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Cosa facciamo (e cosa non facciamo) quando raccogliamo fondi per i bambini

©Dialogo Diretto
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Sin dalla sua fondazione, nel 1946, l'UNICEF vive esclusivamente di donazioni, private o pubbliche: essendo una delle rare organizzazioni della famiglia ONU che non ha diritto a quote di bilancio da parte degli Stati, ogni dollaro (o euro) che occorre per realizzare i programmi per l'infanzia in 155 Paesi del mondo deve essere frutto di una scelta, libera e discrezionale, da parte di cittadini, aziende, scuole, governi o associazioni.

In particolare, in Italia l'UNICEF opera attraverso il Comitato Italiano per l'UNICEF - che ha natura giuridica di Onlus e raccoglie fondi presso i privati (i finanziamenti del Governo italiano vengono trasmessi direttamente alla sede internazionale dell'organizzazione). 

Questa caratteristica ha fatto sì che nel corso degli anni l'UNICEF Italia abbia messo a punto numerose, e spesso originali modalità per stimolare donazioni per i bambini presso il settore privato. 

Alcune di queste sono comuni ad altre organizzazioni umanitarie, altre sono peculiarmente nostre. Ma ci sono anche forme di raccolta di fondi che l'UNICEF, a differenza di altre organizzazioni, NON impiega. Questa pagina vuole aiutare a fare chiarezza su ciò che l'UNICEF fa (o non fa) nelle sue attività di raccolta di fondi a beneficio dell'infanzia nel mondo.

Per qualsiasi dubbio o segnalazione puoi contattare il nostro Ufficio per i Donatori (donatori@unicef.it) o chiamare il Numero Verde UNICEF 800 745 000.
 
 

Dialogatori in strada (face to face)

Nelle vie di numerose città italiane puoi incontrare persone che propongono di aderire al programma "Amico dell'UNICEF" sottoscrivendo l'impegno di una piccola donazione periodica.
 
Queste persone (dialogatori) lavorano per società private di cui l'UNICEF si avvale. Le Società possono impiegare solo personale maggiorenne, attraverso contratti e/o forme di collaborazione del tutto rispettosi della normativa di legge italiana, e nel rispetto delle Linee-guida emesse nel 2010 della già soppressa Agenzia per le Onlus (prendi visione a pag. 32 e seguenti).

I dialogatori devono necessariamente essere muniti di una pettorina, felpa, maglietta o giacca bianche o azzurre con l'emblema dell'UNICEF, di un tesserino di riconoscimento (badge) con nome, cognome e fotografia e di materiali di comunicazione con il logo della nostra organizzazione.

I dialogatori non chiedono né possono accettare ad alcun titolo denaro contante. 
 
 

Dialogatori a domicilio (door to door)

In alcune città i dialogatori possono anche recarsi all'interno dei condomini, sempre e soltanto per proporre l'adesione al programma di donazione regolare "Amico dell'UNICEF".
 
Anche in questo caso ("door to door"), essi/e devono essere immediatamente riconoscibili (v. sopra), e non possono chiedere né accettare somme di denaro.
 
Le società di cui l'UNICEF si avvale per questa attività devono farsi carico di apporre - ove espressamente consentito - un preavviso negli edifici in cui i agiranno i loro dialogatori, e questi ultimi devono agire secondo legge e buonsenso

 

Raccolta di beni in natura

Salvo casi davvero eccezionali (l'ultima volta è accaduto in occasione della crisi del Kosovo nel 1999) l'UNICEF Italia non opera raccolte di beni quali capi di vestiario, giocattoli, medicine o altro. A causa delle grandi distanze che separano l'Italia dai paesi in cui abitualmente l'UNICEF interviene con programmi di sviluppo o di emergenza, la raccolta, la selezione e il trasporto di beni in natura avrebbe costi logistici eccessivi

L'UNICEF acquista beni standardizzati e in grandi quantitativi sul mercato internazionale attraverso il proprio servizio globale di approvvigionamento, gestito dalla UNICEF Supply Division che consente considerevoli risparmi e la garanzia di acquisire beni di qualità, corrispondenti ai bisogni di ogni specifica area di intervento.
 
La donazione o il lascito di singoli beni (mobili o immobili) destinati a finanziare tutte le attività o singoli progetti dell'UNICEF, è invece sempre possibile. 
 

Adozione/sostegno a distanza

L'UNICEF non pratica l'adozione o il sostegno a distanza come metodo per la raccolta di fondi. I nostri interventi hanno come unità di misura la comunità in cui vive il bambino, non il singolo bambino, e l'ampia scala dei programmi che conduciamo nei 155 Stati in cui operiamo non è compatibile con un rapporto individuale tra donatore e singolo beneficiario. 
 
 

Cessione di prodotti

Soprattutto durante la stagione natalizia (ma non solo) è facile incontrare i banchetti o i gazebo con la Pigotta (la popolarissima bambola di pezza, simbolo della nostra organizzazione), i biglietti augurali, i giochi e gli altri prodotti con marchio UNICEF. 

I banchetti sono organizzati da volontari e volontarie, muniti o meno di simboli di riconoscimento, che rilasciano apposita quietanza. I banchetti sono di norma addobbati con bandierine, palloncini o altri elementi con i simboli dell'UNICEF.