Chi Siamo

Bilancio

Un bilancio è fatto essenzialmente di numeri, ma dietro a ogni numero c’è molto di più: c’è il senso del nostro lavoro quotidiano e della nostra missione per salvare i bambini e gli adolescenti in Italia e nel mondo. 

Il nostro lavoro è il frutto dell’impegno delle tante persone che contribuiscono a grandi risultati con le loro donazioni e altre forme di sostegno: volontari, donatori, staff, influencer, testimonial, policy maker a livello nazionale e locale. 

Il Bilancio Sociale è lo strumento con cui raccontiamo, in modo chiaro e trasparente, cosa abbiamo fatto e quali risultati abbiamo raggiunto in un anno. È pensato per offrire una visione completa e accessibile a tutti i nostri stakeholder. 

È disponibile una versione del Bilancio in formato PDF/A, pensata per garantire una maggiore accessibilità e compatibilità nel tempo: scaricala qui

Le donazioni all'UNICEF Italia

Nel 2025 UNICEF Italia ha raccolto 87,9 milioni di euro per sostenere i bambini nel mondo e in Italia, si tratta del livello più alto mai registrato dal nostro Comitato, possibile solo grazie ai nostri donatori.

L’UNICEF Italia infatti, non riceve alcun finanziamento sistematico dal Governo né dalle Nazioni Unite. I fondi raccolti sono esclusivamente di natura volontaria e provengono da privati cittadini, aziende e associazioni, dai lasciti testamentari, dalle preferenze espresse dai contribuenti italiani nella destinazione del 5x1000 e dalle iniziative sul territorio, tra cui la popolarissima Pigotta

Come tutti i Comitati Nazionali, anche quello Italiano trasferisce all’UNICEF internazionale tutti i fondi raccolti, al netto degli investimenti necessari alla raccolta fondi, alle attività di promozione dei diritti dell’infanzia in Italia e ai costi di gestione della struttura.

Le principali emergenze finanziate

Nel corso del 2025, l’UNICEF ha operato senza sosta per dare risposta alle emergenze umanitarie in tutto il mondo. 

Il Comitato Italiano ha trasferito fondi d’emergenza per 7 principali crisi:

  • la catastrofe umanitaria nello Stato di Palestina e in Cisgiordania,
  • la complessa crisi della Siria,
  • il devastante terremoto in Myanamar,
  • i disastri climatici in Vietnam,
  •  le emergenze multiple in Uganda,
  •  siamo intervenuti contro le violenze e gli abusi sui bambini ad Haiti 
  • abbiamo supportato la risposta all’afflusso di migranti e rifugiati in Europa che, ormai dal 2015, riguarda in modo strutturale anche l’Italia.


Abbiamo inoltre mantenuto viva l’attenzione sulle molteplici crisi: dall’Ucraina ancora sconvolta dalla guerra, all’Afghanistan, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo, oltre ai contesti in cui i disastri climatici aggravano quelli causati dall’uomo come in Yemen, Etiopia, Bangladesh, Colombia.

Attraverso la sua presenza prima, durante e dopo le emergenze, l’UNICEF continua a operare perché la risposta immediata a una crisi diventi la base per sostenere la resilienza dei bambini, la ripresa delle famiglie e migliori condizioni di sviluppo.

Focus sull'emergenza umanitaria a Gaza

Tra le crisi più gravi, quella nello Stato di Palestina continua ad avere conseguenze drammatiche sui bambini. 
Il 2025 si è aperto con nuove speranze grazie all’accordo di cessate il fuoco, ma dal 2 marzo gli aiuti sono stati completamente bloccati e il 18 marzo sono ripresi gli attacchi israeliani. Il 22 agosto è stata confermata per la prima volta la carestia a Gaza. Le uccisioni e gli sfollamenti di civili sono continuati senza sosta fino al nuovo cessate il fuoco del 10 ottobre.

Il bilancio è drammatico: oltre 70.300 palestinesi uccisi e più di 171.200 feriti. Tra le vittime ci sono 21.298 bambini uccisi e almeno 44.528 feriti, in meno di 2 anni e 3 mesi di guerra. Un dramma che ha reso Gaza un inferno sulla terra, per incursioni e bombardamenti israeliani anche sugli ospedali e sulle scuole, divenute rifugi per sfollati. Anche in Cisgiordania la situazione è grave: l’intera popolazione di 1,2 milioni di persone tra cui oltre 608.200 bambini  subisce violenze diffuse e ripetute da parte di coloni ed esercito israeliano.

Nonostante tutto, l’UNICEF continua a operare a Gaza. Per rispondere all’emergenza, il Comitato ha trasferito circa 2,1 milioni raccolti grazie al sostegno dei donatori italiani.

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Le attività in Italia

Nel 2025 il lavoro per la promozione in Italia della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha guidato le attività di Advocacy su quattro priorità strategiche:

  • Non discriminazione
  • Salute mentale e benessere psicosociale
  • Genitorialità
  • Educazione di qualità


Le quattro priorità hanno guidato l’operato nei rapporti con il Governo, il Parlamento, le Istituzioni, le Associazioni e le Organizzazioni, rafforzando il ruolo dell’UNICEF nell’adozione e nell’attuazione delle norme, delle politiche e delle prassi dedicate ai bambini e agli adolescenti.

Il programma “Italia Amica dei bambini” ha rappresentato anche quest'anno uno dei pilastri della nostra azione per la promozione dei Diritti dell'Infanzia. Si tratta dell’insieme di iniziative che l’UNICEF Italia realizza nel territorio nazionale coinvolgendo Scuole, Ospedali, Università, Comunità ed intere Amministrazioni Comunali. 

In numeri

Archivio Bilancio Sociale

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Il Bilancio d'Esercizio

Tutti i dati economici sono contenuti nel Bilancio di Esercizio 2025 del Comitato Italiano per l'UNICEF Fondazione ETS, che comprende la relazione della società di revisione KPMG. A questo link è posibile scaricare anche la Relazione dell'Organo di Controllo.

Archivio Bilancio di Esercizio

Bilancio di Esercizio al 31 12 2025pdf / 11.82 Mb

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Bilancio di Esercizio al 31 12 2024pdf / 10.80 Mb

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Bilancio di Esercizio UNICEF Italia 2023pdf / 43.83 Mb

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