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Ambiente

Rapporto UNICEF "Toxic Truth": un terzo dei bambini nel mondo è intossicato dal piombo

© Larry C. Price/Pulitzer Center on Crisis Reporting
© Larry C. Price/Pulitzer Center on Crisis Reporting
30 luglio 2020 – Secondo un nuovo rapporto lanciato oggi dall’UNICEF e dall'istituto di ricerca non governativo Pure Earth, l’avvelenamento da piombo colpisce una quantità impressionante della popolazione infantile globale. 
 
Il rapporto, il primo mai pubblicato su questo aspetto, rileva come circa un bambino su tre – quasi 800 milioni a livello globale – ha livelli di piombo nel sangue pari o superiori a 5 microgrammi per decilitro, livello per il quale è necessario intervenire. Circa metà di questi bambini vive in Asia Meridionale.
 
«Con pochi sintomi, silenziosamente, il piombo mina la salute e lo sviluppo dei bambini, con conseguenze anche letali» spiega Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell'UNICEF. 

«Conoscere la diffusione dell’inquinamento da piombo e comprenderne la pericolosità per la vita degli individui e delle comunità deve ispirare azioni urgenti per proteggere i bambini da questa insidia
 
The Toxic Truth" ("La verità tossica") analizza l’esposizione al piombo dei bambini, ed è uno studio realizzato dallo Institute of Health Metrics Evaluation (IHME), istituto di ricerca presso l'Università di Washington a Seattle (USA) ed ha ricevuto l'approvazione per essere pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Health Perspectives.
 
«Lo studio mostra che il piombo è una neurotossina potente che causa danni irreparabili al cervello di un bambino» sottolinea Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. «È particolarmente devastante per i bambini molto piccoli, sotto i 5 anni di età, e danneggia il loro cervello prima che abbiano l’opportunità che si sviluppi completamente, causando disabilità neurologica, cognitiva e fisica.»
 
«In Italia si stima che 160.862 bambini e ragazzi (da 0 a 19 anni) abbiano livelli medi di piombo nel sangue superiori ai 5 microgrammi per decilitro, mentre 20.963 hanno livelli medi superiori a 10 microgrammi per decilitro.»
Secondo il rapporto, l’esposizione dei bambini al piombo è stata correlata anche a problemi di salute mentale e comportamentali e a un incremento di comportamenti violenti e criminalità. 
 
I bambini possono soffrirne conseguenze gravi nel corso della vita adulta, inclusi rischi più elevati di danni ai reni o malattie cardiovascolari
 
Si calcola che le conseguenze dell’esposizione al piombo in età infantile possa costare nei paesi a basso e medio reddito circa 1 trilione di dollari in termini di perdita economica potenziale in età adulta.
 
Il rapporto mostra inoltre come il riciclaggio informale e non conforme agli standard di batterie al piombo-acido è una delle principali fonti di inquinamento da piombo per i bambini che vivono nei paesi a basso e medio reddito, nei quali il numero di autoveicoli è triplicato dal 2000 a oggi.

Secondo uno studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (2017) fino allo 85% del piombo rilasciato nell'ambiente proviene dalle batterie per auto.
 
L’incremento nella diffusione delle auto private, combinato con la carenza di regole e infrastrutture per lo smaltimento fa sì che fino al 50% delle batterie a piombo acido vengano riciclate in modo non sicuro nell'economia informale di questi paesi.
 
I lavoratori che effettuano operazioni di riciclaggio in condizioni pericolose e spesso illegali aprono l'involucro delle batterie, riversano acido e polvere di piombo nel terreno e fondono il piombo recuperato in forni grezzi a cielo aperto, che emettono fumi tossici che avvelenano la comunità circostante.
 
Spesso i lavoratori e le comunità esposte non sono consapevoli che il piombo sia una potente neurotossina.
 
