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Bilancio 2015 dell'UNICEF Italia

Il 2015 è stato un anno particolarmente difficile, per l'infanzia. L'Europa ha vissuto il più vasto esodo di bambini e adolescenti dai tempi della Seconda guerra mondiale, con l'arrivo di oltre un milione di migranti e rifugiati attraverso il mare Mediterraneo. Centinaia di essi non hanno mai raggiunto la loro meta. annegando nelle acque del Canale di Sicilia o dell'Egeo.

Hanno segnato l'anno anche emergenze provocate da catastrofi naturali - come i due terremoti del Nepal - o le sempre più frequenti crisi connesse ai cambiamenti climatici

Ma il 2015 è stato anche un anno di crescita economica, con un +3,1% a livello globale: un'eco attenuata di questa ripresa si è registrata anche in Italia, con un timido ma incoraggiante + 0,8% del PIL dopo 3 anni consecutivi di recessione.

Importante ricordare inoltre che a settembre sono stati approvati dall'ONU i nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che orienteranno l'azione dell'UNICEF e di tutti i soggetti impegnati nello sforzo globale per lo sviluppo umano di qui al 2030.


 

Entrate in netta crescita

Nell'anno considerato, l'UNICEF ha totalizzato - fra raccolta fondi e contributi finalizzati - proventi pari a 55 milioni di euro, con un incremento dell'11,7% rispetto ai 49,3 milioni del 2014, un segno positivo che ritorna dopo 3 anni di flessione.

A determinare la crescita nelle donazioni sono stati sia la straordinaria risposta umanitaria al terremoto in Nepal sia il consolidamento del programma di donazioni regolari "Amico dell'UNICEF" (+ 25%) nonché i risultati più che soddisfacenti del tradizionale strumento degli appelli postali (+15%) e dei lasciti ed eredità per i bambini (+16%).

In positivo anche la raccolta fondi presso il settore delle imprese (+50% grazie anche allo SMS solidale per il Nepal) e - su scala minore - i proventi delle attività di raccolta fondi nelle scuole (+40%) e i frutti delle manifestazioni sul territorio dei nostri volontari (+12%). 

Al di là delle attività di fundraising, si confermano in crescita di importanza e di valore economico anche i contributi finalizzati alla copertura di oneri di raccolta fondi (+18%).

Il calo ha riguardato principalmente i prodotti a marchio UNICEF, ormai passati interamente in regime di licensing (-75%), il 5 per mille (-6%), le bomboniere solidali (-23%) e l'iniziativa di piazza dei "quaderni" (-53%), mentre la riduzione rispetto al 2014 (-46%) delle risorse raccolte presso i c.d. Grandi Donatori si spiega soprattutto con una cospicua donazione individuale, non ripetutasi nel 2015.

Più investimenti e meno spese di gestione

Raccogliere fondi in un paese che fatica ad uscire dalla crisi e in un panorama sempre più affollato di soggetti che si rivolgono al pubblico per sollecitare donazioni alle rispettive cause richiede sempre più competenze professionali e strumenti innovativi.

Nel 2015 l'UNICEF Italia ha ampliato significativamente i propri investimenti nella raccolta fondi: investimenti che, alla resa dei conti, hanno pagato in modo più che proporzionale. 

La parte del leone sul fronte degli oneri è rappresentata dagli investimenti per raccogliere nuove donazioni regolari e per l'organizzazione di eventi di raccolta fondi (+12%), numeri ampiamente giustificati dalla conseguente crescita dei proventi del programma "Amico dell'UNICEF" (vedi sopra).

Sono aumentati nell'anno in oggetto anche gli investimenti promozionali, necessari  per dare visibilità a campagne ed eventi di raccolta fondi (+82%).

Il 2015 è stato anche un anno di investimenti nelle infrastrutture tecnologiche indispensabili per rendere il Comitato Italiano per l'UNICEF all'altezza delle sfide imposte dalla comunicazione e del marketing digitale (+129%), mentre l'incremento dei volumi di donazioni - one-off e regolari - hanno portato con sé un inevitabile "fardello" di commissioni bancarie e postali (+40%).

Sul fronte delle spese di gestione, al contrario, siamo riusciti a confermare e persino consolidare i risparmi già affermati negli anni precedenti: grazie a un'oculata razionalizzazione delle spese, gli oneri di natura generale (beni e attrezzature, affitti, utenze ecc.) sono scesi di un ulteriore -5% rispetto al 2014.

I costi per il personale sono a loro volta diminuiti (-2%) pur a fronte dell'incremento di una unità nello staff professionale. Sono stati inoltre limati i già irrisori costi delle consulenze e delle collaborazioni a progetto.

Alla chiusura dell'anno l'Assemblea del Comitato Italiano per l'UNICEF ha decretato il trasferimento ai programmi sul campo del 100% del risultato finanziario, pari a 34.288.177 euro, somma decisamente superiore (+12%) rispetto ai 30,5 milioni trasferiti nell'esercizio precedente.

 

Scarica il Bilancio di esercizio 2015 dell'UNICEF Italia




 
 
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"Bilancio e relazioni di esercizio 2015 del Comitato Italiano per l'UNICEF"

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