ma dobbiamo agire subito.”<br><br><em>Dichiarazione del dott. <strong>Tajudeen Oyewale</strong> rappresentante dell’UNICEF in Afghanistan durante la conferenza stampa odierna al Palais des Nations di Ginevra.</em></p>","coverImage":{"alt":"Il 23 agosto 2026, Tajudeen OYEWALE, rappresentante UNICEF in Afghanistan parla con gli operatori sanitari dell'assistenza ai neonati e dell'erogazione dei servizi essenziali presso l'ospedale della provincia di Nangarhar.","fluid":{"base64":"data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAoHBwgHBgoICAgLDQ8ODxgQDg0NGBENDg0NFx8ZGCIVFhUaHysjGh0oHSEWJDUlKC0vMjIyGSI4PTcwPCsxMi8BCgsLDg0KFQ4NEC8cFhwvLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vL//AABEIABAAGAMBIgACEQEDEQH/xAAYAAACAwAAAAAAAAAAAAAAAAAAAwIEBf/EAB0QAAICAQUAAAAAAAAAAAAAAAECABEDBAUSITH/xAAWAQADAAAAAAAAAAAAAAAAAAABAgP/xAAVEQEBAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAv/aAAwDAQACEQMRAD8AUmRSPY3miqO5lozFwLj89oFNxIkEN3zBMNwlDfNQq6QXCUB//9k=","aspectRatio":1.5003663003663004,"src":"https://www.datocms-assets.com/30196/1787655773-un0913191.jpg?auto=compress&dpr=3&fm=jpg","srcSet":"https://www.datocms-assets.com/30196/1787655773-un0913191.jpg?auto=compress&dpr=0.1&fm=jpg&w=2048 200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1787655773-un0913191.jpg?auto=compress&dpr=0.2&fm=jpg&w=2048 400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1787655773-un0913191.jpg?auto=compress&dpr=0.4&fm=jpg&w=2048 800w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1787655773-un0913191.jpg?auto=compress&dpr=0.59&fm=jpg&w=2048 1200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1787655773-un0913191.jpg?auto=compress&dpr=0.79&fm=jpg&w=2048 1600w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1787655773-un0913191.jpg?auto=compress&dpr=1&fm=jpg&w=2048 2048w","sizes":"(max-width: 1920px) 300px"}},"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-12431274-it","slug":"afghanistan","name":"Afghanistan","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160816-it","slug":"emergenze","name":"Emergenze"}},"publicationDate":"2026-08-25T13:08:47+02:00"},{"slug":"afghanistan-negata-l-istruzione-secondaria-a-oltre-2-6-milioni-di-ragazze","title":"Afghanistan, negata l'istruzione secondaria a oltre 2,6 milioni di ragazze","paragraph":"<p>Secondo l’UNICEF, a oltre 2,6 milioni di ragazze in Afghanistan è stata negata l’istruzione secondaria nei cinque anni trascorsi da quando le autorità <em>de facto</em> hanno assunto il potere. <strong>L’Afghanistan rimane l’unico Paese al mondo in cui l’istruzione secondaria e superiore è di fatto preclusa alle ragazze e alle donne</strong>. Da settembre 2021 alle ragazze è stato impedito di accedere all’istruzione formale oltre la sesta classe, mentre da dicembre 2022 alle donne è stato vietato l’accesso alle università.<br><br>\"Cinque anni possono sembrare pochi nella storia di un Paese, ma rappresentano un periodo determinante nella vita di una ragazza\", ha affermato <strong>Catherine Russell</strong>, Direttrice generale dell’UNICEF. \"Un’aula scolastica offre molto più che l’apprendimento. Dà a una giovane una voce e la possibilità di realizzare appieno il proprio potenziale. Inoltre, costituisce uno scudo contro il lavoro minorile, i matrimoni precoci, la violenza e gli abusi. Quando le scuole hanno chiuso, quella protezione è venuta meno, proprio nel momento in cui le ragazze ne avevano più bisogno\".<br><br>Le ragazze che non frequentano la scuola sono <strong>esposte a maggiori rischi in termini di protezione, tra cui il lavoro minorile, gli abusi, i matrimoni precoci e la violenza di genere.</strong> Tali rischi aumentano con la povertà delle famiglie e gli sfollamenti, fenomeni entrambi molto diffusi in Afghanistan. Dal 2023, oltre 2,7 milioni di persone sono tornate dall’Iran e dal Pakistan; il 60% di loro sono bambini e giovani.