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Protezione dell'infanzia

Lavoro minorile, un progetto UNICEF per i bambini del Bangladesh

Al Amin, 10 anni, ripara le batterie degli autobus in un garage della stazione dei bus di Tangail (Bangladesh) - ©UNICEF Bangladesh/2014-00249/Shafiqul Alam Kiron
Al Amin, 10 anni, ripara le batterie degli autobus in un garage della stazione dei bus di Tangail (Bangladesh) - ©UNICEF Bangladesh/2014-00249/Shafiqul Alam Kiron
In occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile (che ricorre domani, 12 giugno 2014), dedicata quest’anno al tema della protezione sociale, l’UNICEF Italia vuole porre l’attenzione sul Bangladesh, uno dei paesi più poveri al mondo, in cui 26 milioni di bambini vivono sotto la soglia di povertà, il 66% delle donne (tra i 20 e i 24 anni) si è sposata prima di aver compiuto 18 anni e solo il 37% dei bambini viene registrato alla nascita.
 
«Secondo i dati disponibili, sono circa 4,5 milioni i bambini sfruttati in settori ad alto rischio quali l’edilizia, le riparazioni meccaniche ed elettriche, le fabbriche di tabacco fino allo sfruttamento nella raccolta dei rifiuti, nella guida dei risciò» ricorda il presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera«Tutte queste attività comportano devastanti conseguenze in termini di salute e sopravvivenza.» 
 
Con il progetto “Scuola e protezione per i bambini di strada”, l’UNICEF Italia dal 2010 sostiene in Bangladesh interventi d’assistenza ai bambini di strada o sfruttati nel lavoro minorile o comunque a rischio.

 
Tra il 2010 e i 2012, grazie alla generosità dei donatori italiani, l’UNICEF Italia ha trasferito 2.365.312 euro per il progetto. Nel corso del 2012, oltre 9.000 bambini vulnerabili – tra cui bambini di strada, bambini impiegati in lavori pericolosi, bambini a rischio di contrarre matrimoni precoci o vittime dei disastri naturali periodici –hanno beneficiato del progetto, frequentando corsi di recupero scolastico o ricevendo assistenza sanitaria e psicosociale. Sono inoltre stati formati 565 operatori sociali e 63 insegnanti.
 
Dal 2012, attraverso il nuovo progetto “Proteggere i bambini lavoratori e di strada” il sostegno dell’UNICEF Italia si è ulteriormente esteso per migliorare l’accesso a servizi di protezione sociale delle famiglie più povere e vulnerabili, al fine di ridurre abusi, violenze e sfruttamento a danno di donne e bambini, siano essi di strada, vittime delle peggiori forme di lavoro minorile o colpiti da emergenze cicliche causate da cicloni e alluvioni periodici.
 
Tra il 2013 e i primi mesi del 2014, grazie ai donatori italiani ulteriori 1.150.284 euro sono stati trasferiti dall’UNICEF Italia per la protezione dei bambini a rischio in Bangladesh.

Lavoro minorile nel mondo: i dati principali

Sono 168 milioni i bambini lavoratori nel mondo; di questi 85 milioni di età compresa tra i 5 e i 17 anni svolgono lavori pericolosi che hanno conseguenze sulla loro salute, la loro sicurezza e il loro sviluppo (dati ILO 2012). 

Nel 2008 i minori lavoratori erano stimati dall'ILO in 215 milioni: in pochissimi anni, la dimensione globale dello sfruttamento economico è dunque calata di 47 milioni di unità, una diminuzione nell'incidenza del fenomeno pari al 28%.
 
In termini assoluti, la regione Asia-Pacifico ha registrato (nel 2012) il maggior numero assoluto di bambini lavoratori in età compresa tra 5-17 anni (77,7 milioni), rispetto ai 59 milioni dell’Africa Subsahariana e ai 12,5 milioni dell’America Latina e Caraibi.
 
L'Africa Subsahariana ha però la più alta incidenza di lavoro minorile, con un quinto della popolazione infantile impegnato in attività lavorative.

Tra i bambini lavoratori di età compresa tra 5 a 17 nel 2012, il 59% è stato impiegato nel settore agricolo, il 32% nei servizi (di cui il 6,9% nel lavoro domestico) e il 7,2% nell'industria.
 
I ragazzi coinvolti in attività classificate come pericolose sono più numerosi (55 milioni) delle ragazze (30,3 milioni). I ragazzi della fascia più alta di età (15-17 anni) rappresentano il 55% (47,5 milioni) di tutti coloro che sono coinvolti in attività pericolose.