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Emergenze

Primi aiuti UNICEF nell'Indonesia colpita da una doppia catastrofe

Mappa delle emergenze naturali in Indonesia, ottobre 2010 -©UN/OCHA
Mappa delle emergenze naturali in Indonesia, ottobre 2010 -©UN/OCHA

Al fine di rispondere prontamente al doppio disastro naturale che ha colpito l’Indonesia in questi giorni (vedi nota qui sotto), l'UNICEF sta lavorando in stretta collaborazione con i partner governativi per inviare aiuti d’emergenza ai bambini.

Dopo una rapida valutazione nella zona di Merapi, l'UNICEF sta inviando taniche per l'acqua e kit igienici e per soddisfare le esigenze di 4.500 famiglie sfollate dalle proprie case a causa del vulcano.

Nell’area occidentale di Sumatra, l'UNICEF sta inviando 6.000 zanzariere per proteggere le famiglie dalla malaria, proprio perché, nelle isole Mentawai, sono andate distrutte le abitazioni in un’area in cui la malaria è endemica.

L'UNICEF sta inoltre lavorando con il Ministero della Salute indonesiano per garantire che le madri colpite dalla calamità siano aiutate a continuare l'allattamento dei neonati e perché donazioni di alimenti per lattanti o di altri alimenti complementari siano adeguatamente regolamentate per evitare rischi per la salute dei bambini (l'uso di acqua non potabile per diluire il latte in polvere può provocare gravi danni all'organismo del bambino).

Gli investimenti realizzati dall’UNICEF e da altre agenzie delle Nazioni Unite dopo lo tsunami del 2004 (che ha devastato la provincia di Aceh), hanno contribuito a rafforzare la capacità dell’Indonesia di gestire con efficacia improvvise crisi umanitarie.

Le crisi umanitarie in corso

Il 25 ottobre un terremoto di grado 7,7 della scala Richter al largo della costa occidentale di Sumatra (la più grande dell'arcipelago indonesiano) ha provocato un'onda di tsunami che si è abbattuta sui villaggi costieri di Pagai e delle altre isole Mentawai. Lo tsunami ha provocato 159 vittime ma circa 400 sono ancora i dispersi.

Il giorno seguente il monte Merapi, il più attivo tra i numerosi vulcani dell'isola di Giava, ha iniziato a eruttare violentemente, uccidendo 25 persone e costringendo all'evacuazione altre 8.000