<br><br>Le ripercussioni vanno oltre le ragazze direttamente colpite. Un’analisi dell’UNICEF pubblicata nell’aprile 2026, dal titolo \"Il costo dell’inazione sull’istruzione delle ragazze e sulla partecipazione delle donne alla forza lavoro in Afghanistan”\" ha rilevato che <strong>il Paese rischia di perdere fino a 20.000 insegnanti donne e 5.400 operatrici sanitarie entro il 2030</strong>. Il numero di insegnanti donne nell’istruzione di base è già diminuito di oltre il 9%, passando da quasi 73.000 nel 2022 a circa 66.000 nel 2024. La rappresentanza femminile nella pubblica amministrazione è scesa dal 21 % al 17,7 % tra il 2023 e il 2025.<br><br>La stessa analisi stima che le restrizioni all’istruzione delle ragazze e all’occupazione delle donne costino all’Afghanistan 84 milioni di dollari USA all’anno in termini di perdita di produzione economica, con perdite che si aggravano ogni anno in cui le restrizioni permangono. Le conseguenze si ripercuotono anche sulla generazione successiva. <strong>Con l’aumentare della percentuale di madri prive di istruzione, aumentano anche i rischi di basso peso alla nascita, vaccinazioni insufficienti e ritardi nella crescita tra i loro figli, aggiungendo ulteriore pressione a un sistema sanitario già sotto pressione</strong>.<br><br>Nonostante le restrizioni, <strong>l’UNICEF continua a sostenere l’istruzione in Afghanistan</strong>. Nel 2025, oltre 3,7 milioni di bambini delle scuole pubbliche hanno ricevuto sostegno educativo di emergenza, 442.000 bambini hanno partecipato a programmi di apprendimento basati sulla comunità – il 66% dei quali erano bambine – e sono state costruite o ristrutturate 232 scuole.<br><br>\"<strong>L’UNICEF esorta le autorità di fatto a revocare le restrizioni all’istruzione</strong> e a consentire a tutte le ragazze e le donne di tornare immediatamente a scuola e all’università\", ha affermato <strong>Russell</strong>, facendo eco all’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite a revocare la sospensione dell’istruzione femminile in Afghanistan. \"L’UNICEF e i nostri partner sono pronti a sostenere la riapertura delle scuole affinché ogni ragazza possa tornare in sicurezza. Un Paese non può prosperare quando metà dei suoi giovani viene ostacolata. <strong>Il futuro dell’Afghanistan è fuori dalle aule, in attesa di poter rientrare</strong>.\"</p>","coverImage":{"alt":"Shafiqa (nome di fantasia) ha 15 anni e vive a Kabul, in Afghanistan. Da quando alle ragazze è stato vietato di frequentare la scuola secondaria, trascorre le sue giornate studiando a casa, scrivendo, disegnando, aiutando nelle faccende domestiche e imparando a cucire.","fluid":{"base64":"data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAoHBwgHBgoICBQPCgoLDhgQDQ0NExUNDQ0YFx8bGCITGhUdHysjHR0oHRUWJDUlKC0vMjIyGSI4PTcwPCsxMi8BCgsLDg0OFRAMEi8cFigvLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vLy8vL//AABEIABAAGAMBIgACEQEDEQH/xAAYAAACAwAAAAAAAAAAAAAAAAAFBwABBv/EACEQAAEDAwQDAAAAAAAAAAAAAAIAAQMEBVETITFhBhES/8QAFQEBAQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAgD/xAAUEQEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA/9oADAMBAAIRAxEAPwBZUMugO6OW1o5pwLtZRqj3HvyyKWa4jFMP1lEjX0gK2izYVITF5HTx0QsWFFJ//9k=","aspectRatio":1.5,"src":"https://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=3&fm=jpg","srcSet":"https://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=0.03&fm=jpg&w=6720 200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=0.06&fm=jpg&w=6720 400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=0.12&fm=jpg&w=6720 800w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=0.18&fm=jpg&w=6720 1200w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=0.24&fm=jpg&w=6720 1600w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=0.36&fm=jpg&w=6720 2400w,\nhttps://www.datocms-assets.com/30196/1786802691-un0904364.jpg?auto=compress&dpr=1&fm=jpg&w=6720 6720w","sizes":"(max-width: 1920px) 