Sicurezza sul luogo di lavoro
L’attività che si svolge nelle varie sedi del Comitato Italiano per l'UNICEF è di tipo amministrativo e quindi non particolarmente rischiosa. Il Comitato ha tuttavia sempre posto molta attenzione al rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e si avvale della della consulenza di professionisti del settore.
A partire dal 2009, insieme ad una società specializzata che mette a disposizione un ingegnere quale responsabile della sicurezza e la protezione sui luoghi di lavoro (RSPP) e al coinvolgimento diretto del Consiglio Direttivo, è stato impostato un piano organizzativo per l’adeguamento al Decreto legislativo 81/2008 e alle sue successive modifiche.
Come ogni anno, sono state effettuate le visite mediche e le riunioni periodiche previste. Sono stati monitorati, con la cadenza richiesta dalla legge, gli impianti presenti (riscaldamento, condizionamento, aeraulico, antincendio, condizionamento,ecc.) e le attrezzature di lavoro.
Viene continuamente tenuto sotto controllo e aggiornato l’elenco dei documenti richiesti dalla legge. I dipendenti hanno eletto il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed è stato predisposto il documento di valutazione dei rischi per la Sede nazionale di Roma e le due di Milano (sede del Comitato provinciale e Punto di Incontro).
Nel corso del 2010 si è verificato un solo infortunio sul lavoro.
A conferma della sua sensibilità verso questo tematica, il Comitato Italiano per l'UNICEF ha deciso di attivarsi per l’ottenimento della certificazione OHSAS 18001 (Occupational Health and Safety Assessment Series), riconosciuta a livello internazionale e attestante la volontaria applicazione di un sistema che garantisce il rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza.
Per questo si vuole che anche tutte le Sedi dei comitati locali si conformino alla legislazione vigente e sono state previste azioni di formazione e sensibilizzazione verso i volontari, come quelle per l’esecuzione in sicurezza delle iniziative territoriali.
L'UNICEF Italia protegge tutti i suoi volontari con un’assicurazione collettiva.
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