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"Tutto intorno a me è in rovina": rapporto UNICEF a un mese dalle esplosioni di Beirut

Bambini giocano in uno
Bambini giocano in uno "Spazio a misura di bambino" (Child-Friendly Space) organizzato dall'UNICEF a Karantina, quartiere popolare di Beirut (Libano) - © UNICEF/UNI366088/Choufany
4 settembre 2020 – A un mese dalle disastrose esplosioni nel porto di Beirut, azioni urgenti e un maggiore supporto sono di vitale importanza per assicurare che tutti i bambini coinvolti possano accedere all’istruzione quando inizierà il nuovo anno scolastico, alla fine del mese.
 
«Almeno 163 scuole pubbliche e private sono state danneggiate, con conseguenze per 70.000 alunni e 7.600 insegnanti. Inoltre, sono state danneggiate 20 istituti di formazione tecnica, con conseguenze per circa 7.300 studenti» commenta il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo.

Assicurare che i bambini abbiano accesso all’istruzione è una delle principali priorità dell’UNICEF.
 
L’istruzione non soltanto fornisce ai bambini opportunità per il futuro, ma dà loro e ai genitori un senso di normalità, fa tornare la speranza per il futuro e fornisce uno spazio sicuro per i bambini che hanno subìto traumi.
 
Circa 600.000 bambini vivono nel raggio di 20 km dall’esplosione e potrebbero soffrire impatti psicologici negativi di breve e lungo periodo.

Con il lancio del sintetico rapporto “Everything Around Me Is in Ruins” che sottolinea l’impatto che le esplosioni hanno avuto sui bambini e sulle famiglie di Beirut e l'intervento umanitario condotto sinora, l’UNICEF chiede alla comunità internazionale di ampliare con urgenza il sostegno all’istruzione.

«Quando si verifica un disastro, l’istruzione può diventare un’ancora di salvezza per i bambini che ne sono stati colpiti, offrendo spazi di sicurezza e un senso di normalità in mezzo al caos» spiega Yukie Mokuo, Rappresentante UNICEF in Libano. 
 
«Siamo estremamente preoccupati dai danni materiali subìti dalle scuole nei quartieri più duramente colpiti e dall’impatto che ciò potrebbe avere sui bambini. La chiusura delle scuole a seguito della pandemia da COVID-19 aggiunge un’ulteriore sfida. È fondamentale trovare soluzioni urgenti per riportare i bambini a scuola, anche con la didattica a distanza, il prima possibile.»

In base alle verifiche iniziali del Ministro libanese dell’Istruzione risulta che circa l’80% delle scuole nelle zone colpite ha subìto danni da lievi a moderati, mentre nel 20% dei casi le lesioni sono state gravi.
 
Insieme all'UNESCO e ad altri partner sono state rapidamente mobilitate le risorse per avviare le operazioni necessarie a riportare all'operatività entro ottobre le scuole colpite in modo lieve e moderato.
 
Come imposto dalle misure di contenimento della pandemia da coronavirus, tutte le scuole prevedono già un approccio misto alla riapertura, con un mix di didattica in presenza e da remoto.
 
Questi piani sono ulteriormente complicati dall’impatto delle esplosioni. Molte abitazioni sono andate distrutte, e le famiglie sfollate hanno un limitato accesso ai materiali scolastici e alla connessione a Internet, indispensabili in vista dell’imminente inizio del nuovo scolastico.
 
I bambini più vulnerabili sono esposti a un maggiore rischio di vedere prolungarsi il ritardo nell’accesso all’istruzione e persino alla possibilità di dover abbandonare la scuola.
 
Inoltre, le famiglie che hanno perso case e mezzi di sussistenza stanno affrontando problemi economici per iscrivere a scuola i propri figli e pagare le spese relative all’istruzione.
 

