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12 neonati, 12 speranze per un anno che inizia

I volti e le storie di 12 neonati, raccontati dai fotografi inviati dall'UNICEF a documentare le prime nascite del 2019 in vari angoli del pianeta

3 gennaio 2019 - In un'epoca di incertezze e conflitti, le minuscole manine e piedini di un neonato che si agita fanno breccia anche nel più incallito dei cuori. 

I neonati rappresentano la speranza e un nuovo inizio, sono la lavagna intonsa sulla quale disegniamo le nostre aspirazioni.

Il 1° gennaio 2019, secondo le statistiche, sono nati nel mondo 395.072 bambini. Allo scoccare della mezzanotte del primo giorno del nuovo anno, l'UNICEF ha chiesto a 12 fotografi, sparsi in 10 diversi fusi orari del pianeta, di catturare nei loro scatti il futuro del mondo. 

 
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Lincoln Allen McDougall, maschietto di 4.4 kg, riceve le coccole da mamma Lilian all'ospedale materno-pediatrico Centenary di Canberra, Australia - ©UNICEF/UN0269413/Graham AFP Services

Canberra (Australia), h. 16,06 - Lincoln Allen McDougall, maschietto di 4.4 kg, riceve le coccole da mamma Lilian all'ospedale materno-pediatrico "Centenary". 

Essendo nato in una metropoli australiana, l'aspettativa di vita alla nascita per Lincoln è di 83 anni, ma per chi viene al mondo nelle isole minori dell'Oceania questo dato varia da 66 a 73 anni. 

Le cose potrebbero però migliorare in futuro: a metà dicembre 2018, un bambino di appena un mese in un'isola dell'arcipelago delle Vanuatu è stato il primo al mondo a ricevere un vaccino grazie al volo di un drone, evento reso possibile dall'UNICEF insieme al Governo australiano e ad altri partner.


Pechino (Cina) - Li Xin Yao, femmina, 3,9 kg., è vestita e fasciata mentre sua mamma Xu Hui riposa, nell'ospedale 'Famiglia Unita' della capitale cinese. ©UNICEF/UN0269297/Berkovich AFP Services

Pechino (Cina), h. 10,19 - Li Xin Yao, femmina, 3,9 kg., è vestita e fasciata mentre sua mamma Xu Hui riposa, nell'ospedale "Famiglia Unita" della capitale cinese.  

«Non è facile avere un figlio dopo i 30 anni, ma io mi sento molto fortunata» ci spiega la mamma. 

Hui ha partorito la sua seconda bambina con un taglio cesareo. Il governo cinese, con il sostegno dell'UNICEF, ha introdotto nelle strutture sanitarie statali il Programma per l'eliminazione del tetano neonatale e per la riduzione della mortalità materna, con l'obiettivo di migliorare gli standard nei punti nascita di tutta la Cina.


 Giacarta (Indonesia) - La figlia neonata di Putri Retno Galih riposa nel suo lettino, nell'ospedale RS Awal Bros della capitale indonesiana - ©UNICEF/UN0269377/Siagian AFP Services

Giacarta (Indonesia),h. 7,07 - La figlia neonata di Putri Retno Galih riposa nel suo lettino, nell'ospedale "RS Awal Bros" della capitale indonesiana. 

«Nove mesi di gravidanza mi hanno fatto comprendere quanto la maternità sia un dono di Allah», ci dice Putri. 

I servizi materno-infantile in Indonesia sono migliorati, ma il tasso di mortalità infantile entro il primo mese di vita è tuttora del 19 per mille [in Italia è inferiore al 3 per mille]. In larga parte, questi decessi sono dovuti a sepsi.

 

Nuova Delhi (India) - Alka, 29 anni, culla la sua bambina, dal peso di 2.7 kg, al Lady Hardinge Medical College - ©UNICEF/UN0269337/Mukherjiee AFP Services

Nuova Delhi (India), h. 12,20 - Alka, 29 anni, culla la sua bambina, dal peso di 2.7 kg al Lady Hardinge Medical College. 

Lei e il papà, Thakur Singh, consulteranno presto il sacerdote per decidere quale nome dare alla bambina.

In India il tasso di mortalità materna è sceso dai 280 decessi ogni 100.000 parti (dato del 2005) ai 174 del 2015, grazie a programmi come il "Janani Shishu Suraksha Karyakran" che offre un pacchetto di servizi gratuiti per la salute materno-infantile.


Lemah Saleh, 24 anni, accarezza suo figlio Rayan, nato da poche ore al Malalai Maternal Hospital di Kabul (Afghanistan) - ©UNICEF/UN0269362/Kohsar/AFP Services

Kabul (Afghanistan), h. 9 - Papà Lemah Saleh, 24 anni, accarezza Rayan, 3 kg., all'Ospedale pediatrico "Malalai".

Nel paese asiatico la speranza di vita alla nascita (65 anni) è sensibilmente più bassa che in Occidente. «Prego che mio figlio cresca sano e istruito, per servire la sua amata patria e il suo popolo», ci dice Leman. 

L'UNICEF coopera strettamente con il Ministero della Salute afghano per il programma nazionale di vaccinazione, curando in tutto il paese la "catena del freddo" che garantisce la continuità dell'efficacia dei vaccini.

 

Irina Dyshlevich, 31 anni, riposa accanto al suo bambino al Centro Perinatale di Kiev (Ucraina) - ©UNICEF/UN0269465/Savilov AFP Services

Kiev (Ucraina), h. 5 - Iryna Dyshlevich, 31 anni, riposa accanto al suo bambino, dal peso di 3,9 kg, nato al Centro Perinatale della capitale.

L'UNICEF ha collaborato con le autorità sanitarie ucraine per installare nei punti nascita delle due principali province del paese 11 nuove stanze attrezzate in modo moderno, dove alle neo-mamme è offerto un ambiente riservato in cui allattare, ricevere informazioni sull'igiene e sugli altri aspetti della cura del nenato.  

 

Leggi l'articolo originale (in inglese)



https://www.unicef.it//doc/8790/12-neonati-12-speranze-per-un-anno-che-inizia.htm

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