Altre fonti dell’esposizione dei bambini al piombo sono:
  • il piombo rilasciato nell'acqua da tubature piombate
  • il piombo proveniente dall'industria mineraria e dagli impianti di riciclaggio delle batterie
  • coloranti e vernici a base di piombo
  • l'additivo di piombo contenuto in alcune benzine, il cui uso è stato considerevolmente ridotto negli ultimi decenni ma che è stato storicamente una delle principali fonti di inquinamento per questo metallo
  • il piombo utilizzato per saldare le lattine a uso alimentare
  • il piombo contenuto in cosmetici, medicina ayurvedica, spezie, giocattoli e altri prodotti di largo consumo.
I genitori che lavorano a contatto con il piombo portano spesso in casa polvere contaminata attraverso indumenti, capelli, mani e scarpe, esponendo inavvertitamente i propri bambini a questo elemento tossico.
 
«La buona notizia è che il piombo più essere riciclato in sicurezza, senza inquinare lavoratori, i loro« bambini e i luoghi circostanti. I siti contaminati da piombo possono essere bonificati e ripristinati» spiega Richard Fuller, presidente di Pure Earth.
 
«Si possono sensibilizzare le persone sui pericoli del piombo e dotarle di maggiori strumenti per proteggere se stessi e i propri bambini. Il ritorno sugli investimenti è enorme: salute migliore, aumento della produttività, quozienti di intelligenza più elevati, minore violenza e un futuro più sano per milioni di bambini in tutto il pianeta.»
 
Mentre i livelli di piombo nel sangue sono diminuiti drasticamente nella maggior parte dei paesi ad alto reddito a seguito dell'eliminazione del piombo dalla benzina e dalla maggior parte delle vernici, nei paesi a basso e medio reddito la percentuale di piombo nel sangue dei bambini rimane elevata, in molti casi a livelli preoccupanti, sebbene sia trascorso un decennio dall'eliminazione globale delle benzine al piombo.
 
Il rapporto presenta cinque casi di studio in cui l’inquinamento da piombo e da scorie di altri metalli pesanti danneggia gravemente i bambini: Kathgora (Bangladesh), Tbilisi (Georgia), Agbogbloshie (Ghana), Pesarean (Indonesia) e Stato di Morelos (Messico).
 
Il rapporto evidenzia come i governi dei paesi coinvolti possano fronteggiare l’inquinamento da piombo e l’esposizione nociva dei bambini attraverso un approccio coordinato e concordato in diverse aree di intervento:
  • istituire sistemi di monitoraggio, migliorando le competenze e le strumentazioni per effettuare i test ematici sul livello di piombo
  • misure di prevenzione e controllo, ad esempio evitando l’esposizione dei bambini a siti ad alto rischio e a prodotti che contengono piombo, come alcune ceramiche, vernici, giocattoli e spezie
  • interventi di gestione, cura e bonifica, come ad esempio rendere i sistemi sanitari attrezzati per rilevare, monitorare e curare i bambini esposti al piombo e garantire loro interventi educativi e terapie cognitive e comportamentali al fine di attenuare gli effetti negativi dell'intossicazione
  • aumentare la consapevolezza dell'opinione pubblica e favorire un cambiamento nei comportamenti, ad esempio lanciando campagne permanenti di sensibilizzazione e informazione sulle fonti di esposizione al piombo e sui relativi pericoli, rivolgendo messaggi a famiglie, scuole, leader comunitari e operatori sanitari
  • varare leggi e politiche che per la messa a punto, l'applicazione e il rispetto di standard ambientali, sanitari e di sicurezza nella produzione e il riciclaggio di batterie al piombo e dei rifiuti elettronici, e una più stretta applicazione di norme ambientali e anti-inquinamento nelle operazioni di fusione
  • un'azione a livello internazionale e regionale che comprenda unità di misura globalmente condivise  per misurare l'impatto dell'inquinamento da piombo sulla salute pubblica, sull'ambiente e sulle economie locali, la creazione di un registro internazionale per i risultati (in forma anonima) degli studi sulla presenza di piombo nel sangue e la creazione di standard e norme internazionali su riciclaggio e trasporto delle batterie usate al piombo-acido


 
 
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