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Minorenni migranti e rifugiati

"Re-immagina", il videogioco con i bambini migranti e rifugiati come protagonisti

15 settembre 2020 - Oggi l'UNICEF lancia una nuova iniziativa basata sul gioco online come sfida agli stereotipi e ai falsi miti che circondano i minorenni rifugiati e migranti e per mostrare il loro potenziale, le loro capacità e la loro creatività.

"Re-Imagine the World Like A Gamer" (Re-immagina il mondo come un giocatore) propone un video e un minigioco digitale che vede tre bambini rifugiati e migranti nei panni dei protagonisti.

   

Gli spettatori e i giocatori sono spinti a guardare oltre le circostanze e le vulnerabilità di questi bambini, per vedere il loro potenziale e aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. 

Il video racconta le storie di vita reale di tre minorenni migranti e rifugiati - Nora, Sama e Pouya, due bambine e un ragazzo, provenienti rispettivamente da Somalia, Egitto e Afghanistan – che attualmente vivono in Grecia e che condividono il sogno di diventare un medico, uno scrittore e un pilota. 

Il video simula un videogioco, posizionando i bambini come eroi del gioco e il pubblico come giocatore. L'UNICEF ha pubblicato sul suo sito globale anche un vero e proprio videogioco, che chiunque può giocare online,

«I giochi sono uno sbocco per i bambini e i giovani, con possibilità di interazione e gioco limitate in un mondo che affronta il COVID-19» afferma Gary Stahl, Direttore della Divisione per la raccolta fondi e le partnership fra privati all'UNICEF.

«I giochi possono fungere da equalizzatore sociale, che permette a bambini e adolescenti di diversi background di concentrarsi su ciò che li accomuna, anziché sulle rispettive diversità. I giochi creano un ambiente divertente e confortevole per iniziare a imparare ad accettare l'altro.»

L'iniziativa fa parte della campagna globale dell'UNICEF Re-Imagine, il cui obiettivo è far sì che la pandemia di COVID-19 non diventi una crisi duratura per i bambini e che il mondo post-COVID sia più equo e adatto ai bambini, compresi quelli appartenenti a gruppi emarginati come i rifugiati e i migranti. 

«La crisi provocata dal COVID-19 è una crisi dei diritti dei bambini. I costi della pandemia per i bambini sono immediati e, se non vengono affrontati, possono persistere per tutta la vita» sottolinea il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo.

«Senza finanziamenti urgenti e interventi chiave per salvare vite umane, altri 6.000 bambini potrebbero morire ogni giorno nei prossimi 6 mesi, poiché la pandemia continua a indebolire i sistemi sanitari e a interrompere i servizi di routine.»