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UNICEF: plauso all'Europa, ma ora azioni concrete

Rimsa (12 anni) e Ibrahim (18 mesi) sono fuggiti con i genitori e altri due fratellini da Tartus (Siria). La foto è stata scattata il 10 settembre 2015 a Gevgelija, nella repubblica ex-jugoslava di Macedonia - ©UNICEF/NYHQ2015-2161/C.Tidey
Rimsa (12 anni) e Ibrahim (18 mesi) sono fuggiti con i genitori e altri due fratellini da Tartus (Siria). La foto è stata scattata il 10 settembre 2015 a Gevgelija, nella repubblica ex-jugoslava di Macedonia - ©UNICEF/NYHQ2015-2161/C.Tidey

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11 settembre 2015 – L’UNICEF accoglie positivamente gli impegni crescenti dei leader europei per sostenere i rifugiati e i migranti – impegni che dovrebbero adesso dare il via ad azioni urgenti da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea per proteggere pienamente i diritti dei bambini.

Fino ad ora, per quest’anno, i bambini costituiscono già un quarto di tutte le persone alla ricerca di asilo in Europa.

Nei primi sei mesi del 2015, 106.000 bambini hanno richiesto asilo nei paesi dell’Unione Europea. In maggioranza provengono da Siria, Iraq e Afghanistan – un aumento di quasi il 75% rispetto al 2014.

«Proteggere i bambini rifugiati e migranti da pericoli, in particolar modo con l’arrivo dell’inverno, deve essere la questione principale della risposta dell’Europa» ha dichiarato il vicedirettore esecutivo dell'UNICEF Yoka Brandt, intervenendo in vista della Riunione dell’Unione Europea di lunedì 14 settembre, nella quale saranno discussi i prossimi passi per far fronte alla crisi che coinvolge i rifugiati e i migranti.

«Tutti questi bambini, che hanno già sofferto tanto, hanno il diritto di essere protetti e che la loro dignità venga rispettata. Adesso è il tempo di rendere concreti questi diritti.»

Le azioni più urgenti per i bambini sono:
  • tenere unite le famiglie in ogni momento, attraverso programmi di localizzazione e ricongiungimento familiare per i bambini che arrivano non accompagnati o che sono stati separati durante il viaggio
  • accesso alle procedure di asilo, che devono essere intraprese dando sempre priorità al superiore interesse dei bambini
  • garantire ai bambini e alle loro famiglie sostegno e consulenza professionali, al fine di tutelare i diritti dei bambini, qualunque sia il loro status legale e durante ogni passo del percorso
  • investimenti economici sufficienti nei sistemi e servizi di protezione dell’infanzia, cosicché i bambini siano assistiti da esperti per il benessere dei minorenni, con gli stessi standard di cura che vengono garantiti ai bambini degli Stati membri
  • impegno costante per ridurre al minimo la minaccia dei trafficanti di esseri umani e altri rischi. Tutti i bambini, soprattutto quelli che migrano non accompagnati da familiari adulti, sono estremamente vulnerabili a sfruttamento, violenza e abuso, sia quando sono in transito che una volta giunti nei paesi di destinazione
  • progettare programmi di trasferimento e reinsediamento e strutture di accoglienza che siano a misura di bambino e che comprendano anche appropriati servizi sanitari, attività scolastiche e ricreative e di sostegno per affrontare i traumi che i bambini hanno subìto durante il loro viaggio. 
 
Nonostante si stia facendo di più per proteggere e prendersi cura dei bambini che arrivano e si muovono all’interno dell’Europa, è comunque necessario un continuo sostegno internazionale alle azioni umanitarie e di sviluppo nei paesi di origine, insieme a impegni per porre fine ai conflitti e contrastare la povertà che sta costringendo così tante famiglie a intraprendere un viaggio pericoloso alla ricerca di sicurezza e opportunità.