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Protezione dell'infanzia

Lavoro minorile, 115 milioni i bambini da liberare

Bambini al lavoro nei campi di Rahangur (Bangladesh). L'agricoltura è il settore preponderante per i 115 milioni di minori impiegati nelle forme peggiori di sfruttamento del lavoro minorile - ©UNICEF Bangladesh/2013-0355/Habibul Haque
Bambini al lavoro nei campi di Rahangur (Bangladesh). L'agricoltura è il settore preponderante per i 115 milioni di minori impiegati nelle forme peggiori di sfruttamento del lavoro minorile - ©UNICEF Bangladesh/2013-0355/Habibul Haque

Secondo le stime più recenti dell’UNICEF, in tutto il mondo 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni sono coinvolti nel lavoro minorile

Dei 115 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni impiegati nelle forme peggiori di lavoro minorile, come quelle che prevedono carichi pesanti, contatto con sostanze chimiche e un orario di lavoro prolungato, il 60% risulta impiegato nell’agricoltura, il 7% nell’industria e il 26% nei servizi. Nell’Africa Subsahariana lavora più di un terzo dei bambini.

«Il lavoro minorile è sia causa che conseguenza della povertà e del disagio sociale» ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia, alla vigilia della Giornata contro il lavoro minorile (12 giugno). 

«Nei Paesi in via di sviluppo, molti bambini sono costretti a lavorare perché sono orfani o separati dalle famiglie, o perché devono sostenere il reddito familiare. La crisi finanziaria globale ha ulteriormente spinto i minori ad avviarsi precocemente al lavoro, specie verso le forme di lavoro più pericolose. 

E per le bambine la situazione è ancora più pesante, perché oltre a lavorare, esse devono occuparsi dei lavori domestici e della cura dei fratellini più piccoli, rinunciando alla scuola. Se è vero che la povertà è il seme del problema, bisogna intervenire per spezzare il circolo vizioso povertà-lavoro minorile-ignoranza-povertà» ha concluso Guerrera.

«Siamo consapevoli che molti bambini lavorano per aiutare le loro famiglie» afferma Susan Bissell, responsabile per i programmi di Protezione dell’infanzia dell’UNICEF. «Tuttavia, non possiamo accettare che un bambino sia costretto alle forme più pericolose di lavoro, a perdere l’opportunità di andare a scuola, a mettere a rischio la propria salute o a pregiudicare il proprio futuro.»
 

Progressi: il caso dell'India

In alcuni paesi stiamo registrando progressi soddisfacenti grazie a interventi innovativi di contrasto del lavoro minorile.
 
Ad esempio nello stato del Gujarat (India), l’UNICEF insieme alla Fondazione IKEA ha dato vita a una rete di ragazze adolescenti (AGN) che si occupa di formare i giovani su problemi inerenti le violazioni dei diritti umani, incluso il lavoro minorile e i matrimoni precoci. La rete è attiva in ben 3.450 villaggi del Gujarat e ha circa 35.000 giovani attivisti.
 
Uno dei loro tipici interventi è di identificare i bambini lavoratori (es. nei campi di cotone) e persuadere i genitori a mandarli a scuola. Finora la rete AGN ha identificato 61.827 bambini in età scolare che lavorano e ha aiutato 20.000 di loro a tornare sui banchi di scuola. 
 

Le responsabilità degli Stati

Secondo l’UNICEF, sono i Governi i soggetti che devono assumersi le responsabilità maggiori e di lungo periodo nella lotta allo sfruttamento del lavoro minorile.
 
L’UNICEF promuove la Convenzione 189 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sul lavoro domestico, approvata nel 2011, che si focalizza sui diritti delle ragazze e delle donne impiegate in questo settore, e si congratula con Uruguay, Filippine e Mauritius in quanto primi Stati ad averla ratificata. Altri 20 Paesi hanno intrapreso il processo di ratifica di questa Convenzione nei rispettivi Parlamenti.
 
Nella lotta al lavoro minorile, l’UNICEF concentra il suo impegno sull’istruzione, l’arma migliore per allontanare lo spettro di un’ignoranza che è in primo luogo non conoscenza dei propri diritti e delle proprie potenzialità, e sulla diffusione della cultura della "Responsabilità sociale d’impresa"

Per l’UNICEF, la Responsabilità sociale d’impresa consiste nel tutelare i diritti dei bambini stringendo collaborazioni efficaci tanto con i governi quanto con le imprese al fine di promuovere da un lato la responsabilità degli Stati nel garantire, dall’altro quella delle aziende nel rispettare e sostenere i diritti dei bambini nei luoghi di lavoro, sul mercato e nella comunità. 

Al fine di sostenere le imprese e i governi  nella tutela dei diritti dei bambini,  l’UNICEF sta sviluppando delle linee guida in materia di lavoro minorile.

 

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La Giornata internazionale contro lo sfruttamento del lavoro minorile (International Day against Child Labour) è stata istituita dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) nel 2002 e da allora viene celebrata il 12 giugno di ogni anno per richiamare l'attenzione globale dell'opinione pubblica, delle istituzioni e dei media sul problema del lavoro in età precoce:

L'edizione 2013 della Giornata è dedicata dall'ILO al lavoro minorile in ambiente domestico.




   Tags:  lavoro minorile