Bologna

L'8 marzo insieme alle donne della Casa Circondariale di Bologna

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08/03/2012

La Casa Circondariale di Bologna, sezione femminile, dall’autunno 2010 ha avviato, in collaborazione con l’UNICEF, l’attività di laboratorio per confezionare la Pigotta, la bambola di pezza  che salva la vita dei bambini.

Sulla base di un’intesa tra il Comitato provinciale per l'UNICEF di Bologna e la Direttrice della Casa Circondariale, dott.ssa Ione Toccafondi, si è partiti  da un incontro sul significato della Pigotta nell’ambito della missione dell’UNICEF per arrivare a mostrare i passi necessari al confezionamento creativo della bambola. 

L'iniziativa, di alto valore sociale, ha riscosso un’adesione immediata e piena di  entusiasmo da parte delle donne partecipanti al laboratorio. Si tratta, infatti, di un'importante attività di socializzazione che consente alle detenute di uscire dalle celle e lavorare in gruppo e contribuire, grazie al proprio impegno, a salvare la vita di tantissimi bambini lontani.

L’esperienza è virtuosa sotto tanti profili. C’è lo scambio di idee tra le persone e c’è l’impegno attivo e solidale delle donne detenute verso i bambini, espresso con grande capacità di collaborazione e di lavoro collettivo in piena armonia. Si è creata una catena di solidarietà dove ciascuna ha una specializzazione: chi crea i modelli per vestire le pigotte, chi i capelli, chi le scarpine, chi disegna e dipinge i visi, chi si occupa dell’imbottitura, ecc.

La direzione del carcere ha espresso l'intenzione di avviare analoga esperienza nella sezione maschile, coinvolgendo detenuti con abilità sartoriali.

Ormai le pigotte realizzate in carcere sono più di 300 e tante altre sono in lavorazione.

Nell’occasione dell’incontro per l’8 marzo, l'UNICEF consegna alla Direttrice Ione Toccafondi  una pergamena che attesta l’importante e fruttuosa collaborazione.

La Direttrice consegna all'UNICEF, per conto delle detenute che le hanno realizzate, due targhe in ceramica con il logo e i colori dell'UNICEF, per la sede del Comitato di Bologna. 
 
Il Comitato provinciale per l'UNICEF esprime un ringraziamento sentito anche al personale di sorveglianza e custodia della Sezione femminile della Casa circondariale per la loro attiva collaborazione volta a
favorire con sensibilità  lo  svolgimento dell’attività di laboratorio. 


08/03/2012

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