L'azione dell'UNICEF per i bambini di Beirut

L’UNICEF sta lavorando insieme alle organizzazioni partner per la riabilitazione delle scuole danneggiate, la sostituzione di mobili e altre attrezzature negli edifici scolastici, promuovere linee-guida sulla sicurezza scolastica, offrire ai docenti una formazione rapida nel campo del sostegno psico-sociale e per coordinare la distribuzione a insegnanti e genitori di materiali didattici e kit per lo sviluppo della prima infanzia .

Stiamo inoltre cercando soluzioni innovative per la didattica a distanza con favorendo l'estensione dell'accesso alla connettività e ai dispositivi elettronici.

Il nostro intervento in questa crisi ha finora prodotto i seguenti risultati: 
 
  • abbiamo realizzato 18 spedizioni di aiuti umanitari di prima necessità, per un totale di 67 tonnellat
  • abbiamo ricollegato 155 edifici alla rete idrica cittadina e installato oltre 870 cisterne nelle abitazioni danneggiate
  • abbiamo fornito un accesso provvisorio all'acqua potabile e per uso domestico a 2.400 abitanti
  • sono stati distribuiti 4.485 kit per l'igiene e 462 kit per neonati alle famiglie colpite
  • 1.406 tra bambini, ragazzi, genitori e operatori sociali hanno ricevuto supporto psicologico e sociale
  • 3 bambini rimasti privi di genitori o altri familiari sono stati ricollocati in strutture adeguate di assistenza alternativa
  • 308 bambini sotto i 5 anni affetti da forme di malnutrizione hanno ricevuto adeguata integrazione alimentare
  • il Rafik Hariri Hospital ha ricevuto due nuovi frigoriferi a energia solare e aiuto per la manutenzione di due celle frigorifere per la conservazione dei vaccini
  • sono state effettuate valutazioni per la riabilitazione di 23 strutture sanitarie danneggiate e, in collaborazione con il Ministero libanese dell’Istruzione, delle scuole pubbliche e degli istituti di formazione tecnica lesionati
  • abbiamo distribuito alla popolazione locale più di 430.000 mascherine chirurgiche per la prevenzione del COVID-19 
  • abbiamo fornito dispositivi di protezione individuale (DPI) agli operatori di ospedali, ambulatori e farmacie e ai team di vaccinatori. Complessivamente, l'UNICEF ha fatto arrivare in Libano oltre 3,5 milioni di mascherine chirurgiche, 8.070 visiere, 124.810 camici, 11.145 occhiali protettivi, 7.646 termometri e 2,6 milioni di paia di guanti
  • Abbiamo coordinato l'azione di oltre 1.900 giovani volontari che si sono mobilitati nella rimozione delle macerie, nella riparazione di danni minori nelle abitazioni civili, nella preparazione e distribuzione di pasti per le famiglie più vulnerabili.

«A un mese di distanza dalle esplosioni le necessità continuano a essere urgenti, ma dobbiamo anche guardare al futuro» sottolinea Yukie Mokuo. 
 
«Considerato il tempo che potrebbe essere necessario per ricostruire e riabilitare le scuole danneggiate e sostituire i mobili e le attrezzature scolastiche perdute, c'è un urgente bisogno di rafforzare le opzioni di apprendimento a distanza per i bambini colpiti.

Dobbiamo fornire agli insegnanti la formazione e il sostegno necessari per garantire che i bambini, specialmente quelli delle aree più povere colpite, ricevano non solo una didattica a distanza di qualità, ma anche un livello di assistenza psicosociale che contribuisca a alleviare il loro trauma.»

L'UNICEF ha lanciato un appello umanitario da 50 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati dei bambini e delle famiglie nei prossimi tre mesi.
 
La risposta si concentra sui bisogni psico-sociali dei bambini e di chi si prende cura di essi, mantenendoli al sicuro, riabilitando i servizi essenziali di base e fornendo agli adolescenti e ai giovani le competenze necessarie per partecipare allo sforzo di ricostruzione del proprio paese - il tutto limitando la diffusione del COVID-19.
 
Anche tu puoi aiutare i bambini di Beirut
con una donazione online sul nostro sito


 
 
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"Rapporto UNICEF "Everything Around Me Is in Ruins" "

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