300px"}},"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-12431274-it","slug":"afghanistan","name":"Afghanistan","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160816-it","slug":"emergenze","name":"Emergenze"}},"publicationDate":"2026-08-15T16:01:38+02:00"}]},"datoCmsNewsArchive":{"slug":"media"},"datoCmsNews":{"id":"DatoCmsNews-G2HjILdTQzmLU-ZuqPDMqA-it","slug":"unicefunesco-in-afghanistan-oltre-la-meta-dei-bambini-in-eta-scolare-primaria-rimane-escluso-dall-istruzione-formale","title":"UNICEF/UNESCO: in Afghanistan oltre la metà dei bambini in età scolare primaria rimane escluso dall’istruzione generale formale.","paragraph":"<p>Secondo un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente dall’UNESCO e dall’UNICEF, il 53% dei bambini in età scolare primaria in <a href=\"https://www.unicef.it/emergenze/afghanistan//\"><strong>Afghanistan</strong></a> rimane escluso dall’istruzione generale formale, nonostante la domanda di istruzione rimanga elevata.<br><br><a href=\"https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000399847\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Il Rapporto sulla situazione dell’istruzione in Afghanistan 2026 </strong></a>mette in luce la persistente esclusione delle ragazze adolescenti dall<strong>’istruzione secondaria, con oltre 2,6 milioni di ragazze a cui viene negato l’accesso a questo diritto</strong> umano dal 2021. 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La continua esclusione delle ragazze e delle donne dall’istruzione, le emergenze ricorrenti, gli investimenti insufficienti e i ritorni su larga scala stanno ulteriormente ampliando il divario tra la domanda e la capacità del sistema di rispondere.</p>","publicationDate":"2026-11-05T09:39:55+01:00","author":"","seoMetaTags":{"tags":[{"tagName":"title","content":"UNICEF/UNESCO: in Afghanistan oltre la metà dei bambini in età scolare primaria rimane escluso dall’istruzione generale formale."},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"og:title","content":"UNICEF/UNESCO: in Afghanistan oltre la metà dei bambini in età scolare primaria rimane escluso dall’istruzione generale formale."}},{"tagName":"meta","attributes":{"name":"twitter:title","content":"UNICEF/UNESCO: in Afghanistan oltre la metà dei bambini in età scolare primaria rimane escluso dall’istruzione generale formale."}},{"tagName":"meta","attributes":{"name":"description","content":"Secondo un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente dall’UNESCO e dall’UNICEF, il 53% dei bambini in età scolare primaria in Afghanistan rimane escluso dall’istruzione generale formale, nonostante la domanda di istruzione rimanga elevata."}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"og:description","content":"Secondo un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente dall’UNESCO e dall’UNICEF, il 53% dei bambini in età scolare primaria in Afghanistan rimane escluso dall’istruzione generale formale, nonostante la domanda di istruzione rimanga elevata."}},{"tagName":"meta","attributes":{"name":"twitter:description","content":"Secondo un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente dall’UNESCO e dall’UNICEF, il 53% dei bambini in età scolare primaria in Afghanistan rimane escluso dall’istruzione generale formale, nonostante la domanda di istruzione rimanga elevata."}},{"tagName":"meta","attributes":{"name":"twitter:site","content":"@https://twitter.com/UNICEF_Italia"}},{"tagName":"meta","attributes":{"name":"twitter:card","content":"summary"}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"article:modified_time","content":"2026-11-05T09:19:46Z"}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"article:published_time","content":"2026-11-05T08:39:55Z"}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"article:publisher","content":"https://www.facebook.com/UNICEF-Italia"}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"og:locale","content":"it_IT"}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"og:type","content":"article"}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"og:site_name","content":"Una donazione per aiutare i bambini "}},{"tagName":"meta","attributes":{"property":"og:image","content":"https://www.datocms-assets.com/30196/1793867977-uni955587-2x.jpg?w=1000&fit=max&fm=jpg"}},{"tagName":"meta","attributes":{"name":"twitter:image","content":"https://www.datocms-assets.com/30196/1793867977-uni955587-2x.jpg?w=1000&fit=max&fm=jpg"}}]},"visualComposer":[{"__typename":"DatoCmsParagraph","id":"DatoCmsParagraph-Rpa_lWrQTvu_FyVUISGGGQ-it","model":{"apiKey":"paragraph"},"subtitle":"Più bambini a scuola ma la qualità dell’apprendimento resta una sfida","content":"<p>Nonostante queste pressioni, le famiglie e le comunità hanno dimostrato una notevole resilienza e continuano a cercare di garantire l’istruzione ai propri figli, anche nelle aree in cui le scuole sono inaccessibili. <strong>Nel 2025 circa 6,6 milioni di bambini erano iscritti alle scuole primarie pubbliche, circa 560.000 in più rispetto al 2022</strong>. Tuttavia, le iscrizioni non riescono più a tenere il passo con la crescita demografica.<br><br>Oltre a ripristinare il diritto all’istruzione per le ragazze e le donne e ad ampliare l’accesso complessivo, il rapporto sottolinea l’urgente necessità di migliorare la qualità dell’apprendimento. Una valutazione nazionale condotta su oltre 55.000 alunni in tutte le 34 province ha rilevato che meno della metà degli studenti di quarta elementare ha raggiunto il livello minimo di competenza linguistica previsto per la terza elementare, e solo uno su quattro ha raggiunto il livello minimo di competenza in matematica previsto per quel grado.<br><br>I risultati sottolineano l’urgente necessità di investimenti costanti nel personale docente, di un insegnamento efficace in classe e di materiali didattici adeguati.</p>","contentAccordion":"","colorTheme":"titolo-nero","marginTop":"default","marginBottom":"default"},{"__typename":"DatoCmsParagraph","id":"DatoCmsParagraph-NXyLGscgTQGz0N0dbEzIIg-it","model":{"apiKey":"paragraph"},"subtitle":"Un’intera generazione rischia di essere lasciata indietro","content":"<p>Anche l’istruzione nella prima infanzia rimane estremamente limitata. <strong>Meno di un bambino su 100 di età compresa tra i tre e i quattro anni partecipa a programmi di istruzione per la prima infanzia,</strong> perdendo così importanti opportunità di sviluppare competenze fondamentali prima di accedere alla scuola primaria.<br><br>La crescente pressione è particolarmente evidente nelle aree che accolgono un gran numero di persone rientrate.<strong> A settembre 2026, circa 1,23 milioni di afghani erano tornati nel Paese nel corso dell’anno, con oltre 245.000 bambini ritornati che necessitavano di sostegno educativo.<br><br></strong>Dal momento che alle donne continua a essere preclusa l’accesso all’università,<strong> il settore dell’istruzione superiore in Afghanistan rimane sostanzialmente più ridotto rispetto a prima del 2021</strong>, nonostante una leggera ripresa delle iscrizioni a partire dal 2024. Nel 2026 erano iscritti circa 208.000 studenti, rispetto ai 189.000 del 2024, ma il dato rimane comunque ben al di sotto del livello del 2020, pari a circa 430.000.<br><br>L’UNESCO e l’UNICEF chiedono il pieno ripristino del diritto all’istruzione per le ragazze e le donne afghane, nonché l’eliminazione delle barriere che compromettono la qualità dell’istruzione e vanificano due decenni di progressi nell’ampliamento dell’accesso all’istruzione. Senza un intervento urgente, l’Afghanistan lascerà indietro un’intera generazione e minerà le fondamenta della sua futura ripresa e del suo sviluppo.</p>","contentAccordion":"","colorTheme":"titolo-nero","marginTop":"default","marginBottom":"default"}],"topic":{"id":"DatoCmsTopicNews-12431274-it","name":"Afghanistan","slug":"afghanistan","categoryNews":{"id":"DatoCmsCategoryNews-5160816-it","name":"Emergenze","slug":"emergenze"}},"format":{"name":"Comunicati stampa","slug":"comunicati-stampa","id":"DatoCmsFormatNews-5156417-it"},"model":{"apiKey":"news","name":"News"},"coverImage":{"alt":"Copilot said:  Suraya, 18 anni, scrive a casa. 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