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Protezione dell'infanzia

UNICEF e UNFPA: progressi a rischio sulle mutilazioni genitali femminili

Una lama di rasoio come questa è lo strumento utilizzato di frequente per praticare una mutilazione genitale su una bambina o una ragazza - ©UNICEF Gibuti/2018
Una lama di rasoio come questa è lo strumento utilizzato di frequente per praticare una mutilazione genitale su una bambina o una ragazza - ©UNICEF Gibuti/2018
5 febbraio 2018 – Le mutilazioni genitali femminili (MGF) racchiudono molti aspetti. 

Sono un atto violento che causa infezioni, malattie, complicazioni durante il parto e in alcuni casi persino la morte. 

Sono una pratica crudele che infligge danni emotivi che perdurano nel tempo, perpetrati sui soggetti più vulnerabili e con meno potere della società: le ragazze nella fascia di età compresa tra l’infanzia e i 15 anni.

E sono anche una violazione dei diritti umani che riflette e protrae il basso status sociale di ragazze e donne, in troppi luoghi del pianeta, nonché un ostacolo al benessere delle comunità e delle economie. 

Progressi globali contro le MGF

Eppure le mutilazioni genitali femminili possono essere fermate. Nel mondo, cresce un movimento di pressione per eliminarle. Volontà politica, coinvolgimento delle comunità e investimenti mirati stanno cambiando i comportamenti e la vita stessa delle persone.
 
Nei paesi in cui l’UNFPA [Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione] e l’UNICEF lavorano congiuntamente per porre fine alle MGF, le ragazze di oggi hanno un terzo delle probabilità in meno di essere sottoposte a questa terribile pratica, rispetto alle loro coetanee di 20 anni fa. 
 
Dal 2008, oltre 25 milioni di persone in circa 18.000 comunità appartenenti a 15 Stati differenti hanno pubblicamente ripudiato questa pratica. A livello globale, la diffusione delle MGF è diminuita di circa il 25% dal 2000 a oggi.
 
Questa è una buona notizia per le ragazze e le giovani donne, e lo è anche per le loro famiglie e comunità.
 
Le ragazze che non subiscono questa pratica tendono a crescere più in salute e hanno bambini più sani. Spesso ricevono un’istruzione migliore, hanno un reddito più alto e strumenti per prendere decisioni riguardo il proprio futuro.
 
Le comunità e gli Stati che si impegnano a contrastare le MGF ne traggono congrui benefici. 
 
 

Il rischio demografico

Questa era la buona notizia. Ma i trend demografici in alcuni Stati fra i più poveri al mondo, nei quali le MGF persistono, minacciano di vanificare i progressi ottenuti.
 
Di qui al 2030, oltre un terzo delle nascite globali avverrà nei 30 paesi in cui si continuano a praticare le mutilazioni genitali femminili.
 
Se non saranno accelerate le iniziative per proteggere il crescente numero di bambine e ragazze a rischio in questi paesi, milioni di esse rimarranno vittime di MGF nei prossimi anni. 
 
È inconcepibile che queste bambine possano andare ad aggiungersi ai 200 milioni di donne e ragazze che nel mondo hanno già subito mutilazioni genitali femminili: donne che ne portano le cicatrici, soffrono di complicazioni correlate ad esse e rivivono ricordi traumatici di dolore e tradimento.
 
Nessuno – né le ragazze, né le loro famiglie o le loro comunità – trae qualche vantaggio economico o sociale, in ambienti iniqui in cui si tollera questo tipo di violenza contro le ragazze.
 
 

Mutilazioni genitali, le soluzioni ci sono

Sappiamo come cambiare tutto questo.
 
Abbiamo visto che i tassi di MGF possono calare rapidamente laddove la questione viene affrontata senza riserve da governi, comunità, famiglie.
 
Dove le norme sociali vengono messe in discussione, villaggio per villaggio.
Dove gli operatori sanitari professionali si uniscono per opporsi alla pratica e rifiutano di eseguirla. Dove vengono promulgate leggi che rendono questa pratica un reato, e dove queste leggi vengono applicate. 
Dove un accesso più ampio alla sanità, all'istruzione e ai servizi legali garantisce un cambiamento sociale sostenibile.
E dove le ragazze e le donne vengono tutelate, e hanno strumenti per far valere la loro voce.
 
Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile riconoscono che le mutilazioni genitali femminili minano i progressi verso un mondo più equo, più giusto e più prospero.
 
La comunità internazionale, negli Obiettivi, ha fissato l’ambizioso obiettivo di eliminare completamente questo tipo di pratica contro le ragazze e le donne entro il 2030.
 
Visto il crescente numero di ragazze a rischio, questa è una corsa contro il tempo. Ma se aumentiamo gli investimenti, raddoppiamo la volontà politica, coinvolgiamo di più le comunità e diamo maggiori strumenti alle donne e alle ragazze, questa è una corsa che possiamo vincere. E dato che è possibile, dobbiamo vincerla.
 
È giunto il momento di eliminare per sempre le mutilazioni genitali femminili dalla faccia del pianeta. È un compito per tutti noi, per il futuro di tutti.
 
 
(Dichiarazione congiunta di Henrietta Fore, Direttore UNICEF, e Natalia Kanem, Direttore UNFPA)